Diario minimo

Post da Luglio 2007

‘Sti kazzi. il romanzo a puntate di E.Krugman

Luglio 31, 2007 · 3 Commenti

(la parte precedente la trovate qui: http://diariominimo.wordpress.com/sti-kazzi-il-romanzo-di-emilio/)

EMILIO KRUGMAN (4)  La mia e’ la camera d’angolo, di fronte al bagno. Ha le pareti di tre colori diversi. Verde acqua quella sulla sinistra, gialla quella di fronte alla finestrona, azzurra quella di destra. Gli infissi dei finestroni sono rossi, di metallo, e d’autunno in giornate come questa si riempiono di condensa. Adesso che la luce del giorno e’ praticamente scomparsa ha un aspetto desolato e pure basta accendere la luce ikea sul comodino perche’ torni ad essere la mia calda cuccia.Ci siamo scelti io e questo magazzino che a milano chiamavo loft.Erano i primi mesi dell’anno e stavo sbollendo la frustazione e la stanchezza a casa krugman. Erano tornato per una settimana a casa, nella cameretta col tetto pendente dove mi sono fatto le prime seghe, ho visto centinaia di puntate di hazard e forum.Mi compativano i parents. Il loro figlio in carriera, quello ben educato e ben vestito che guadagna in un mese lo stipendio di un anno di un insegnante, si ritrova di colpo senza lavoro e senza prestigio.Mi cucinava  la signora Krugman quelli che quindic’anni prima erano i miei piatti preferiti: filetto con salsa bernese, penne al sugo d’arrosto, untissima mozzarella in carrozza. Non facevano domande, io non davo risposte.Mi chiudevo in camera e, sulla scrivania di formica segnata dai desegni tracciati nei pomeriggi liceali, mi collegavo al portatile con la scheda Umts e passavo le ore come se fossi in ufficio. Giravo sugli stessi siti, anche quelli del cazzeggio. Entravo con le password generiche nei siti aziendali e ci giravo con il mio piglio da capetto.Poi davo uno sguard al mio sito del trading online, ma sempre furtivamente perche’ in ufficio proprio non si puo’. E a un certo punto, andavao in terrazza a fumarmi una sigaretta. Mancava solo la macchinetta dei cafe’ e delle merendine.In pausa pranzo andavo a fare un giretto in bici. Montavo sulla Pinarello del ‘81 che mio nonno ha comprato tre mesi prima di morire fulminano da un infarto durante il tappone alpino del giro d’italia (e mia nonna continua a sostenere che sia stata tucca colpa della telecronaca di De Zan) e giravo per tutte le frazioni del comune di villorba.Ripetevo osessivamente le mie stradine, quelle che facevo per andare a calcio negli esordienti del Fontane o a catechismo.

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STANSTED

Luglio 31, 2007 · 1 Commento

07-29-07.jpgCENTRO SMISTAMENTO UNIVERSALE DI STRACCIONI VOLANTI LOWCOST

Ho passato gran parte del weekend in aeroporto, due notti tra la vernice fresca di Pimlico e una al grand hotel, la domenica a passeggio per la riva del tamigi, il sabato al luna park.

L’esperienza piu’ intense e di sicuro il viaggio di ritorno.

Da solito buon krugman parto presto e agitato.

Gli aeroporti inglesi mi hanno sempre fatto soggezzione.

Sullo stansted express, che costa piu’ di un volo tra stoccolma e Ibiza, ascolto i discorsi di due signorotte londinesi  che vanno a farsi un giro domenica pomeriggio all’aeroporto. Non capisco bene perche’, forse vanno a ammaliare turisti in decomposizione o a cercare avventure sessuali estreme.

Intanto la sig ra krugman dorme sfinita e la campagna inglese ci accoglie assolata.

Un idillio che s’interrompe quando il trenino s’infila nel terminal di questo paesino di campagna che il signor Ryanair ha trasformato nel centro smistamento degli straccioni del cielo lowcost.

Stansted la domenica pomeriggio e’ un carro bestiame, code interminabili al check in, ragazzini urlanti di ritorno da tre settimane di fish and chips e dalle prime limonate (io ricordo una cicciona che mi ficco’ la lingua in gola a leatherhead nel lontano ‘88), e controlli di sicurezza da Guantanamo.

E’ qui che inizia il nostro incubo.

Alla prima barriera ci impongono di avere un solo unico bagaglio a mano e quindi ci tocca infiliare zainetti e borsette nel trolley, al secondo le nostre valigie vengono sorteggiate e qui inizia un ispezione in piena regola.

Prima perquisizione totale poi

un inglesotto simpatico della security apre e svuota completamente I borsoni commentando su tutto quello che trova.

Lo sugardo gli si illumina quando mi scopre il “nesessaire” (a casa krugman si chiama cosi).

Trova profumo, deodorante, shampetti e bagno schiuma e vuole buttare tutto, tutto.

Non perche’ di dimensioni superiori alla norma, 100 ml, ma perche’ non sono in un sacchetto trasparante.

Per fortuna un sacchetto improvvisato mi permette di salvare almeno il profumo, il resto requisito come gli accendini, se ne salva uno a testa, e tutto cio’ di non solido mi viene trovato.

A  un poveretto accanto a me rubano la marmellata per la mamma!

Ma non e’ finita qui,

Mi fanno pure togliere le scarpe per farle passare attraverso il metaldetector.

Il tutto per rispettare le regole.

E’ questa la cosa che ti fa incazzare, e’ che ti ripetono per sicurezza, per sicurezza … ma in realta’ il loro unico godimento e’ che si rispettino le regole…

E rispettiamole allora catso!

Dopo un ora di viaggio tra I gate arriviamo all’ultimo in fondo in fondo dove parte il volo per milano.

Qui siamo in pieno effetto serra, il sole batte sui vetri, le ascelle puzzano e nell’aria si diffonde un odore insopportabile.

Finalmente si parte, seduti tra decine di adolscenti padovani casinari che ordinano latte con nesquik e si preparano a comprare 90 euri di gangia.

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London Calling

Luglio 26, 2007 · Lascia un Commento

Pronto a viaggiare, pronto a partire. L’estate vera comincia con l’immancabile viaggio aziendale londinese, poi qualche giorno di lavoro e si parte per “te la do io la vespa…salento 07″ un viaggio con la poderosa attraverso l’Italia verso il tacco bruciante. Parto per Londra, solo, con un giorno d’anticipo sulla Signora Priscila Krugman. Gessato blu, cravatta azzurra, occhiali trandy e trolly nero d’ordinanza. Ho l’aspetto dell’uomo d’affari, o meglio di un adoloscente ai primi brufoli (ne ho uno spaventoso che cresce al centro del naso) vestito da manager della city.

Da buon Krugman parto per tempo, con decine di ore di anticipo sul mio volo lowcost mi dirigo all’aeroporto.   A Milano ci sono 35 gradi, la stazione centrale sembra Tunisi e fa paura. Mi guardo attorno circospetto, alla ricerca di bambini ladri, accattoni, drogati e comunisti che mi vogliano assalire.  L’orio al serio express e’ puntualissimo, dentro l’aria condizionata ti porta a temperature siberiane. Mi metto la giacca a mo di coperta e dormo. Mi sveglio, dopo mezz’ora e sono gia’ a Bergamo, non e’ mai successo che la A4 sia cosi’ deserta. tutto sembra procedere per il meglio. Sono in aeroporto alle 16.45,. il volo parte alle 19.15. benissimo.

Entro , guardo i monitor e scopro subito subito che il volo ha 4 ORE DI RITARDO, 4 ORE!!! Partenza prevista per le 23.15……Ho una vita da passare qui.

Al banco ryanair sono gentili, mi metto in lista d’attesa per quello che parte dopo ma arriva prima. La lista d’attesa, che non so bene come funzioni, fa molto fiko.

Il mio aereo, che prima di portarmi a Londra deve fare un giro a parigi, e’ rotto.

Bevo un caffe’, macchiato, e leggo il coriere, macchiato.

D’Alema e Fassino sono inkazzati per la richiesta della Forleo di mandarli a processo per Unipol…  Ah ragazzi miei, avete poco da fare gli immacolati. La scalata Unipol era una porcata, Consorte pure e i ds ne escono a pezzi. La superiorita’ morale della sinistra, che continuo a rivendicare (se sei di destra o non ci sei ancora arrivato o sei stronzo, penso da dieci anni) e’ andata a puttane , un po’ come il mitiko Fiorani in queste ore.

Poi ce’ Parmalat, e da un po’ faccio quasi il tifo per Tanzi. Dopo averlo visto in tribunale disorientato e smunto, dopo aver sentito i racconti dei ragionieri che bruciavano nei campi i documenti scottanti e quelli di chi si inventava fax di banke americane con uno scanner,  mi stanno quasi simpatici. Non perche’ siano non colpevoli ma perche’ la loro goffaggine e’ evidente, mentre gli orki cattivi mi sembrano sempre piu’ quelli che stanno dall’altra  dello sportello quando vai a fare un estratto conto. E ieri a parma faceva caldo e quando il giudice parlava c’era qualcuno che mi ha esultato di fronte agli occhi perche’ non finira’ in galera, e per lui ero pure contento… mentre gli avvocati fanno il loro sport e di chi ci ha perso i risparmi di una vita nei bond proposti da qualche sportellista furbetto non ci pensi quasi piu’.

Ora sono qui all’internet point dell’aeroporto e almeno ho un bel po di tempo per scrivere le mie katsate che ce ne sono di cose da raccontare questi giorni. 

Che Milano d’estate deserta da correre in vespa non e’ mica male, che ho visto uno inginocchiato in mezzo a una strada a tre corsie che cercava di farsi ammazzare, ma poi si e’ stufato, che sono andato a tagliarmi i capelli e una ragazzina frangetta ha detto all’altra…

“fai tu il ragazzo qui…. si cioe’ l’uomo…. si insomma il SIGNORE…”

e poi mi hanno spillato 30 euro per rasarmi che il carmignola lo fa gratis e una volta, nei primi anni 80, mi sono arrabbiato con la Francesca che a Villorba me li ha tagliati troppo corti i capelli e sono uscito senza salutare e dire grazie e poi la mamma mi ha riportato dentro a chiedere scusa.

E questa poltrona dell’internet point e’ rossa di velluta e mi sa sudare il culo.

Tra un’ora , anzi due, vado al check in che dico che sono IN LISTA D’ATTESA che continua a farmi molto fiko e magari parto alle 10, se no posso partire alle 1045 per luton e se no alla fine parto alle 1115 per stanstead.

Che ancora non si capisce bene dove dormiremo, perke’ il Foka ha comprato casa e gliela arreda valentinorossi, cioe’ la stessa che l’arreda a valentinorossi, e alla fine non ha manco il pavimento. che forse dormiremo nella casa vekkia mentre dei pakistani la imbiancano e forse da una fiketta keniota nella sua villa di chelsea, che vialli non ci gioca piu’ e mancini mi e’ sempre stato sul catso.

Ho fatto una memorabile kakata nei bagni al piano interrato dell’aeroporto, ci sono entrato con il trolly nero , gli occhiali trendi trenduno, lo zainetto rosso , il gessato e tutto il resto.

Ho comprato la rivista correre, dove trovo scritto maratona compro, anche se mi sento in colpoa perche’ questa settimana ho corso solo una volta al palestro green park.

al telefono sento i genitori Krugman che dormono alla buca 8 e la signora Krugman mi dice che il campiello forse lo vince uno al suo primo romanzo… eh magari.

E insomma l’importante non e’ dove si va ma partire (si e’ banale e keruak ci ha fatto la storia con questa idea) ma sono da due ore e mezza in un aeroporto a 37 chilometri da casa ma mi sento lontano da tutto mesi anni oceani e gia’ mi manca il mio basilico e i limoni che crescono sulla piana (uno e’ morto e lo abbiamo omaggiato del funerale) e non parlo della Priscilla Krugman se no sembro il solito sdolcinato romantikone.

va beh, controllo il volo, good save the queen

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Marcello, Marcello

Luglio 18, 2007 · 1 Commento

Uno splendido film francese da non perdere, una storia di amori sulle rive della sennamarcello.jpg

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Il racconto di Checco Scampati (2) di Gustavo Gloria*

Luglio 18, 2007 · 1 Commento

*Gustavo Gloria e’ un praticante praticato assunto irregolarmente da diario minimo con un contratto di copricapezzoli a cottimo

“Il lancio fu splendido. Entrai direttamente nella classifica del concorso “LA PROCACE FIAMMETTA” con lode. E soprattutto abbonamento gratis per due anni alla rivista “IL PANINARO”. Quel libretto mi cambiò: fuggii da Riccione, abbandonai i miei propositi universitari sociali, e decisi di entrare nello studio da Geometra dello zio Luciano, a Rovolon. UN UNICO PENSIERO: potermi comprare TIMBERLAND INVERNALI, TIMBERLAND ESTIVE, TIMBERLAND SCARPONCINO (si, quelle gialle, che se le guardi adesso ti vengono i brividi.) Il campionario BEST COMPANY DAL 1984 AL 1988, MONCLER AZZURRINO, ROSA, E BLU. POLO LACOSTE RALPH LOREN FRED PERRY E PERRY MASON. UN SI BORDò E UNO NERO, PER PORTARCI DIETRO LE SQUITINZIE E TUTTO IL RESTO. E POI RAGAZZI, LA POSSIBILITA’, DI POTER DIRE PER SEMPRE:     WALL BOYS, WALL BOYS “!!!!!

 Finalmente fa una pausa Checco Scampati, chiama la Desy, un Traminer per me, uno spritz Aperol per lui ordina. E’ più disteso. S’incupisce di nuovo. Riparte 

“Lavorai , lavorai, lavorai. Il sabato compravo di tutto, e così continuò per altri tredici anni. MA NON AVEVO PIU’ INCONTRATO UNA DONNA DA RICCIONE. GLI AMICI COMUNISTI DIMENTICATI, IO SPARITO, intento a pensare alle compere. FACEVO PROGETTI CON IL COMPASSO, COMPRAVO, GIRO CON IL SI IN GIARDINO, E A LETTO.  Un giorno però accadde un fatto strano. La commessa di FIRME A QUATTRO SOLDI, ALLA MIA ENNESIMA RICHIESTA DI una felpa BEST COMPANY, mi prese in disparte. Mi chiuse nel camerino, mi puntò una 44 magnum allo stomaco e mi disse che dovevo smetterla. ERA DA ORMAI QUATTRO ANNI CHE CHIEDEVO QUELLA FELPA INUTILMENTE. QUELLA FELPA NON ESISTEVA PIU’. NON C’ERANO I DURAN, ERANO MORTI GIA’ I TAKE THAT (che io non avevo mai conosciuto). E soprattutto SAMANTA FOX ERA CICCIONA E BUTERATA. IL DRIVE IN ERA FINITO DA UN PEZZO. CAPII IN QUEL MOMENTO CHE MIA MADRE, per non farmi soffrire, continuavo a farmi vedere la trasmissione a ciclo continuo su vecchie videocassette. IO, IL MIO STUDIO, LA CAMERETTA: TUTTO ERA RIMASTO PRIGIONIERO DEGLI ANNI OTTANTA. ECCO PERCHE’ DA UN PO’ DI TEMPO IL PREZZO DELLE TIMBERLAND ERA SCESO, ECCO PERCHE’, nel MIO UNICO GIRETTO FUORI DAL GIARDINO, al cavalcavia di Chiesanuova, avevo visto due ragazzini sopra uno strano motorino, con la scritta ZIP”.

NEL 1998 PER CHECCO SCAMPATI  FINIRONO GLI ANNI 80”.

 Continua……………  Volete aiutare Checco SCAMPATI a ricordare altre suppellettili ANNI “80 ? SCRIVETE A DIARIO MINIMO, POTRETE AGGIUNGERE LE VOSTRE CONOSCENZE al servizio dell’inviato GUSTAVO GLORIA!

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La Bestia (3) da Sti Kazzi

Luglio 17, 2007 · Lascia un Commento

Continua la pubblicazione a puntate del foiletton di Emilio Krugman: (il resto si trova tutto nella pagine di ‘Sti Kazzi)

“Mamma non riesco a passare da casa per prendere  il radicchio,  non ghe a fo’. So’ a Oderso. incasina’… No’ mamma , non riesco a fare neanche un salto veloce, neanche se mi lasci il radicchio sulla muretta… Ti ho detto che non posso…  ..No non so quando finisco… e’ una cosa seria…un casin…sono dai carabinieri…..ciao, devo andare” e metto giu’, click.

E subito mi pento, perche’  sara’ preoccupatissima adesso.Non si parlera’ d’altro in casa bestini. “El ceo xe a oderso dai carabinieri……..” “Dai ghebi a Oderso? Cossa gaeo combina’? ciapa’ sotto na troia sua pontebbana…o ciapada sora…” “Si col motorin…”
“Pronto Zsia son a Nadia. …
eh insomma, go na preoccupasion…go’l ceo a Oderso in caserma dei carabinieri…Non xe che tuo cognato, l’Aflredo, magari sel pol informar n’atimo…si lo so che e’ in pensione dal ‘91 e ha due bai pass, un rene di plastica e il catere su….no niente scusami tu sai , eh la preoccupasione…”

E me la rido …anche nel silenzio di questa stanzetta disadorna di anticamera dei carabinieri di oderso.

Che ce’ solo un attaccapanni con appeso il calendario dei carabinieri che sembra di essere in una fiction mal arredata.

E fuori, e ci sono le sbarre che sembra quasi di essere in carcere,  vedo una piazza quasi buia e gli alberi hanno poche foglie e le ultime, marroncine, cadono sotto i colpi di una pioggia fitta e bastarda.

E penso che fara’ anche freddo a tornare a casa quando tutto sara’ finito e bisognera’ anche stare attenti  a non cadere con la vespa, che la vespa e’ ancora legata fuori dalla scuola di Ormelle, che qualcuno dovra’ pure accompagnarmi a rimprenderla, quando tutto sara’ finito.

E certo e’ una scocciatura, soprattutto perche’ volevo arrivare presto a casa e dare una mano a Emilio con la cena, che ce’ la riunione di famiglia questa sera, e non e’ mica una riunione come le alter, e’ la prima da quando la Kikka e’ sparita e LaVani andra’ via di testa col Chino, che alla fine e’ convinta che sia tutta colpa sua se sua sorella ha cambiato vita senza dire niente a nessuno.

Che palle, e’ quasi un’ora che aspetto. E il dott Anzini mi ha gia’ chiamato tre volte, e’ terrorizzato che scoppi un casino con i suoi corsi e i suoi contributi, soprattutto.

“Professore…venga…”“Prego prego, su quella sedia…”

“A xe tutta colpa sua, xe me fiol e ga’ ciapae…e’ ancora al pronto soccorso sa…” 

 

E’ la mamma di Damon Antoniutti, un’incivile e ingnorante razzista diciottennte che non toglie mai mai mai I suoi occhialoni da sole scuri con una D e una G immense che gli coprono granparte del volto brufoloso.

Occhialoni senza i quali oggi avrebbe qualche capillare in meno rotto, il povero Damon.

“A xe tutta colpa sua, gaeo capio o no? e desso che o digo anca ai carabinieri che se me fiol perde un ocio TE PORTO VIA TUTTO ANCHE A CASA DE TO FAMEIA…maedetto…”

Urla, tutta rossa, con le vene del collo che sembrano scoppiare e le scione d’oro che traballano incerte nei lobi a ogni sussulto.

E truccata, piuttosto pesantemente, ha addosso un giaccone col cappuccio e il pelo, di quelli che hanno tutti da un paio d’inverni,  che non toglie nonostante faccia piuttosto caldo qua dentro e anche fuori , a dire il vero.

Ostenta il suo benessere materiale e la sua rabbia…

comunista, xe vede che te si un comunista maedetto, sempre pronto a difendar I negri, I singani, gli albanesi mentre I vien qua a rubar, ciavarme I lavori e coparme I fioi…maedetto…ma sta volt a te paghi tutte …

Non ho ancora detto una parola, sono sicuramente arrossito. E’ in questi momenti che mi piacerebbe essere il Chino, pronto a rispondere senza scomporsi, per dire a questa cretina che se suo figlio sta in ospedale con un occhio massacrato da un cazzotto e’ soprattutto colpa sua,della sua educazione, del suo razzismo e della sua ignoranza.

E invece non se sono affatto capace.

“mi spiace per denis signora” ma mi spiace molto di piu’ per Erjon che adesso per lui sono cazzi acidi

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The Pikets tale…le avventure in sudafrica di un promettente legale lombardo

Luglio 17, 2007 · Lascia un Commento

Un promettente avvocato lombardo emigra in Sud Africa alla ricerca del senso della vita e di sesso facile. in esclusiva su diario minimo il suo racconto:
donkeys_.jpg

mi sono trasferito in una zona più sicura, Sea Point, costa atlantica: qui la Polizia pattuglia abbastanza di frequente (bè io lo prendo come un buon segno…)
Ed infatti ho avuto il mio primo incontro ravvicinato con i tutori dell’ordine, che mi hanno fermato in mezzo alla strada l’altra sera mentre tornavo con passo incerto verso il mio backpackers’ lodge.
In realtà è stato un colloquio molto educato: entrambi continuavamo a mettere “Sir” all’inizio e alla fine di ogni frase
 Captain Van Der Welt ( o qualcosa del genere) parlava e si muoveva un po’ troppo velocemente per i miei riflessi appannati dall’alcol e – prima che rispondessi alla richiesta di potermi perquisire -aveva già cominciato a esaminare il contenuto della mia giacca.
Alla domanda: “Sir are you carrying a weapon Sir?” ho risposto automaticamente “Sir, nooooo, no weapon sir”, salvo ricordarmi del mio coltello da scuba diving che porto nella tasca destra della gia cca… mentre indicavo la tasca e dicevo “Well Sir, I have a knife in this pocket, well, you see Sir..” il Capitan Van dee Welt, stava già osservando imperturbabile la lama. ”Sir, Anything else Sir?”
Comunque, nulla di particolare: in sostanza non ha battuto ciglio di fronte al pugnale e sentendo che lo portavo appresso per self defense gli è parso del tutto normale e legittimo.
Ho preferito glissare sulla carenza di requisiti per procedere alla perquisizione personale.
Ci siamo augurati Good night Sir e se ne sono andati. In realtà non ho capito perchè, ma si è raccomandato che qualche altro collega mi avesse fermato avrei dovuto far presente di aver già parlato con il Captain Van Der Welt…(?)
Il giorno dopo l’ho visto impegnato a a fare grandi strette di mano urban-tribe/rap/ghetto-star con un negrone che se ne sta tutto il giorno in un angolo della strada e quando ti avvicini mormora qualcosa velocissimo a bassa voce guardandosi in giro sospettoso. Non capisco un cazzo (forse usa uno slang particolare da pusher) a parte My friend/Brother (Il “Sir” del capitano Van Der Welt pare molto più elegante..
sabato, tempo permettendo, sarà il mio Giorno.
Il VERO MOTIVO per cui sono in Sud Africa (ma va là mica l’inglese o esperienza sabbatica)
Si parte alle cinque e mezza del mattino (si, cazzo!)
dopo un paio di ore di macchina, si arriva a Hermanus, si va al porticciolo, e si sale in barca.
Poi ti calano in acqua con un gabbia e cominciano a buttare interiora bovine intorno alla gabbia….
Sono tranquillo, sono assicurato (!)
l’ostello in cui sono finito in questi gg è veramente Bohemienne…mi ricorda da vicino Via Compagnoni  per l’aspetto generale l’illuminazione, gli odori del cibo e la frequentazione. Io mi concedo però il lusso della stanza singola che macchie scure (sangue??) sullla moquette anni 70 è suffici ente per miei standard. allego foto
Da Domani, invece termina l’era Bohemienne e comincia l’era Colonial: ho trovato una signora che affitta le camere praticamente di fronte alla scuola dove vado io. farò delle foto sembra la casa di qualche esploratore del secolo scorso: tutta piena di oggetti  e dipinti stranissimi…vedremo 
Weather permitting uno dei prox gg magari prova a surfare. Preliminramente, mi assicurerò che in zona nessuno stai facendo in contemporanea il cage diving (cfr supra).
In conclusione tutto bene. Ieri i baristi mi hanno offerto da bere. L’enviroment intorno a me è …”challenging”: non vado più in giro con l’ipod nelle orecchie, ascolto i rumori e sento se uno corre dietro di me.
capisco il peso delle persone osservando le impronte per terra.
Alla mattina e alla sera prevedo il tempo annusando l’aria alla finestra. a seconda dell’odore di mare che si sente capisci la direzione e la forza, ed in base all’ora della giornata capisci temperatura ed eventuali precipitazioni nelle ore successive.
Nonostante la dieta certo non mediterranea, sono sempre più magro e scattante. faccio i gradini a 3 alla volta, salto dentro i taxi collettivi come un proiettile.
Cammino al doppio della velocità di prima (sopratutto alla sera quando torno a casa), salto i pasti senza accorgermene, sento meno il dolore ed il freddo.
Non ho ancora rinunciato al nescaffè, ma sono molto più agile e forte. Sento gli odori e i rumori in modo diverso.
Chissà se a breve riuscirò a leccarmi le palle come i cani
Vi terrò info

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IL RACCONTO A PUNTATE DELLA STRANA STORIA DI CHECCO SCAMPATI, rappresentate d’istituto comunista al geometra DE AMICIS.

Luglio 16, 2007 · 1 Commento

Dal nostro corrispondente a Aponius Travel – Gustavo Gloria 

Il bar di Merdolino è a pochi passi da Piazza Volontà. Italo Baccarin, in arte Merdolino appunto, lo mise in piedi una quindicina di anni fa, tornato dalla gelateria tedesca di Brema  con molto olio  di gomito e Loaker che bontà ancora da utilizzare.  “Il Traminer è d’obbligo- recita la targa sopra la cassa- poi teincueomi” (letteralmente “bevi il Traminer che non sarà il primo”). Tra pochi giorni – e io ci sarò per voi- diventerà un ex bar smarzo (vecchio stile insomma) new radical chic bistrò.

E’ una giornata di sole, la gente è tanta già alle cinque del pomeriggio di questo sabato afoso. Mi siedo al tavolino all’angolo. Di fronte a me Checco Scampati, 43 ANNI,  già rappresentante d’istuto comunista al Geometra DE AMICIS. Ha gli occhi spenti: numero cinque ex  bicchieri di Spritz al Campari, numero sette noccioline di ex olive ( bastardo due in più dei bicchieri, io non ci riesco mai), 3 bicchieri della Nutella utilizzati dal Merdolino per i bianchetti  da cinquanta centesimi sottobanco – ora capisco che lo sfigato ha invece avuto numero 1 oliva in meno ( la Desy è proprio una sboldra se ci si mette), portacenere Algida con numero 13 sigarette MS spente. Vista tale quantità e ciò che succede dal Merdo capisco che è la da 35 minuti ed è incazzato. E’ una notizia. Perché un rappresentante geometra comunista si è ridotto così? E come mai dal taschino della giacca gli esce un foglietto plastificato con scritto FORZA spezzato? E soprattutto: perché 3 bianchetti e non Traminer con l’aggravante di un’oliva in meno- in fondo la Desy era iscritta a rifondazione prima di decidere per il Merdolino, nota camicia verde.

Mi avvicino, lo saluto, e lui si abbandona raccontandomi in pillole la storia della sua vita senza fermarsi.

-         ERO APPENA USCITO DALLA SCUOLA, 36 alla maturità con commissione certamente missina, e la mia passione politica ebbe la meglio sulla decisione fatta a 14 anni di fare il geometra per lavorare subito. Il partito organizzò UN MEETING PER GIOVANI COMUNISTI SUL LUNGOMARE DI RICCIONE in preparazione alle future occupazioni universitarie. AL COCORICO’,  famoso CENTRO SOCIALE DELLA RIVIERA . VINSI IL PREMIO “ GIOVANE ERNESTO MASCALZONES” – con pacca sulla spalla e buffetto dei vertici. MASSIMO PUNTEGGIO: 1° in “CONTORSIONI CON GIOVANE COMPAGNA SOPRA IL CUBO”.  1° IN COSTRUZIONE DI SIGARETTE DELL’AMICIZIA NON AVENDO LE CARTINE ZIO KEN MA COMPAGNI VI SALVO HO LE SMOKING PICCOLE. 1° in trasformazione di bottiglie incendiarie in COCA COLA quando vai in cesso di nascosto per astinenza programmatica. 1° in FUTURISMO ovvero come capire di fondare il PARTITO DEMOCRATICO QUANDO CI ABBIAMO PROVATO, MA SE NON C’E’ L’URSS MEGLIO SALVARSI DAI DEMOCRISTIANI nonostante 15 anni da DS.  Ma, quello che cambiò un’altra volta il corso della mia storia, fu il  1° in “Facci sognare”, ovvero come fottersi le donne dei fasci del vicino CUBA LIBRE buttandosi con il Bangijamping manonsòmesiscrive………

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Milano, 5 e 52.

Luglio 16, 2007 · Lascia un Commento

Milano, l’orologio sulla vespa segna le 5.52 ma e’ decisamente in anticipo rispetto al resto del mondo.

Sono al Massimo le 5.35

Mentre aspetto il verde in piazza “del tricolore” un gruppo di piccioni occupa la careggiata banchettanodo sul porfido.

Una twingo azzurro sporco si ferma incerta di fronte ai binari del tram.

Di colpo si spengono i lampioni, in effetti e’ chiaro gia’ da un po.

Fa caldo, l’estate vera e’ arrivata.

Tra pochi minuti sudero’ in studio mentre aspetto di dire nel silenzio dello studio, interrotto dai movimenti meccanici di telecamere guidate da molto lontano, cosa succede a hong kong e taiwan.

Nello zainetto ho un Tupperware blu con del soncino gia-’ lavato, formaggio di capra scaduto e pomodori camone del mercato.

Devo tagliarmi i capelli.

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Angurie e cadaveri…

Luglio 14, 2007 · Lascia un Commento

Che l’A4 sia un inferno lo sostengo da anni, ma certo stare in coda per ore accanto ad un camion di cocomeri e clandestini morti e’ veramente troppo…ce’ bisogno del passante…

“I cadaveri di tre clandestini sono stati scoperti dalla Polstrada all’interno della cella frigorifera di un tir in sosta nell’area di servizio “Bazzera” lungo la A4, nei pressi di Mestre, direzione Trieste. Un quarto immigrato, in fin di vita, è stato trasportato all’ospedale”

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