Come ogni giornale che si rispetti, anche noi abbiamo un racconto di Natale, una storia di speranza e amore…
Il racconto di Natale
Di Emilio Kgruman e Gustavo Gloria
Natale non l’avrebbe mai perdonata ai suoi genitori quella scelta del cazzo.
Ma perche’ mai chiamarlo Natale visto che e’ nato il 14 febbraio, semmai …Valentino …quel giorno li’ aveva un senso … ma natale no! proprio no!
E mai una volta che gli avessero data una catso di spiegazione su quel nome li, glielo chiedeva ogni natale, quello vero, sin da quando era bambino e vivevano tutti ancora felici in Italia, nella ridente Aponus Travel 3, in una villetta a schiera con un giardinetto ben curato e i cavallini monchi di murano sulla vetrinetta mercatone uno.
Era un ossessione per Natale, il suo nome, soprattutto nelle settimane che precedono il natale, quello vero.
Stava camminando nelle strade deserte di Lumamba, la nuova iper tecnologica capitale degli Stati Uniti Africani, per andare come ogni mattina, per 6 giorni a settimana, a spazzare i pavimenti di vetro della banca Goldman Afric Bank, la maggiore banca mondiale dopo l’acquisizione della rivale Morgan Kenian Jp.
Era ancora buio alle 5.17 del mattino quando era uscito dalla stazione della metropolitana di Mandela square attraversando ad ampie falcate, per quanto ampie possano essere le falcate di un ometto alto uno e 61, la piazza addobbata di nastrini rossi e lucine lampeggianti.
Sembra quasi di essere a casa, pensa Natale, che ha sempre in testa la sua Italia e i campi di Aponus travel, in particolare.
Ma manca il freddo ,quello vero, ha una giacchetta di jeans e una polo a manica corte, il 12 di dicembre!
Eppure le vetrine di Mandela Square sono piene di articoli da sci e snow board e ti invitano a fare capodanno a Saint Morritz e a Cortina…
Voli speciali superveloci per i manager del continente nero, settimane all inclusive di sci e polenta, visite guidate ai mercatini del Tirolo per respirare la vera atmosfera del natale…
Si si , per loro… pero’, i nuovi ricchi … che arrivano scortati da decine di bodyguard, vengono portati nel centro di Merano direttamente sul corso principale adobbato a festa e poi , comprato il comprabile, ripartono veloci . Mica si fermano a dare un occhio attento, all asfalto massacrato della provinciale, ai palazzo corrosi e sventrati, alle favelas di Bolzano, ai bimbi di strada di Valdagno…
“O minkia, ma sei proprio incatstato sta mattina… e dai che tra un poko poko e’ natale … avrai pure qualcuno con cui mangiare un panettone no???”
Salvatore Brocciu si fa du’ risate, e’ sempre allegro ’sto terronnazzo… ma che cazzo’ c’avra’ da ridere che vive con la moglie francese e la piccolo silvia in macchina, una nuova fiat 500 dell’era Marchionne, i primi anni di questo secolo…
Meglio non pensarci al panettone, l’altro giorno alla Rinescente di corso Brian Habana ne ha visto uno Bauli in vetrina, che poi la Bauli e’ di Verona e il panettone e’ di Milano e quindi un panettone Bauli e’ una contraddizione in termini… E poi quel panettone da mezzo chilo costava lo stipendio di 3 giorni di lavoro.
Natale cambia i sacchetti dei cestini di sinistra delle scrivania dell’opnespace del terzo piano.
Salvatore quelli di destra…
“Alegher alegher, Natale, che’l bus del kul le’ simper negher…”
continua…
…continua…