Diario minimo

Post da Febbraio 2009

ADDIO INVERNO

Febbraio 27, 2009 · Lascia un Commento

La sento, sta arrivando, questa volta sta arrivando per davvero la primavera. Se andra’ quest’inverno, spunteranno nuovi boccioli di rose, la luce invadera’ tutte le cose e forse un po’ di pace tornera’….. Torneranno i bunigoli scoperti, le magliettine  attillate delle diciottenni che scoppiano di salute, i tanga che spuntano dai jeans, l’emergenza siccita’ , il caldo, gli anziani non escano tra le 12 e le 16, parco forlanini si riempira’ di equadoregni calciatori, all’idroscalo torneranno le grigliatone, le margherite spunteranno dove non te l’aspetti, la vespa non sara’ piu’ un supplizio ma una delizia, rodolfo nuotera’ felice nella Sigra Krugman….

Ho alzato le tende grigie, vedo la piazza, il mondo non finisce negli open space a temperatura costante. W GLI INDIANI

Categorie: di giorno in giorno - il diario delle scuole medie

‘Sti Kazzi – il romanzo

Febbraio 27, 2009 · 1 Commento

Torna la pubblicazione a puntate di Scatole di Cartone – ‘Sti Kazzi. Il romanzo di Emilio Krugman, vincitore del premio nobel per la Blogletteratura del 2037.

Pagina 111-118

LA BESTIA

 

M’inzuppo i biedi nell’erbetta ben curata della rotonda. Raggiungo il centro. Sopra di me un pilone altissimo, saranno venti metri, tutto illuminato di viola, rosso, bordeaux.

Ma cosa cazzo ci fa tra Oderzo ed Ormelle questa mega antenna per telefoni, questa rotonda da Los Angeles, quest’illuminazione da notte degli Oscar ???

Vibra, vibra, vibra sto cazzzo di telefono.

Io cammino sotto al diluvio e lui vibra nella tasca destra dei jeans.

Mi fa quasi pena, il telefono, tant’e’ che lo prendo in mano per vedere chi disturba la mia passeggiata.

Markesin, che catso vuole da me Markesin?

Giocare a pallone questa sera o ancora il numero del Cino per comprarsi la gangia? Che palle.
Diokan vecio!”

“Ciao Marke, sono di fretta e sotto al diluvio!”

“Diokanallia, l’uomo del giorno e’ di fretta e sotto al diluvio.”

“L’uomo del giorno? Cossa vutu? Non e’ che sia in gran vena di dir monate

“Bestia, mi ha chiamato il caporedattore da Padova per scrivere sto pezzo…”

“Sto pezzo? Scrivere?”

“Ma non lo sai, lavoro alla Tribuna come corrispondente per la destra Piave…”

“Complimenti Marke! Me coioni!”

“Mi hanno appena fatto il kulo perche’ la notizia l’hanno gia’ letta sull’Ansa online e io gli avevo assicurato che le notizie di Oderso prima passano da me…

Ma che casso hai combinato? Ma lo sai quanto potente e rompicoioni e’ l’Antoniutti? Quello delle cave?”

“Che palle, Marchesin. Non ho molta voglia di discuterne…”

Mona, ti sto dando la possibilita’ di dire la tua…

Se il caso monta domani sei sulla prima di cronaca, distrutto e demolito.

Ocio vecio , dioken, se’ cassi acidi!

L’Ansa ci e’ andata giu’ pesante.

Senti qua, te lo leggo:

(continua…)

Categorie: di giorno in giorno - il diario delle scuole medie

TENDE GRIGIE

Febbraio 26, 2009 · 3 Commenti

Tende grigie chiuse a nascondere il sole nell’open space semi deserto. Tra otto giorni staccherranno la spina di quella COSA di per se piuttosto inutile -un piccolo canale di un piccolo schermo in un piccolo paese che da informazioni limitate di un settore di nicchia – per cui ho passato gran parte della vita negli ultimi quattro anni e passa. E’ piuttosto strano ma anche molto utile. Uno, cioe’ io, pensa a tutte le tensioni, le sveglie alle 5 e 12, le esaltazioni, le riunioni formali, le conference call, le cene ufficiali, i discorsi di circostanza, le settimane di formazione, le belle parole, il volontariato obbligatorio a natale per sentirsi piu’ buoni, gli ordini perentori subiti, le corse affannose, gli appostamenti di decine di ore, le litigate, i piani di sviluppo, la possibilita’ di crescere, i peluche come trofei, i migliori della settimana, le pagelle a fine anno, la sala trucco e la mosca dipinta nel pisciatoio….Uno pensa a tutto questo e si rende conto di quanto e’ alla fine tutto ridicolo, non dico inutile, ma cosi’ poco importante, se solo si alzano gli occhi e si allarga la prospettiva. “Alza la testa” mi diceva sempre Pater Krugman quando portavo la mia pancetta del benessere, a otto anni, in una maglia stretta dei pulcini del Us Fontane. Io, invece, la testa l’ho abbassata per tuffarmi a recuperare una baea ovale, stringerla al petto e metterla a disposizione.

http://www.youtube.com/watch?v=RnBl6JC6QNU&feature=related

Categorie: di giorno in giorno - il diario delle scuole medie

A’LESSO VINCI

Febbraio 25, 2009 · Lascia un Commento

Digestione difficile dello spezzatino di manzo al raicio, frutto della domenica in cucina mentre la Sig.ra Krugmana gestava nel letto. Zapping furioso sui 37 pollici che allargano le cosce anca la StraKarfagna.  In camera di Mentana c’e’ A’Lesso vinci, seguo per 15 secondi:

Parla male l’italiano e capisce ancora meno dell’italia e sembra un big jim invecchiato. Mi pare perfetto per non dare fastidio a Matrix.

Nel frattempo il compagno Mourinho si atteggia sempre meglio a radical chic milanese, ieri aveva una sciapra di pashmina rubatta alla moglie di Gino Strada

Nota a margine: Vinci e’ un ottimo giornalista e la mia e’ ovviamente tutta invidia

Categorie: Jornaista terrorista

CRONACHE MILANESI

Febbraio 24, 2009 · 1 Commento

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Il duomo non e’ mai stato cosi’ bianco. Tifosi del manchester bevono birra in bicchieri di plastica e cantano. Arrivano frotte di supporter interisti con accento del sud. Comprano maglie ufficiali e sciarpe taroccate. I Vu cumpra’ si tuffano sui nuovi arrivati e gli appoggiano sulla spalla i loro bracialettini colorati…gratis, grati… mi dai qualcosa?

Passo davanti al negozio vodafone. Un signore distinto aspetta il tram. Mi guarda: “Mi hanno costretto a comprare cento cinquanta chili di pasata al posto del telefonino” mi urla in faccia. Tiro dritto.

In piazza cordusio cammina veloce un uomo con delle babucce azzurro shocking sotto al gessato d’ordinanza. Avanza lento un uomo con la barba volutamente sfatta, un sigaro in bocca e gli occhiali da sole. Credo sia il padrone del mondo. 

Gli occhiali da vista hanno subito una rapida evoluzione verso il trandy. Ora solo gli sfigati hanno due stanghette dello stesso colore.

I maglioni in cachmire sono in saldo, sopratutto quelli celesti.

“Ciao vecio come sea? da quanti anni?” “Da voi hanno gia’ licenziato?” “Vediamoci per uno spritz” “Vai ancora a Cortina?” E se ne va, mi sto ancora chiedendo chi fosse.

Le bici del comune vanno a ruba. I giapponesi stanno tutti in fila, terrorizzati, a guardare i tifosi cantare.

Sulla porta del duomo una vigilessa e un militare in mimetica. Mi piacerebbe si mettessero a fare l’amore mentre passo, invece s’ignorano.

La nebbia non si e’ mai dissolta del tutto.

Categorie: Blogroll

LA PRIMA RONDA NON SI SCORDA MIA

Febbraio 23, 2009 · Lascia un Commento

 

Diario Minimo ha passato una notte con la prima ronda ufficiale istituita dal Libero Popolo delle Liberta’ Liberali. Un nostro inviato, sotto mentite spoglie, si e’ finto un ex generale in pensione dell’Esercito della Salvezza per ottenere il prestigioso tesserino della “Ronda citta’ sicura – sezione Verissimo.” .

Ecco il suo racconto, in esclusiva:
Ore 21, primo incontro.

L’appuntamento e’ di fronte alla stazione centrale. Per lettera mi e’ arrivato l’invito ed il dressing code:
Pantaloni militari, canottiera del Milan, camicia verde, bandana tricolore. Libera scelta per mutande e calzini, evitare il rosso.

Giacca: verra’ consegnata ufficialmente al posto di ritrovo.

Arrivo in camicia, con meno due gradi. La pancia borbotta, sudo dal dolore, mi sto quasi cagando addosso.

E’ buio ma riconosco subito gli altri membri della ronda.

Hanno tutti una camicia verde, un bandana tricolore e tremano dal fredddo.

“Buon giorno sergente!” Mi urla un vecchietto sdentato alto un metro e 51, tutto pelle e ossa.

“Sono il comandante a riposo della dodicesima brigata assaltotori di Pola, Franco Battaglietti, richiamato per conquistare l’Abissinia, uccidere il Negus e permettere al tricolore di sventolare sopra tutte le altre bandiere!”

Grida paonazzo in volto…” Vinceremo!” Urla alzando il braccio teso e scattando sull’attenti. Ma il movimento e’ troppo repentino. Il catere si stacca dal pene e rotola a terra portandosi apprsso on una sacca di piscio scuro.

Il comandante Battaglietti impreca dal dolore e si contorce nel suo piscio.

“Pum, pum”. Due spari in pieno corpo e Battaglietti si blocca. Il suo corpo giace a terra in una pozza di sangue.

A sparare e’ un tizio vestito tutto di nero con un fucile a canne mozze.

“it’s a war! Non possiamo portarci appresso vecchi e bambini! God save America” .

“My name is Arnold Scwazzenbus, riservista del Sud Dakota. A Milan sono responsabile marketing di un gruppo di bevande isotoniche Ergogade: “drink and power up”.

“Fa un fredo can!” annuncia, ignorando il cadavere a terra, la signora alla mia sinistra. Eppure nasconde sotto alla camicia verde una caldissima pellicia di visone.

Sto gia’ pensando di battere in ritirata quando arriva un uomo alto, abbronzato, in doppio petto e cappotto di cachemire.

Porta in gremdo in nostril giubotti.

“Cribbio si congela”. Potevamo trovarci almeno sotto ad un fungo riscaldante.

“E questo morto a terra cosa ci fa?” “deve sparire subito tra cinque minuti arriva Studio Aperto.

“Su su veloci, mettevi il giaccone”.

Infilo il primo che mi giunge a tiro. Mi e’ strettissimo ma non importa.

“Veloci veloci, tutti davanti al cadavere e sorridenti. Nessuno dica un parola. Solo io rilascio le interviste.”

Stik stak. L’americano ricarica il fucile.

Arriva una biondina carina e rifatta.

“Italia uno……..vi porta in esclusiva nella notte dei cittadini valorosi che mantengono la sicurezza delle nostre citta’.”

“Lei e’?”

“Sono Giorgio Fede, nella vita sono responsabile della sala mensa dirigenti di un gruppo multimediale, ma qui sono l’Angelo delle Liberta’ Fede, a capo del gruppo Ronda dei Liberi – sezione Verissimo.

“Giriamo questa zona di milano tutte le notti dalle 9 alle sei del mattino alla ricerca di clandestini, rom, comunisti, interisti e writer…”

“Manteniamo la citta’ sicura!”

“Grazie, grazie. Dalla stazione centrale di Milano e’ tutto, linea a Riccione, per il concorso mondiale tetta rifatta peggio del 2009….”

Si spegne il faro della telecamere.

“Bene, ridatemi I giubotti. Tutti a casa. Sarete contattati per un rimborso spese da spendere su mediashopping.

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NOSTALGICO

Febbraio 20, 2009 · 2 Commenti

Sono nato nostalgico.

Il mio primo ricordo e’ una piastrella blu di un bagno, in via Animuccia a Roma, e gia’ allora rimpiangevo quei nove mesi morbidi e dolci a nuotare nelle acque materne

Alle elementari mi mancava suor adeliana, la pasta scotta al pomodoro dell’asilo, la ghiaia del giardino , i vagoni del trenino di cemento dove potevano entrare solo i Grandi. Chi e’ il tuo piccolo?

Giunto alle scuole medie, versavo lacrime nascoste ripensando ai bei vecchi tempi di Via Solferino con i tabelloni sul ponte di Bassano, i bigliettini amorosi, il panino al prosciutto ed il billy all’arancia nella ricreazione delle dieci e cinque.

Il liceo nella grande Treviso, la citta’ da raggiungere con l’autobus numero 4, mi faceva rimpiangere il paese, la scuola media dietro al campo di calcio, i compagni di classe che conosci da quando sei nato, la cresima e la sagra di settembre con il Memorial Zanatta.

Arivato nella prestigiosa Universita’ Bocconi, ho passato i primi mesi a ricordare il piacevole odore pungente di piscio dei cessi merdosi del liceo vescovile, la ricreazione al bar con la pizza alta, gli allenamenti di rugby con la cinqucento rossa…

In questa redazione quasi deserta, con gli schermi dei monitor spenti, le tastiere che non battono piu’ ei telefoni che suonano senza risposta, rimpiango quelle mattine in cui non sopportavo piu’ le colleghe intente a disquisire sul nuovo sandalo tacco otto di Gucci, sul migliore aperitivo del centro o le preferenze sessuali del nuovo parrucchiere di via torino.  Mi mancano gli sguardi assassini di quella che era la capa, le telefonate sotto voce, il ticchettio nervoso nei momenti di emergenza, le mail cattive sulla vicina di banco, la corsa in cucina per fregare l’ultima focaccia, gli odii nascosti sul turno dell’alba, la conference call mattutina in cui fingevamo di essere veri, le mail dei londinesi inviate a tutti noi con la scritta Milano, gli ospiti invadenti, le pr insopportabili, la Repubblica scomparsa e il Giornale che non legge mai nessuno.

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ROMANO PRODI FAN CLUB

Febbraio 19, 2009 · Lascia un Commento

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L’ADDIO DI VELTRONI

Febbraio 18, 2009 · 5 Commenti

“Berlusconi ha vinto una battaglia  di egemonia nella societa’  perche’  con i suoi mezzi ha stravolto  il sistema dei valori ed ha costruito un sistema di disvalori  contro i quali bisogna combattere con coraggio”.   ”Bisogna avere il coraggio di mettere la vela al vento -  afferma Veltroni  – anche quando il vento   basso, andando casa matta per casa matta. Questo non   antiberlusconismo ma    critica che   un valore della democrazia”. Uolter Veltroni nel suo discorso d’addio Era ora uolter, ma e’ troppo tardi. casso! uOLTERRRRRRRRRRRR  

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IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Febbraio 18, 2009 · 3 Commenti

La scritta “Journaliste” sulla porta d’ingresso e’ sempre piu’ mal ridotta. Entro con la sigaretta in mano e saluto con piglio deciso. Conosco le regole del gioco e so che un atteggiamento timido e dimesso determina l’indifferenza dei colleghi che in quella stanza passano gran parte della propria vita.

“Cazzo duro?” mi chiede il Re del Palazzo

“Sempre, durissimo” rispondo – e anche questo e’ un cliché – una risposta obbligata per farsi accettare, o per lo meno sopportare, dal circolo chiuso dei cronisti giudiziari.

Mi guardo attorno, non ci vengo da troppo qui dentro, dalle prime udienze di Parmalat e della eroiche imprese del Furbetto del quartierino.

Noto subito una rivoluzione copernicana. Al centro del tavolone sfatto di legnaccio consumato non c’e’ piu’ il mega posacenere rotondo stracolmo di mozziconi.

Cazzo, non si fuma piu’ nella sala stampa del tribunale di Milano! Il divieto e’ arrivato nella zona piu’ franca che avessi mai frequentato.

Per fortuna mi sbaglio, I colleghi stanno, infatti, fumando quasi tutti, dentro e fuori la stanza. Una cicca dopo l’altra. Il posacenere e’ solo stato spostato all’esterno, nell’immenso corridoio dove rimbombano i pochi passi del pomeriggio.

Io ascolto e intanto controllo i nuovi adesivi sui muri.

All you need is Prodi – adesico nero, scritta Bianca. Sulla porta, vecchio e sbiadito.

“Veltroni si e’ dimesso…” “Non le accetteranno mai. Ma chi cazzo vuoi che si voglia bruciare prima delle Europee dove prenderanno un’altra batosta della Madonna.”

I Love Cox 18. Difendo I tentativi di alternative culturale.

“Il PD non esiste, non e’ un cazzo, non e’ un partito, non e’.”

Sullo specchio sbertucciato la foto di una croce in cima a una qualche montagna “

Veltroni e’ una testa di cazzo di proporzioni colossali”

“Sono stata a trapani per lavoro. Ho mangiato in maniera straordinaria…” Sulla parete di destra, un adesivo di una piovra con la testa di Letizia Moratti

 ”Sono siculo anche io. Mio suocero produce arance e confetture. Non mi ha mai mandato qua’ su’ manco una cassetta di Tarocco”

 ”La vita notturna di Catania a Milano te la puoi scordare”

“Scampagnini ci ha mandato in bancarotta”

Sull’armadio, la foto di un modello in una pubblicita’ di profumi.

“Va buo’ ma quello e’ come il Berluska. La fika e’ la sua occupazione primaria, il resto sono quisquiglie”

Prove tecniche di smantellamento della giustizia e una foto del ministro Brunetta in un cartello di divieto. Adesivo attaccato su tutte le finestrone. In fondo al tavolo, cosparso di quotidiani straletti, c’e’ sempre l’anziano giornalista che batte sulla sua macchina da scrivere e ogni tanto va a spedire il testo via fax.

E’ l’ora della sentenza.

Il re del palazzo scende nel suo fifi’ abbracciato alle giovini colleghe… “Mo ci togliamo pure sta incombenza

“scopa’ scopa’ scopa’, zinne, scopa’, figa, figa’”

Io li seguo, mi perdo sempre in questi corridoi, tra un piano e l’altro, una corte d’appello e un tribunale fallimentare.

L’aula e’ piccola, gremita di telecamere e fotografi.

 ”La legge e’ ugale per tutti” troneggia in oro su sfondo blu sopra lo scranno del giudice. Meno per quattro, penso. “Ma applicata in modo diverso” mi dice il vicino.

“Tu flashi subito?”

I colleghi padroni del palazzo raccolgono le scommesse: 1 condannato 2 assolto X prescrizione. L’allibratore gira tra avvocati e cronisti. Il brusio cresce. Okkio, okkio arriva arriva… Entra una signora piccola con i ricci e un mantello nero. “In nome del popolo italiano….”*

 *L’avvocato inglese David Mills e’ stato condannato, in primo grado, a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Mills ha ricevuto un pagamento di 600 mila euri dalla Fininvest per dare falsa testimonianza nel processo riguardante i fondi neri dell’azienda di Cologno. L’avvocato ricorrera’ in appello. La posizione dell’altro imputato, S.B., e’ stata stralciata in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla legittimita’ del Lodo Alfano che garantisce l’immunita’ alle quattro piu’ alte cariche dello stato.

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