Continua la pubblicazione a puntate del foiletton di Emilio Krugman: (il resto si trova tutto nella pagine di ‘Sti Kazzi)
“Mamma non riesco a passare da casa per prendere il radicchio, non ghe a fo’. So’ a Oderso. incasina’… No’ mamma , non riesco a fare neanche un salto veloce, neanche se mi lasci il radicchio sulla muretta… Ti ho detto che non posso… ..No non so quando finisco… e’ una cosa seria…un casin…sono dai carabinieri…..ciao, devo andare” e metto giu’, click.
E subito mi pento, perche’ sara’ preoccupatissima adesso.Non si parlera’ d’altro in casa bestini. “El ceo xe a oderso dai carabinieri……..” “Dai ghebi a Oderso? Cossa gaeo combina’? ciapa’ sotto na troia sua pontebbana…o ciapada sora…” “Si col motorin…”
“Pronto Zsia son a Nadia. … eh insomma, go na preoccupasion…go’l ceo a Oderso in caserma dei carabinieri…Non xe che tuo cognato, l’Aflredo, magari sel pol informar n’atimo…si lo so che e’ in pensione dal ‘91 e ha due bai pass, un rene di plastica e il catere su….no niente scusami tu sai , eh la preoccupasione…”
E me la rido …anche nel silenzio di questa stanzetta disadorna di anticamera dei carabinieri di oderso.
Che ce’ solo un attaccapanni con appeso il calendario dei carabinieri che sembra di essere in una fiction mal arredata.
E fuori, e ci sono le sbarre che sembra quasi di essere in carcere, vedo una piazza quasi buia e gli alberi hanno poche foglie e le ultime, marroncine, cadono sotto i colpi di una pioggia fitta e bastarda.
E penso che fara’ anche freddo a tornare a casa quando tutto sara’ finito e bisognera’ anche stare attenti a non cadere con la vespa, che la vespa e’ ancora legata fuori dalla scuola di Ormelle, che qualcuno dovra’ pure accompagnarmi a rimprenderla, quando tutto sara’ finito.
E certo e’ una scocciatura, soprattutto perche’ volevo arrivare presto a casa e dare una mano a Emilio con la cena, che ce’ la riunione di famiglia questa sera, e non e’ mica una riunione come le alter, e’ la prima da quando la Kikka e’ sparita e LaVani andra’ via di testa col Chino, che alla fine e’ convinta che sia tutta colpa sua se sua sorella ha cambiato vita senza dire niente a nessuno.
Che palle, e’ quasi un’ora che aspetto. E il dott Anzini mi ha gia’ chiamato tre volte, e’ terrorizzato che scoppi un casino con i suoi corsi e i suoi contributi, soprattutto.
“Professore…venga…”“Prego prego, su quella sedia…”
“A xe tutta colpa sua, xe me fiol e ga’ ciapae…e’ ancora al pronto soccorso sa…”
E’ la mamma di Damon Antoniutti, un’incivile e ingnorante razzista diciottennte che non toglie mai mai mai I suoi occhialoni da sole scuri con una D e una G immense che gli coprono granparte del volto brufoloso.
Occhialoni senza i quali oggi avrebbe qualche capillare in meno rotto, il povero Damon.
“A xe tutta colpa sua, gaeo capio o no? e desso che o digo anca ai carabinieri che se me fiol perde un ocio TE PORTO VIA TUTTO ANCHE A CASA DE TO FAMEIA…maedetto…”
Urla, tutta rossa, con le vene del collo che sembrano scoppiare e le scione d’oro che traballano incerte nei lobi a ogni sussulto.
E truccata, piuttosto pesantemente, ha addosso un giaccone col cappuccio e il pelo, di quelli che hanno tutti da un paio d’inverni, che non toglie nonostante faccia piuttosto caldo qua dentro e anche fuori , a dire il vero.
Ostenta il suo benessere materiale e la sua rabbia…
“comunista, xe vede che te si un comunista maedetto, sempre pronto a difendar I negri, I singani, gli albanesi mentre I vien qua a rubar, ciavarme I lavori e coparme I fioi…maedetto…ma sta volt a te paghi tutte …“
Non ho ancora detto una parola, sono sicuramente arrossito. E’ in questi momenti che mi piacerebbe essere il Chino, pronto a rispondere senza scomporsi, per dire a questa cretina che se suo figlio sta in ospedale con un occhio massacrato da un cazzotto e’ soprattutto colpa sua,della sua educazione, del suo razzismo e della sua ignoranza.
E invece non se sono affatto capace.
“mi spiace per denis signora” ma mi spiace molto di piu’ per Erjon che adesso per lui sono cazzi acidi
