Ho visto il Sultano dal vivo. Si sta decomponendo. La cera del viso si scioglie attorno a due orecchie immense. Il catrame dei capelli si stacca a lastre. Il doppiopetto e’ immenso, dentro ci nascondono di tutto: testate nucleari, giornaletti porno, ponti di Messina e imperi mediatici. Le guardie del corpo lo circondano nei loro auricolari. I suoi consiglieri lo accompagnano con ampi sorrisi. Giovani vestali, con farfallina al collo – giuro ne ho vista una – lo ammirano sul palco, lo conoscono nel retro palco, ne rimangono estasiate. La maggioranza degli italiani vorrebbe diventare come lui, pieno di fighe – e chi se ne frega se qualcuno gliele paga – stracolmo di soldi , di macchine ,di ville, osannato e potente. Mi arrendo all’evidenza. Ma, attenti, ho visto pezzi del suo corpo staccarsi e sgretolarsi nel nulla. Quel che resta del Sultano e’ il niente, l’anti-ideologia, la non etica, la mancanza di valori che non siano: figa, cazzo duro – o presunto tale – balene fossili e massaie impaurite nei loro suv bianchi. Un vuoto che fa paura, come le ronde che lo proteggono.
HO VISTO IL SULTANO
Luglio 27, 2009 · 3 Commenti
Categorie: di giorno in giorno - il diario delle scuole medie
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