Diario minimo

Post da Novembre 2008

IN QUESTO PAESE LIBERO

Novembre 28, 2008 · Lascia un Commento

Vi mandiamo in esclusiva le prime pagine del romanzo scritto a quattro mani dai fratelli Eldav e Immot Niwvsky. E’ un diario dal futuro:

IN QUESTO PAESE LIBERO

 

24 marzo 2019.

 

L’operazione e’ perfettamente riuscita dice Markus ma solo l’incontro con un rappresentante delle forze della Liberta’ mi potra confermare le sensazione di questo geniale medico balcanico. Fino a tre anni fa inventava filler e crème anti eta’ per centri specializzati nel ringiovanimento e girava con una porche Bianca. Non che adesso guadagni meno, e’ l’unico in tutto il nord Italia capace di modificare il chip di lettura del pensiero senza cambiare iride e impronte digitali. Non gira piu’ in Porche, anzi non gira proprio.

Sta nascosto in questa vecchia cascina dell’Appennino sopra Bologna con la granfika della sua assistente serba: fisico perfetto e due tette meravigliose, sicuramente rifatte, occhi da cerbiatta, capelli biondi naturali e un nasino che sembra scolpito.

Io mi sento una merd e sono praticamente addormentato.

Passo continuamente tra il sonno e la veglia e faccio sogni allucinanti.

L’anestesia totate e’ durata sei ore, mi spiega la granfika.

Poi torno a dormire.

Mi risveglio che ho mal di gambe. E cazzo, ci mancherebbe. Ieri ho pedalato per 280 chilometri. Con pochissime soste.

Era l’unico modo per uscire da Milano evitando ogni posto di blocco.

Fermano ogni macchina e ogni moto ma un ciclista, vestito con la maglia del gruppo ciclisti dei Popoli liberi e con i pantaloncini attilati tricolori no, nessun militare o guardia giurata russa ha il coraggio di fermarlo, con il rischio che sia un consigliere di qualcosa che gode di ogni immunita’ e ha il diritto di arresto su ogni infastidente.

Idea geniale quella di Tina che mi ha spedito con lettera in carta bollata l’iscrizione al Club Ciclistico e un invito a fare un bel giro in bicicletta verso Bologna.

 

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NEVICA

Novembre 28, 2008 · Lascia un Commento

neve

Nevica sulla Madunina,

Nevica sul consiglio comunale di Milano che ha sapiente deciso di non ricordare la memoria di Enzo Biagi, sono troppo impegnati a disegnare la Milano del futuro  – decisa da quattro palazzinari immortali -

Nevica sui senzatetto che mangiano in piazza risorgimento e su quelli che dormono sulle panchine di via palestro, e l’altra notte uno si e’ spento nel freddo, e nessuno si e’ accorto di nulla per ore.

Nevica sui capelli d’asfalto del Presidente Libero che ha stanziato 16 miliardi per completare il manto stradale sul proprio cranio e lanciato una social card che garantisce sconti di 0,01 euri sul digitale terrestre di mediaset per vedere Studio Aperto senza veli

Nevica sull’ultima edizione del naso dellla nuova paladina della sinistra, Luxuria! Uauuuuuuuuu! Nel televoto finale ha sconfitto il leader uscente Penuria Ualter. Il 53% degl italiani preferisce Luxuria , il 37% ha votato per Villari , il restante e’ impegnato a scrivere pizzini a D’Alema

Nevica sul filosofo che vende Tv al plasma al mediaworld : la crisi? non esiste

Nevica sulla Poderosa che viaggia lo stesso

Nevica anche sugli stronzi, su chi ha capito tutto, su chi se ne sbatte i coglioni di tutto, su chi e’ piu’ furbo.

Nevica e Milano sembra quasi gentile

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La mia Mi?la?No! Marathon

Novembre 24, 2008 · 5 Commenti

Sabato notte, strasudo nel letto  - potrei avere la febbre ma misurarla non ha senso – (che modo del catso di iniziare un racconto, escusatio non petita, mona)

Sono imbottito di analgesici, spalmato di crema sul collo che da circa 24 ore non riesco piu’ a muovere ne a destra ne a sinistra (e che cazzo te ne frega, devi correre dritto mica girarti a guardare le fighe no? mi incoraggia ilcervelloinfuga)

Lo so, e’ tutta colpa  mia. Ho lanciato la sfida a questa citta stronza, alla piu’ brutta maratona del mondo, perche’ voglio finalmente sentirmi milanese fino in fondo e lo saro’ solo dopo aver leccato chilometri d’asfalto delle periferie, mangiato lo smog degli stronzi strombazzanti nelle loro macchine  e condiviso con altri migliai di uomini di mezza eta’ a, e qualche disperata donna,  una fatica immensa in un clima inospitale.

Ho mangiato come un bue, banane su banane per evitare i crampi, etti su etti di pasta al burro per riempirmi di carboidrati e quasi un chilo di crostata del panificio all’angolo - strepitosa ma adesso non la voglio neanche piu’ sentir nominare-perche’ da qualche parte ho letto che questa e’ la giusta dieta prima della gara.

Alla fine arriva faticoso il mattino.

Mi alzo molto prima che suoni la sveglia, fuori e’ buio. Bevo intrugli di sali minerali, una tazzona di caffe’ e ancora crostata (basta, e’ un droga!!!!)

Ogni due minuti faccio sosta ar cesso, classico squaraus emozionale.

Mi vesto di tutto punto, piu’ del povero Ambrogio Fogar nella sua spedizione al Polo, ed esco.

Volo sulla mia Poderosa in una Milano deserta e silenziosa. L’aria e’ frizzante, il sole splende. Parcheggio a pochi metri dalla partenza.

Il nanobastardo e il papa’ di Bruna mi aspettano alla consegna sacche. Si passano creme riscaldanti e liquidi corporei. Stiamo li a fare e rifare i conti sul ritmo da seguire (5′25″ no tropppo troppo 5′30″ no ma sei matto, 5′22″…) mentre cerchiamo un raggio di sole e stiamo ben attenti a non scaldarci neanche un po’ con futili corsette o stratching da fighetti.

“Se sono sopravvissuto a quella partita a Rovato nel 92 con il campo di terra cementate e la doccia gelata…” continua a ripetere Ilpapa’dibruna come un mantra e io non ho nessuna intenzione di dirgli che quello che sta per fare e pegggio , molto peggio.

Ilnanobastardo canta e canta, indossa un maglione orribile del ‘82 che non voglio fargli buttare, Ilpapa’dibruna un paio di pantalonicini del 84 che usava ad educazione fisica in quarta elementare.

C’infiliamo in sacchi neri, ci donano molto, ed entriamo nelle gabbie di partenza. Qui ci raggiunge Ilcervelloinfuga portato direttamente sulla partenza con l’elicottero personale.

Stretti ad altre centinaia di derelitti che cercano con questa follia di dare un senso alla propria esistenza, ognuno con il suo abbigliamente studiato e ristudiato, aspettiamo la partenza.

Ci sorpassa Takuma, diretto verso le prime file, dove fara’ gara con GemBoy e qualche altro suo amico degli altopiani. E’ del Polesine, in provincial di Nairobi.

Ad un certo punto ci muoviamo travolti dall’onda. Passiamo la linea di partenza che il cronometro segna gia’ due minuti abbondanti.

I primi due chilometri sono delirio emozionale. Gridiamo, diciamo minkiate, cerchiamo palloncini di pace maker, accelleriamo, rallentiamo. Insomma, non ci capiamo un catso.

3o chilometro: superiamo sulla destra Susanna messaggio affiancata da un’allenatore in bicicletta. Va al rallentatore, arrivera’ per Sant Ambrous ….

4o chilometro, Porta Venezia e sulla destra i miei giardini di via Palestro. Un complesso suona , l’esaltazione e’ massima. Dall’altra parte della strada incrociamo i primi gia’ al 7 chilometro. Sembrano in rollerblade.

5,6o chilometro. Tutti assieme a cantare o mia bela madunina…Solo il nanobastardoriccionese non canta, tiene preziose l’energie, lo stronzo.

In piazza Fontana Ilcervelloinfuga ci saluta e mette la quinta.

7o chilometro. Cerco la signora Krugman in corso Buenos aires. Non ce’.

8o chilometro: profumo di caffe’ alla torrefazione.

9o chilometro Ilpapa’dibruna vede una carrozzina e si commuove

10 chilometro. Ci  aspetta il fratello della nanomaledettoromagnolo. Ci fermiamo dinnazi a lui a pisciare tutti e tre sui platani della circonvalla.

10 km in 53′30″. Siamo perfetti.

Ce’ il sole. Sudo come un porco ma non mi spoglio.

Ilpapa’dibruna gode cinque chilometri di grande spolvero rinfrancato dagli incitamenti del pubblico (prego) .

12, 13o Un paio di cavalcavia che proprio non ricordavo.

15, 16, Lunghi vialoni e agli incroci famiglie di immigrati che ci incitano. Iniziamo a trovare, invece, sempre piu’ machine strombazzanti ferme in colonna.

All’inizio pensavo fossero d’incoraggiamento. Invece sono gli stronzi. La maggioranza votante di questa citta’ e di questa nazione. Vincono loro, sempre. Si sbracciano dai Quattro per Quattro metalizzati mentre fumano le loro Malboro rosse e bestemmiano. Insultano noi e, soprattutto, gli angeli con la giacca blu. I volontari dell’organizzazione che rischiano l’incolumita’ fisica per non far morire il sogno di una maratona a Milano.  Grazie a tutti, veramente, ma a vincere sono sempre gli imbecilli. Pero’ sto con Gasparotto, e’ giusto provarci, lottare e non arrenderci allo schifo.

17 Davanti a noi un pilone sudafricano con la bandiera al posto delle mutande.

18 Seguiamo un pensionato con i bermuda del mare beige, la cintura in pelle e un elegante maglia bordo’.

19 Naviglio pavese.  Tre bimbi aspettano il papa’ con gli striscioni. Il piu’ piccolo dice alla madre “ma corrono anche i nonni…” . Alla nostra sinistra I peggiori palazzoni dell’edilizia popolare anni sessanta. Sento gia’ la stanchezza, brutto segno.

20, viale Cassala. Ilapapa’dibruna mi elenca tutti, ma proprio tutti , i nomi delle vie che ci mancano da percorrere fino all’arrivo.

21, mezza maratona. 1′53 e qualcosa.

“E andiamo” grido per incoraggiare i miei compagni di viaggio, ma in realta’ cerco di darmi una carica che non sento .

22 ponte sul naviglio, Yurispara si sbraccia in bici per salutarmi. Linus e’ passato da poco. Sulla destra il suo mittico Alex Farolfi con papa’ insciarpato, fanno tenerezza

23,24 si gira dentro via Lorenteggio. Inizio ad essere sempre piu’ infastidito dagli strombazzamenti degli stornzi. Alzo dito medio a ripetizione verso i piu’ dispettosi.

25 Ci fermiamo al ristoro. Abbiamo tre facce stravolte. Siamo in fondo a via lorenteggio. Il sole spacca le pietre. Il campo di Cesano e’ due chilometri piu’ avanti. Sopra di noi le torri della Vodafone, e altri palazzoni senza senso, quelli dove fabri grida bugiardo. Ho un caldo pazzesco ma non ho voglia di spogliarmi. Cerco un cespuglio dove abbandonare cappello e guanti.

26,27 verso Corsico, file di macchine che strombazzato incatsate. Io mostro indici e mando a fan kulo ” suonate pezzi di merda suonate” grido.

Chi mi corre accanto ci prova con una filandese.

Come ti chiami? Bene bene…

No no nome…. ? ok bene bene

Name. Si dice. Name? Ludmilla,

Piacere Oscar.

Un altro litiga con un automobilista:

che cazzo suoni coglione…”

“ma vai a lavorare stronzo…”

“testa di cazzo, pezzo di merda…”

“vengo li e ti spacco il culo”

Per non saper ne leggere ne scrivere, mi allontano.

Cinque minuti dopo due macchine, una Mini e una station Wagon, viaggiano allegre tra noi corridori. Mi avvicino alla prima , c’e’ una donna alla guida…

“Invece di guidare mangiami il cazzo, troia!” grido inviperito.

28, 29 la fatica aumenta, la gioia della corsa diminuisce. Supero uno sfinito Manlio Gasparotto

… Dai manlio dai ! run manlio run! Gli grido.

Arrivo, arrivo! Risponde con un filo di voce.

Mi avvicina un fighetto con il paraorecchi:

Ciao, ma tu sei l’amico di Riulloma?”

“Si”

“Sono suo cugino”

Grazie al cazzo penso mentre la fatica s’impadronisce dele mie membra.

“Dovevo vare la mezza, sai non sono allenato, ma per il momento continuo…”

“bene bene..io sto morendo”

“Beh ciao vado, ci vediamo” mi dice

“Ok” rispondo ma penso sto gran cazzo e m’incollo alle sue scarpe.

30 km: 3 ore e 45 min. Dai dai che ne mancano solo 12. 

Qui inizia il calvario. Supero uno straniero che fa le foto a San Siro mentre corre, come cazzo fai a fare le foto mentre corri….

31 Parcho di trenno. Vento contro. Inizio a sentire due macigni al posto dei polpacci. Primi crampi.

32,5 km. Mi fermo allo spugnaggio. Bevo acqua sporca dalle spugne. Mi raggiungono Abba e Toni.Il nano bastardo e’ in forma smagliantissima. Toni barcolla nel suo fisico perfetto.

Metto l’ipod alla ricerca di un sollievo e li seguo.

Man on the moon, bugiardo!, ho visto gente della mia eta’ andare via…

No mi aiuta un granche.

Il fisico crolla, i crampi ai polpacci non si placano, non mollo.

35 km. Ci fermiamo al ristoro come se fossimo al bar. Mangiamo , beviamo .

Ci raggiunge il battaglione 4 ore.

E’ la mazzata finale.

Mi accodo al primo palloncino , mi metto accanto al pace maker e gli sto accanto.

Ma non ce la faccio piu’.

Seguo toni e abba.

36, dai emilio, dai

37 ma che cazzo sto facendo, tra un po schiatto, trascino le gambe dure come cemento che non riesco piu’ a piegare.

37 e mezzo. Respiro male, sto schiattando

BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Mi fermo, un po’ di stratching e riparto…

Sti cazzi.

Non ho piu’ un briciolo d’energia,

se provo a correre mi vengono crampi dappertutto.

E adesso?

Adesso vado a casa e va fan kulo

Vorrei chiamare la signora Krugman ma non ho il telefono.

E allora cammino piano piano.

Dai dai dai che e’ finita dai… Mi gridono i giacconi blu.

Dai su! L’importante e’ arrivare… vai avanti non mollare.

Giro in corso sempione.

Ho freddo.

Penso a tutti quei lunghi e quelle sere che mi sono sforzato per andare a correre e non e’ servito a niente. Penso a due settimane fa e qui 30 km spendidi fatti senza problemi sulla restera.

Vedo i palloncini sempre piu’ lontani.

Forse piango .

40 km . In corso sempione uno fuma una canna… quasi quasi gli chiedo un tiro.

Canna?

I’m belgian..

Ma e’ una canna?

Belgian, belgian. I’m belgian!

Ma va fan kulo anche tu.

41 km.

Dai , sta per finire.

Provo a corroere per l’ultimo chilometro ma non ce niente da fare.

Cammino, e mi godo la piacevole sensazione della disfatta.

42 km

Cerco la Signora Krugman il pubblico. Non la trovo. Non ce’

Eccola la vedo, signora Krugman e Suocera Krugman Si sbracciano  , mi incitano.

Dai dai… bravo bravo..  Che belle, sono una visione!

Pesto la linea blu del traguardo.

E’ finita.

E va fan kulo!

Nota di cronaca: In quel tempo …il cervello in fuga era gia’ tornato a New York (era arrivato da 40 minuti) , Ilnanobastardo e il papa’ di bruna stavano cercando le forze per sopravvivere (erano giunti da oltre 20 minuti)

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Milano marathon:

Novembre 24, 2008 · 2 Commenti

L’ho sfidata e mi ha annientato. Ha vinto lei, la stronza. Sun sciupa’ in piazzale Accursio. Stop, finito, non avevo piu’ un briciolo d’energia. I pace maker hanno iniziato a superarmi con i loro palloncini gialli, inesorabili, uno dopo l’altro. Stavo per prendere il primo tram ma mi son venute in mente tutte quelle trasferte col Cesano o col Rubano, tutti quegli ottanta minuti in prima linea con la mischia che indietreggia e lo sai che non la vincerai mai quella partita ma provi a tallonarle tutti e chiami gli altri otto bestioni e anche se sei sotto di cinquanta punti ripeti a te e a tutti che noi “nun mullemo mai”. E allora un passo dopo l’altro ho fatto quattro chilometri di calvario, camminando lento tra gli incorraggiamenti dei ragazzi dell’organizzazione. Qualche lacrima forse, o era sudore. All’arrivo la signora Krugman si sbracciava per incitarmi, come se fossi il primo, come se la stessi vincendo. Perche’ le maratone non si perdono, si vincono sempre.

Poi quando mi riprendo te la racconto tutta, tuo emilio.

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MILANO MARATHON -36 ORE

Novembre 21, 2008 · Lascia un Commento

Mancano 36 ore alla presa di Milano. Perche’ una citta’ non e’ tua fino a che non l’hai violentata con 42 chilometri di freddo e fatica.

Siamo pronti, stronza: a circumnavigarti sulle tue strade piu’ large e lontane, sui vialoni che richiamano le regioni dei teroni che ti hanno costruito e cambiato dopo la Guerra: viale campanie, viale umbria…

Chissa’ se che tra cinquant’anni avranno il nome dei paesi di origine dei nuovi terroni, quelli che ti stanno tenendo in piedi: viale Senegal, equador, Marocco o Sri Lanka: sono i figli di queste terre che puliscono il culo dei tuoi vecchi, cullano i passeggini dei tuoi bimbi e svuotano i cestini dei tuoi manager.

Ci vuoi male lo so, perche’ arriviamo con due scarpette ed il fiato corto invece che con i fuoristrada grossi che ti piacciono tanto, con i loro clacson e gli occhiali da sole a goccia.

Sei pronta ad accoglierci con una gelata, manderai anche quest’anno i piu’ stronzi dei tuoi figli a sputarci addosso ed inveirci perhe’ blocchiamo le loro corse sfrenate verso una felicita’ che non troveranno mai.

Ma fai bene, tu e tutti quelli che dicono che fai cagare. Tutti quelli che vogliono scappare….

E andatevene via… fuori dal cazzo.
Lasciatemi solo in una piovosa sera d’inverno ad ammirrare il riflesso dei lampioni sulle foglie gialle dei miei giardini di Porta Venezia, a scrutare la bellezza nascosta dei tuoi giardini dentro ai palazzi, ad assaporare il vento di fine estate tra i prati di Parco Forlanini, a godermi la neve che cade sull’edicola in piazza Risorgimento e le luci di Natale che si riflettono sull’acqua sporca del naviglio.

E rimetti le impalcature sul duomo che cosi’ pulito ci acceca!

Maratona di merda, ti aspetto.

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CERVELLI COSTRETTI ALLA FUGA

Novembre 20, 2008 · 1 Commento

IL PARADOSSO GELMINI

Sgiorge e’ uno dei maggiori studiosi al mondo del fenomeno della scarpetta. Ha insegnato ad un giovane Emilio krugman come impugnare una fetta di pane per accaparrarsi piu’ sugo possibile. Tiene corsi di specializzazione sul ruolo della Parmigiana di Melanzane nella famiglia patriarcale terrona. Ha una santa donna e due bimbe stupende. E’ sempre stato un sognatore, un idealista. Ha militato in alcuni gruppi eversivi come il Cesano Rugby (qualifica di pilone) e nell’ AACF (l’Associazione Anonima Ciccioni Fiorentini).  Ama l’economia e spera che i suoi studi possano, prima o poi, cambiare il mondo (una volta lo volevamo cambiare assieme). Dopo quasi quindicianni di studi e qualche successo e’ finalmente…un disoccupato. Questo il suo racconto.

Vi scrivo per segnalarvi un paradosso (di cui sono aimé
protagonista) dell’ultimo DL della Gelmini (quello Pro-Ricercatori).
Il primo novembre avrei dovuto prendere servizio all’Università di
Firenze come Ricercatore.. ma sono successi un po’ di intoppi ed al
momento sono disoccupato. Faccio infatti parte di un gruppo di 20
ricercatori dell’Università di Firenze (ma ce ne sono altri in altre
università), regolari vincitori di concorso che, ad oggi, non hanno
potuto prendere servizio. Molta parte della storia la trovate sul mio
blog (
http://www.grarchive.net)
Nella primavera scorsa perciò abbiamo ricevuto, una lettera che ci
annunciava la data di presa di servizio (primo novembre 2008)
invitandoci anche a presentare la documentazione di rito.
Sfortunatamente, ad una settimana dalla presa di servizio, il CdA del 24
ottobre ha deliberato il differimento sine die delle nostre assunzioni,
argomentato con la sopravvenuta mancanza di copertura finanziaria in
seguito ai tagli al FFO (Fondo Finanziamento Ordinario) previsti dalla
Legge 133/08. Conta che lo abbiamo saputo informalmente solo qualche
giorno prima…. quando oramai molti di noi avevano rinunciato ad altre
posizioni lavorative (anche a tempo indeterminato).

Dandoci il colpo di grazia, il recente DL 180/08, teso in principio a
favorire l’ingresso di Ricercatori nell’Università italiana, stabilisce
tuttavia (Art. 1, Comma 1) il divieto di assunzione per gli Atenei che
superano il 90% nel rapporto fra spese fisse per il personale e FFO
(vedi Firenze).

Che fare? Al momento viviamo in questo limbo… alcuni
continuano a far vecchi lavori, altri son già parti, altri ancora come
me partiranno a breve… anche perchè è il cinismo a regnare su tutta la
nostra vicenda…

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QUESTO E’ UN PAESE PER VECCHI

Novembre 19, 2008 · Lascia un Commento

ECCO UNA PICCOLA FAVOLA DAL PAESE : REPUBBLICA ITALIANA.

Ce’ un signore piccolino con dell’asflalto al posto dei capelli che impera e sbraita. Si sente un ragazzino, ha 72 anni. Dovrebbe essere in pensione almeno da 7. A guardarlo dall’alto troviamo il Presidente della Repubblica, che di anni ne ha almeno 81 e ha una moglie che si chiama come una macchina, Clio.  Per settimane, mentre l’economia mondiale crollava, nel paese dei ragazzini,gruppi di vecchietti (senatori) e loro giovani badanti (deputati bellocci) hanno litigato come dei pazzi per decidere chi doveva presidere un organo di controllo della tv pubblica. Visto che il signore piccolino con l’asfalto in testa e il trucco in faccia possiede l’unica altra tv nazionale e controlla anche i tre, spelndidi, canali di quella pubblica, l’opposizione (sempre che esista) ha il diritto a presidere questo organo. I vecchietti di maggioranza sono d’accordo ma a patto che non ci finisca un amico di un ex pm che sbraita ribollendo da tutte le tv (e’ l’unico che fa opposizione – ahinoi – e mica tanto bene). Alla fine i vecchieti liberi , sani, belli e pieni di viagra eleggono il primo amore di Barbara d’Urso , rappresentante dell’opposizione, a presidere questa benedetta commissione. Ma non chiedono ai vecchietti meno liberi, sani e belli (quelli del Pd che in veneto e’ sempre una bestemmia porcodddio) se a loro va bene che quel loro uomo li rappresenti. L’amore di Barbara D’Urso si fa eleggere e poi mica se ne vuole andare quando i suoi gli dicono di cavarsi dalla balle… Insomma , una roba eccitantissima! da farsi le seghe davanti a tg parlamento. Poi,di colpo, si mettono d’accordo. Trovano un signore di 85 anni, 85 anni , 85 anni con una carriera su cui nessuno ha nulla da discutere (e ci mancherebbe altro catso parliamo di Zavoli) e lo piazzano a fare il garante. La loro prima scelta, Camillo Benso di Cavour, non ha accettato l’incarico.

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SPECIALE CHI L’HA VISTO

Novembre 19, 2008 · 1 Commento

 Batta ama la vita, adora abbandonarsi sugli scogli caldi di Santa Cesarea o sui sassetti di Pag e passeggiare lenta, sul parquet di via uberti, alla ricerca degli effetti della luce sul Dussie.  Batta non e’ piu’ una ragazza, va in palestra due volte a settimana, ogni tanto si concede un bagno alle terme o un viaggio in qualche capitale straniera . Batta sta con Cia, da sempre. Il loro e’ un legame stretto, forse troppo. Cia segue betta d’un passo, sta sempre alla sua sinistra e cerca di non cambiare mai strada. Ma e’ Betta che guida la coppia, che detta i tempi ed i ritmi.

In una mattina d’inizio inverno Cia e’ scomparsa, sparita nel nulla tra Corso Dateo e Piazza Fontana, inghiottita dal traffico di una metropoli che non ha mai amato.

Betta ha paura per Cia, sa che non riuscira’ a caversela da sola.

la signora Krugman ha dato una settimana di tempo a betta per ritrovare Cia, se no finira’ nella spazzattura, non riciclabile.

Aiutateci a trovare Cia! chi l’ha vista lasci un commento. Questa e’ la sua ultima foto:

ciab2

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PER LA CRONACA

Novembre 18, 2008 · Lascia un Commento

NON HA MAI NEVICATO A MILANO NE IERI NE OGGI NE DOMANI , ma nella milano dei krugman….

((COMUNICAZIONE OBBLIGATORIO SU ESPRESSA RICHIESTA DEL MINISTERO DELL’INFORMAZIONE BLOGGERESCA)))

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NEVICA SU MILANO

Novembre 17, 2008 · 2 Commenti

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NEVICATA IMPERIOSA SU PIAZZA RISORGIMENTO

ORE 22.50: NEVICA COPIOSAMENTE SU MILANO. DOMANI SCUOLE E UFFICI CHIUSI, HA APPENA ANNUNCIATO IL NOSTRO AMATO SINDACO, DONNA LETIZIA IN TAJER. DOMANI POTREMO PER TANTO DORMIRE FINO A QUANDO CI PARE, FARE LA COLAZIONE AL BAR CON LA BRIOCHE FARCITA DI CREMA E COSTRUIRE UN PUPAZZO DI NEVE CON UNA CAROTA COME NASO. ANCHE LE BORSE, LE BANCHE E LE AZIENDE DI MATERIE PRIME FARMACEUTICHE NON APRIRANNO I BATTENTI. IN PARLAMENTO, INVECE, MERDA AS USUAL (questa affermazione e’ banalotta e populista).

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