Diario minimo

Post da Ottobre 2009

LE AVVENTURE DI PG NEL BOSFORO

Ottobre 29, 2009 · 2 Commenti

LE NUOVE AVVENTURE DI PIERINO D’ORO. 

Il Bosforo al posto di Padernello: Piggi ricomincia da zero, un’altra volta. Insegue l’amore e il sogno del successo. 

Dal Nostro Inviato al Enfant Prodige, Ermete Kirghisi. 

Chi si aspettava di trovarselo inquilino nella decima edizione del Grande Fratello o professionista televisivo del poker dei fratelli Caressa rimarra’ deluso un’altra volta. La gloria di Piggi non passera’ per uno studio televisivo. Scartato dall’ultimo provino in un triste hotel di Mestre, dove aveva indossato il suo cappello texano bianco portafortuna – e poi si chiede perche’ non lo prendano in considerazione – Piggi lascia le torte alla panna di casa Figlioli, la sua scrivania come responsabile reclami della Figliolivetri, i tavoli verdi del club delle carte di Villorba – si si quello chiuso dalla Polizia la scorsa settimana, i campi in erba sintetica della marca Trevigiana, I casino’ del Veneto e della Croazia, le autosrtade della Padania, I fossi del Put, l’Italia.

Piggi va verso Est, novello Marco Polo, segue due giovani zinne e la sperenza di un nuovo miracolo economico. Col NordEst ha avuto sfiga, e’ nato con dieci-quindic’anni di ritardo rispetto al miracolo, ha provato a sfondare mentre era il momento di ripiegare, quando chi doveva fare gli schei li aveva gia’ fatti e si godeva le sue Cayenne bianche. Le prestazioni nei campi di calcetto sono la perfetta metafora della sua esistenza: fantasista in uno sport che non ha spazio per i numeri dieci.

Parte verso l’ignoto quando una delle sue grandi intuizioni non seguite fino in fondo, la carriere artistica di Igor Barbazza, ottiene prime pagine, fans e la consacrazione di Canale 5.

Se ne va mentre il poker, sport che pratica sin dalla tenera eta’, viene sdoganato in Tv. Piggi, che a sedic’anni ha perso un motorino al tavolo verde e a ventidue ha spennato a Sarajevo poveri giovani militari in missione di pace come lui, solo sei mesi fa entrava con la camicia nera e il colletto alto nelle discoteche piu’ esclusive di Milano a proporre il suo Poker da tavola, le sue carte griffate…come sempre era arrivato troppo presto.

Quando nei prossimi anni, girando per le devastate campagne del Nordest, vi troverete di fronte a una nuova ondata di capannoni, tutti rivestiti di graniglia di vetro, beh ricordatevi che Piggi ha girato l’Italia per due anni regalando a ogni azienda del paese uno scatolone di granigilia. Troppo presto, come sempre.

Il suo entusiasmo lo porta a Instanbul dove insegnera’ italiano, e pensate che italiano, a delle poveri giovincelle.

Inshallah, Piggi.

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LA MIA MARATONA DI VENEXIA

Ottobre 27, 2009 · 1 Commento

 

Km zero: rubo vasellina lasciata sull’asflato e me la spalmo sui capezzoli e tra le cosce. Salto il guardarail. Piscio nel Brenta, di fronte una bandiera di San Marco e una vecia sul balcon, mentre il gruppo delle top runners donne corre dall’altra parte della strada. Una etiope che pesa meno della signorina K. a due mesi di vita mi fa l’occhiolino – allucinazione pre gara -

km 11. “Ghe voria un bel piatin de sopressa e vin bon eh?”  un vecchietto mi spiega di fronte ad un osteria. Dalla cucina riconosco odore di seppioline alla griglia con poenta bianca.

km 12. Cafe? “coretto grassie”

km 19: Malcontenta.  Mangio un riluttante gel di carboidrati gusto all-barries. Nel tentar di non vomitare metto male la caviglia destra, sento un crack, distorisione. “Continua a correre che ti passa Nano”, penso.

Km 20.  Marghera. Suona la sirena di fine turno al petrolchimico. Non esce praticamente nessuno dal vecchio mostro morente.

Km 27: “Siete tutti Kenioti” , cartello in uscita da Mestre.

Km 28. prime visioni mistiche: “Dove casso corri mona???”  compare per la prima volta il mio guru cattivo a ricordarmi l’insensatezza del gesto.

Km 30. Un signore anziano regala caramelle al miele, le stesse che dispensavo in sala parto alla signora krugman, a ogni corridore

Km35. Venezie e’ sempre piu’ lontana. Caviglia dolente, forza di volonta’ scomparente.

Km 37. cammino.

Km38. Supero un tre-quarti ala della tarvisium. Un tallonatore fallito che supera un apertura in una gara di corsa e’ un evento da ricordare.

Km39: telefono. “Ciao signora K. sto camminando verso Venezia. Co rivo rivo…” “Bravissimo” risponde, l’adoro!

Km 39,2. Zattere. La laguna, il sole, la Giudecca, Venexia. Ritrovo energie, meno diciassette ponti. Inizio a correre indiavolato. Cerco di portare con me al traguardo tutti quelli che incontro.

Km41. i ponti sono zeppi di gente che ci incita, io chiamo ole da stadio, urlo grido, dai dai dai…

Km 42, ecco la signora K. all’arrivo. Ballo, danzo, faccio il coglione. Proprio me li godo questi ultimi 195 metri.

4 ore e 01.

48 ore dopo: zoppico, la caviglia destra pulsa, i polpacci in fiamme, mi tirano muscoli che non ricordavo. Non vedo l’ora di fare la prossima. Stoccolma 2010 per continuare il giro delle maratone delle mie radici?

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TRANS-FORMER:

Ottobre 27, 2009 · 1 Commento

Editoriale Minimo: NEL MOMENTO IN CUI IL TRANS NATALIE SARA’ NOMINATO MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ DEL GOVERNO BERSANI, ALLORA POTRETE DIRE LIBERAMENTE CHE I POLITICI SONO TUTTI UGUALI, CHE DESTRA E SINISTRA SONO LA STESSA COSA.  SINO A QUEL MOMENTO TRA L’AFFAIR ESCORT E QUELLO TRANS, C’E’ UNA SOSTANZIALE DIFFERENZA…

“Il premier va a troie, l’opposizione a travestiti, l’Italia a puttane. E naufragar me dolce in questo mare” Emilio Krugman

 

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MERDA, ORTICHE, TAXI E COCAINA

Ottobre 23, 2009 · 1 Commento

Corro praticamente al buio in una strada di campagna che mi fa paura sin da quando ero bambino. C’e’ sempre il rischio che un cane ringhioso t’insegua incazzato sbraitando come un deputato leghista alla festa padana di Arcade. 

Io corro e sto bene che  casa e’ vicina e mi aspettano per cena. Non ci sono lampioni, la notte e’ arrivata troppo veloce. Non vedo quasi niente, sento solo i miei passi. Non devo farmi prendere dal panico, la via sterrata non e’ infinita, prima o poi la luce arriva, la notte finisce,  bisogna solo cercare di non perdersi per strada, mantenere la calma e continuare ad andare avanti aspettando l’alba.  Pensieri profondi e puzza di merda. E’ la mia mano sinistra: merda e ortiche, una pausa nei campi non prevista a Ponzano dove hanno costruito un quartiere nuovo di abitazioni gialle.

Venexia, il tramonto verso marghera, la sabbia mossa nella deserta spiaggia del Lido. Tuc in treno e The alla pesca, al limone l’ho finito.

Finalmente casa, Milano. Il tassista mi guida per vie che conosco a memoria. I campi mi piacciono ma questa e’ la mia vita, e non e’ per niente male – penso - mentre aspetto la ricevuta. Dietro ci strombazzano nel culo.

“Spostati coglioooooneeee” grida un Suv nero con i vetri oscurati. “Un attimo” “coglioneeeeeeeeeeee spostati” “Ma va a cagare…” risponde alla fine il tassista. Dal suv nero esce un uomo grosso in camicia rosa completamente impazzito, sbatte il taxi come fosse una scatola di caramelle Valda. Il tassista accende e scappa. Lui lo insegue con il suo carroarmato e una donna vestita di nero. Lo affianca allo stop e gli sbarra la stranda. “Scendi coglioneeeeeee….” Apre la portiera, sbatte il povero tassista quasi pelato per terra. Mi avvicino, devo fare qualcosa. La donna vestita di nero grida, l’energumeno con la camicia rosa indubbiamente strafatto di cocaina grida. Il tassista riesce finalmente a scappare.

Io Rimango in mezzo alla via a tre metri dalla camicia rosa con le chiavi di casa infilate nella porta, ne ortica ne merda sulle mani.

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MA DOVE CASSO CORRI MONA? -3 ALLA VENICE MARATHON

Ottobre 22, 2009 · 3 Commenti

Areo Mona ma dove casso corri? Tutti con sta casso di corsa, avete rotto i coglioni, Tu Emilio e  anche Linus che ha sessant’anni e sembra malato di aids da quanto e’ magro a ancora ci rompe i coglioni per le maratone, e quello della gazza poi…

UNO DUE UNO DUE UNO DUE UNO DUE

Bravo, Bravo, Coion…Siete una massa di sfigati. Lavorate dal Lunedi’ al Venerdi’ e appena uscite dai vostri uffici di merda andate a correre invece di stare con la vostre mogli, con le vostre figlie… ma dove casso corri mona?????

UNO DUE UNO DUE UNO DUE UNO DUE

E poi vi lamentate anche diocan se le vostre donne si trombano il vicino, ciavate invece di correre coglioni, coglioni, che magari ci lasciate anche le penne…

UNO DUE UNO DUE UNO DUE

Mangiate integratori di merda, amminoacidi ramificati, pillole e sali minerali, mai il pane con la pasta, la carne di cavallo, il sale solo il sabato… Imbecilli. E invece di bere ombre di rosso, vi ingollate ghetoraid de merda giallo fosforescenteeee…Tu almeno sei il Vinicio della Capossela della maratone e esci e bevi ma gli altri se ne stanno chiusi nei loro orologi satellitari a contare i secondi…Hai fatto 27 e 33 , bravo dio can , bravo.

UNO DUE UNO DUE UNO DUE

Ricordati alla tua cazzzo di maratona di Venexia che ci saro’ io ogni venti metri a riderti in faccia e gridarti: Ma dove casso corri, coglione!

UNO DUE UNO DUE UNO DUE.

Il mio filosofo preferito mi sbatte il telefono in faccia. Preparo la tavola con cura, accendo la griglia, mi cucino con passione filetto al sangue con patate al forno e lenticchie. Lo accompagno con due bicchieri abbondanti di Chianti barricato. Poi mi siedo sul divano viola e mi fumo di gusto due splendide sigarette mentre Dustin Hoffman fa il maratoneta scaricato dal computer alla tv. E domenica parto alle 9 e 20 da Stra per fare 42 chilometri fino a Venexia.

Che mi son del Lido, e Venexia a fine ottobre e’ di una bellezza struggente, go da rivarge!

http://www.youtube.com/watch?v=TuAgKdsj4M8

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IL TACCO VIOLA

Ottobre 16, 2009 · 2 Commenti

Sul motorino la ragazza col tacco viola bacia appassionata il moroso, fermi nel loro casco al semaforo di piazza san babila. E’ verde. Ripartono ridendo.

Ogni sera alle 18.41 una signora minuta zampetta veloce in piazza fontana. Corre nel suo impermeabile beige verso il 15 in partenza per piazzale Abbiategrasso. La gonna non svolazza, le cosce immobili, a volteggiare sono solo i polpacci. Credo che perdera’ il tram anche questa sera, peccato.

Gli autisti del 54 hanno fretta. In piazza risorgimento un uomo bussa sulla porta: “Apri Apri…Minkia Apri” . “No” “Dove credi di essere a casa tua?” . Il traffico si blocca. L’autista tenta d’investirlo. Intervengo ” e fallo salire.” Alla fine sale:

“Ti metto u dito intu kulo e tu facciu’ usci’ dal mento”  intima il passeggero.

“Ku minkia che ti credi farmi paura ammiaaa???” risponde l’autista.

Scendiamo. Siamo circondati da ottimi panifici.

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APPUNTI MINIMI.

Ottobre 15, 2009 · 1 Commento

Cosi’ vicini, cosi’ lontani:

Nel giorno in cui un uomo nero diventava il primo presidente di colore degli stati uniti, Il Caro Leader passava la notte nel lettone di Putin a spiegare a una escort le delizie del sesso e dell’arte – secondo quanto riferito dalla stessa e non smentito dal Caro Leader – sino a che, al mattino, qualcuno gli ricordava che era il caso di complimentarsi con l’abbronzato.

Nel giorno in cui il parlamento italiano votava incostituzionale un disegno di legge che avrebbe posto l’omofobia come aggravante di un delitto – con un testo farneticante che allego in calce – negli Stati Uniti passava alla commissione finanze la riforma sanitaria che garantira’ cure mediche a tutti i cittadini a prescindere dal reddito.

Questo succede tra le due sponde dell’atlantico e ci trovo motivi di grande ottimismo. Prima dell’abbronzato, infatti,  il presidente degli Uniti Stati era un figlio di papa’ texano a cui confronto il caro leader e’ il miglior caro leader degli ultimi 150 anni….

Insomma compagni minimi, non perdimao la speranza: tutto passa, prima o poi, la forza della democrazia ci ha regalato l’abbronzato dopo il texano. Si tratta solo di trovare un Obama di Cinisello Balsamo.

testo incostituzionalita’ aggravante omofobia: http://nuovo.camera.it/view/doc_viewer_full?url=http%3A//nuovo.camera.it/409%3FidSeduta%3D230%26Resoconto%3Dallegato_a.165800%23que_pre&back_to=http%3A//nuovo.camera.it/412%3FidSeduta%3D0230%26resoconto%3Dstenografico%26indice%3Dcronologico%26tit%3D00030%26fase%3D%23sed0230.stenografico.tit00030.sub00030

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QUEI GIORNI CHE…

Ottobre 13, 2009 · Lascia un Commento

Quei gioni che…

Neanche l’autobus si ferma sulle strisce a farti passare con la signorina K. immersa nella fascia, god save l’amicasling

Dovresti tagliarti i capelli ma tra il dire e il fare c’e’ di mezzo la vita.

Non riesci a sopportare questo teatrino inutile dell’informazione amerikana mal recitata da chi ti sta accanto e senti battere forti i tasti della tastiera da chi pretende di fare per dimostrare di essere, minkia che pensiero aritcolatamente duro.

Quei giorni che …

Hai troppo sonno per scrivere cose sensate ma hai bisogno di scrivere quei cazzo di pensieri che ti sono sembrati da ricodare ma che adesso non hai la forza di ricordare quando si tratta di scriverli.

Non hai voglia di condividere niente con chi non capisce un cazzo e sono troppi.

Quei giorni che…

Sei in questo paese esistesse un vero partito democratico, il Caro Leader sarebbe ad antigua con le ministre in lattice nero, e c’avrebbe ancora ragione lui.

Quei giorni che…

Ti chiedi perche’ rimani aggrappato con tutte le forze alla scialuppa degli amerikani quando sei dalla parte degli indiani.

Vuoi tenerti per te le cose belle, la libreria che ha aperto all’angolo e ha fatto il tutto esaurito per un reading, il gioco col ciuccio che fa morire dal ridere la signorina K, il bollito che  era proprio un signor bollito, e non c’e’ bisogno di dire niente quando camminiamo il sabato mattina col gusto del caffe’ in bocca, l’edicola per il giornale, il panificio, al parco sembra estate, andiamo a casa che arriva il feddro.

Quei giorni che pensare di dover rimanere qui per altre otto ore che la tenda nasconde il sole ma non ce la fa con la notte. 

 

 

 

 

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UN TUONO, UN LAMPO. BELLA CIAO

Ottobre 12, 2009 · Lascia un Commento

Buio. Un lampo, un tuono rimbomba nell’aula. Le luci si spengono, il mixer audio va in tilt. Di colpo sparisce la voce cantilenante del giudice relatore. Silenzio e oscurita’

Siamo alle battute iniziali del processo d’appello sulla falsa testimonianza di un avvocato inglese che ha ricevuto un cospicuo regalo dal Caro Leader per non raccontare ai magistrati come costui si costruiva fondi neri all’estero.  In primo grado e’ stato condannato a 4 anni e 6 mesi, stralciata la posizione del quasi nobel per la pace.

S’accende sul banco della giuria il faro di una telecamera del tg di una delle emittenti televisive di proprieta’ dello stesso caro Leader. Il faro punta sulla giuria, inquisitorio.

La legge e’ uguale per tutti rileggo sotto ai bassorilievi fascisti, uno spadino puntato verso lo scranno del Presidente. Ha la faccia dura, i capelli bianchi, pare annoiato.

Processo sospeso. Usciamo. Nel resto del tribunale la vita scorre normale, la luce non e’ saltata, nessun’altra udienza e’ stata interrotta. Quando ci si mette, il Caro Leader puo’ tutto.

Esco nella pioggia, non uso La Repubblica come ombrello. Me la prendo tutta. Scroscia in corso di porta vittoria, poche tende gialle scolorite di bar tristi mi riparano solo per brevi tratti.

Attraverso la strada di fronte ai celerini. Aprono il corteo dei metlameccanici. In Piazza Fontana sfilano a migliaia, donne e uomini preoccupati. Cantano Bella Ciao.

Una mattina mi son svegliato o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao

“Basta, fateli smettere, non ne posso piu’, ho mal di testa”. Si lamenta la vicina di banco mentre sceglie dove investire 500 mila euri per comprare due appartamenti da affittare, “ma non voglio studenti”.

La giacca e’ zuppa, l’asciugo col phon.

Un presidente, c’e’ solo un presidente. Cori pro Napolitano.

Ma il cielo e’ sempre piu’ blu. gracchia un altoparlante. Il corteo e’ interminabile. 

Mi richiudo in youtube ad ascoltare le canzoni di Rino Gaetano.

Abbasso la tenda grigia, non e’ il caso che nella stanza degli Amerikani entri la vita.

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BAROLO DAI CHINA, PORCINI E SPOSE

Ottobre 12, 2009 · Lascia un Commento

 

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