Torna ‘Sti Kazzi, il romanzo del direttore di ’sto kazzo Emilio Krugman, che Diario Minimo pubblica in esclusiva a puntate tra un cagata e l’altra. Tutto il resto lo trovate qui in alto a destra…
LA VANI (5) Sono le 7 e 11, devo uscire di casa al massimo alle 8 meno 5. Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo.
Non c’era il tempo per fermarmi e bere uno sprtiz al volo con la Lina.
“No lina, non ce la faccio. No, domani neanche che ho la piscina che oggi la salto perché ho una cena di lavoro, come beata te che hai la cena di lavoro, che tu al massimo hai la merenda di carnevale all’asilo e no, non lo voglio sapere che te lo sei ripreso in casa perché e’ il padre dei tuoi figli e neanche che e’ tornato dalla Romania con una macchina nuova con la targa tedesca e che ha portato la playstation 3 al grande col gioco del rugby che a Treviso non si trova e lui dice “chebelloconpapi’acasa” e tu sai che hai sbagliato e che la prossima volta che riparte per lo stabilimento ritorna dalla sua famiglia rumena e che li ha dei figli, di sicuro una bambina, che hai visto la foto- è bionda , è bellissima e tu una figlia l’hai sempre voluta e invece ti ritrovi due mini rugbisti che si sporcano come lui quando giocava in serie A e che è colpa del rugby se è in Romania a dirigere lo stabilimento che il lavoro glielo ha trovato il dirigente quando ha smesso di giocare perché si è fatto i crociati per la terza volta. E che visto che è qui puoi uscire e lasciargli le bestie per mezz’ora e bere per una volta tanto uno spritz in santa pace, dai al volo al rotonda della standa cè un nuovo baretto, va bene ma 5 minuti di numero.”
E io l’ho ascoltata per 17 minuti senza dire una parola e ho bevuto due spritz all’aperol al volo e che lo so “Lina che ti gira già la testa, che mica sei come me abituat a bere tutte le sere, e che non so da quanto non bevevi uno sprits e scambiavi due parole con una Fia…e che si, si va bene,facciamo una pizzata con le alter, solo noi, senza mariti, senza figli, si si organizza tu, ciao ciao…”
E poi sono scappata via sgommando con la Ka – che se c’erano i vigili che di solito ci sono alla rotonda mi avrebbero fermata di sicuro – mentre pensavo che ‘sti kazzi che la prossima volta le rispondo alla terza chiamata-non-risposta alla Lina e che se soera di parlarmi deve usare utente sconosciuto perche’ non mi fa neanche più pena dopo ‘sto spritz forzato.
E’ buio quando parcheggio sulla giaia dell’ingresso del signoraVisentin.
Fuori ce’ solo la macchina della signoraVisentin, il merda non ce’ e quando non vedo la sua auto nel buio mi sento meglio perche’ non mi sono mai fidato del merda.
Le luci della signoraVisentin sono accese, un neon forte senza motivo.
In alto una luce fioca arriva dalla nostra cucina, sara’ Emilio immerse nella farina e nella pasta lievitata. Scatto sulle scale.
“Ciao Emi”
Il krugman si gira: ha farina dappertutto, sul grembiule con i paperi, sulla maglietta rossa, sui jeans vecchi…. Come previsto. Ogni tanto mi fa paura sto fatto, ci conosciamo cosi’ bene, sappiamo cosi’ tanto l’uno dell’altro, noi cinque nella casa, che sembriamo veramente una famiglia. Conosce meglio il Chino di mio padre e Emilio di mio fratello.“Ciao lavani…non sai cosa ti perdi questa sera….”
“Mi spiace Emi, mi hanno inkulatooooo….”
Urlo mentre corro verso il bagno con la vescica che mi scoppia, d’altronde dopo due sprizzotti non mi sembra neanche un sintomo d’incontinenza.
Intanto il krugman boffonchia
“non ancora lavani… forse dopo cena il capoccia…
“Entro nel bagno, accendo la luce, mi vien da vomitare.Peli nella vasca, riconsco i riccioli pubici di proprieta’ del Bestia, schizzi di piscio giallastro secchatti sulla tazza, cenere nel bideeeeeeeeeeeeeee”””””””””””’ ….
Allora non usate il bide’ e tenetevi il culo sporco ma non usatelo come portacenere……. Merda merda merda….
Perche’ non ci sono stasera alla riunione.Piscio alla velocita’ della luce con il culo ben sollevato dal cesso…
Devo fare una doccia, almen la vasca va lavata!
Prendo lo spruzzino via va, apro la finestra, e inizio a spruzzare sto via va dappertutto.
Passo il mocio viveda ancora bagnato non so da quanto ovunque, per terra sul cesso nel lavandino e nel bide’.
Lascio solo alla vasca il privilegio del mio straccetto rosa nascosto dietro il mobiletto, quello al meno sono sicura che e’ pulito.Il buio e il freddo invadono la stanza dalla finestra e si mischiano con l’acre odore della brezza mediterranea del mio vanish.
Dopo dieci minuti di delirio e pulizie compulsive posso anche pensare di farmi una doccia senza rischiare la salmonella.
Il getto, almeno il getto e’ ottimo. Caldo e forte.
Sono le 7 e 24, vedo l’orologio da parete annebbiato dal vapore dietro la tenda della doccia. L’ha messo MarcoLolli che e’ fissato sui tempi e sugli orari.
Ho diritto ad altri cinque minuti di getti bollenti prima di sclerare per trovare un vestito adatto per la cena.
Chiudo gli occhi e non vorrei pensare a niente.
L’acqua mi spinge I capelli lunghi sulla fronte e sugli occhi, li sento sbattere sulle palbebre.
Vorrei non avere niente di niente in questa testa e invece due pensieri mi assillano: cosa mi metto e, piu’ in fondo, dove kazzo e’ finite la troia di mia sorella, il giochino di quella che scappa da tutti mi pare sin troppo lungo ormai.
Il tubino nero
Il tubino nero
Il tubino nero,
E’ il momento di ri-tirare fuori il simbolo della LaVani nella milano da bere.
Sei mesi di stage al All Down Comunication, tre anni fa, sembra una vita.
Nella casa che la Kikka divideva col Chino, sei mesi sul loro futon ikea arancione fosforescente. Sei mesi per fuggire ai ricordi di quell coglione di Filippo, fiketto di merda che mi aveva piantato dopo aver gia’ provato un catering per il matrimonio.
Sei mesi in cui accettavo ogni invito ad uscire che ricevevo, ogni aperitivo, ogni cena, ogni teatro, ogni festa, molti dopo cena!
Avevo una vita sociale e sessuale impegnatissima.Bei tempi.
Spegno la doccia e cerco le ciabatte.
Tra 45 minuti inizia le cena.