NEVE CHIMICA

Nevica, Emilio Nevica.
“Ma cosa cazzzo dici, c’e’ nebbia, alta pressione, neanche una nuvola – lo sai che sono un maniaco delle previsioni meteo – Non e’ possibile.”
Nevica, guarda nevica,
“E chi se ne frega, che ho passato tuta la notte a sboccare e delirare per la febbre, stravolto dai brividi, e quando ti ho chiesto di abbracciarmi, perche’ morivo di freddo ,hai risposto di nò, e ti sei girata dalla tua parte.
La vedi e’ neve…
“Chiudi ste tende…. che anche la piccola K. sta male, almeno lei mi ha tenuto la mano sta notte, mentre cercavamo di salvarci dalle onde del naufragio del Giglio e tu ne stavi tranquilla nella tua scialuppa di salvataggio …”
Lo dice anche la maestra Tania che sta nevicando.
“Dammi una droga, ti prego, non hai niente per tirarmi in qua? Che devo andare, fare, lavorare, brigare. Salpare sulla mia bici cigolante e varcare i confine della mitica Area C, con le mani in alto come  Freuler alla Tirreno-Adriatico del 1989, si’ all’area C, meno Oil piu’ Joy….”
Perche’ vuoi uomini con una linea di febbre vi comportate come se stesse morendo torturati?
In ogni caso sta nevicando.
Si e’ neve, ma neve chimica…solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati, in poche parole l’inqunamento industriale che il freddo umido di questi giorni ha trasformato in piccoli fiocchi di neve, chimica, che ricoprono di bianco candor la pianura lombardo- veneta…

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