Diario minimo

NOSTALGICO

Febbraio 20, 2009 · 2 Commenti

Sono nato nostalgico.

Il mio primo ricordo e’ una piastrella blu di un bagno, in via Animuccia a Roma, e gia’ allora rimpiangevo quei nove mesi morbidi e dolci a nuotare nelle acque materne

Alle elementari mi mancava suor adeliana, la pasta scotta al pomodoro dell’asilo, la ghiaia del giardino , i vagoni del trenino di cemento dove potevano entrare solo i Grandi. Chi e’ il tuo piccolo?

Giunto alle scuole medie, versavo lacrime nascoste ripensando ai bei vecchi tempi di Via Solferino con i tabelloni sul ponte di Bassano, i bigliettini amorosi, il panino al prosciutto ed il billy all’arancia nella ricreazione delle dieci e cinque.

Il liceo nella grande Treviso, la citta’ da raggiungere con l’autobus numero 4, mi faceva rimpiangere il paese, la scuola media dietro al campo di calcio, i compagni di classe che conosci da quando sei nato, la cresima e la sagra di settembre con il Memorial Zanatta.

Arivato nella prestigiosa Universita’ Bocconi, ho passato i primi mesi a ricordare il piacevole odore pungente di piscio dei cessi merdosi del liceo vescovile, la ricreazione al bar con la pizza alta, gli allenamenti di rugby con la cinqucento rossa…

In questa redazione quasi deserta, con gli schermi dei monitor spenti, le tastiere che non battono piu’ ei telefoni che suonano senza risposta, rimpiango quelle mattine in cui non sopportavo piu’ le colleghe intente a disquisire sul nuovo sandalo tacco otto di Gucci, sul migliore aperitivo del centro o le preferenze sessuali del nuovo parrucchiere di via torino.  Mi mancano gli sguardi assassini di quella che era la capa, le telefonate sotto voce, il ticchettio nervoso nei momenti di emergenza, le mail cattive sulla vicina di banco, la corsa in cucina per fregare l’ultima focaccia, gli odii nascosti sul turno dell’alba, la conference call mattutina in cui fingevamo di essere veri, le mail dei londinesi inviate a tutti noi con la scritta Milano, gli ospiti invadenti, le pr insopportabili, la Repubblica scomparsa e il Giornale che non legge mai nessuno.

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