Sono arrivate le scatole di cartone, quelle che si vedono alla tv, quelle dei dipendenti Lehman, della crisi di Wall Street.
Ho aiutato il mio vicino di banco a chiudere la sua. Ho abbracciato le lacrime delle ragazze. Ho offerto un giro di Negroni sbagliato, non sono riuscito a trovare niente da dire.
Oggi e’ arrivato il boia, lo aspettavamo.
E’ arrivato tardi, a mezzogiorno.
Siamo morti da tre giorni, la sentenza e’ arrivata via mail, un videomessaggio e una conference call.
Poi, di nazione in nazione, i boia sono entrati in azione.
Sembrava di essere ad Auschwitz.
Ti chiamavano su, in una saletta luminosa.
Ti dicevano addio, devi lasciare l’edificio.
Sono stato risparmiato, per il momento, la mia sentenza e’ rinviata.
Il boia e’ ripartito e ha pure fatto una lacrima.
Non dormo da tre notti. sono stanchissimo ma non riesco a dormire.
Tra due ore passano a prendermi, anneghero’ in un mare di pinte ogni sensazione, cerchero’ di cantare , di ballare, di guardare la partita di rugby.
Non ho ancora pianto , le lacrime sono qui sotto che aspettano.
E’ come se mi avessero tolto una parte di me, eppure eravamo solo colleghi, ci stavamo pure sul cazzo.
Speravo che scrivere mi facesse stare meglio.
Non cambia niente.
W gli indiani
“I’ll got all my life to live, I’ll got all my love to give…I will survive, WE will survive”