London Calling


Pronto a viaggiare, pronto a partire. L’estate vera comincia con l’immancabile viaggio aziendale londinese, poi qualche giorno di lavoro e si parte per “te la do io la vespa…salento 07” un viaggio con la poderosa attraverso l’Italia verso il tacco bruciante. Parto per Londra, solo, con un giorno d’anticipo sulla Signora Priscila Krugman. Gessato blu, cravatta azzurra, occhiali trandy e trolly nero d’ordinanza. Ho l’aspetto dell’uomo d’affari, o meglio di un adoloscente ai primi brufoli (ne ho uno spaventoso che cresce al centro del naso) vestito da manager della city.

Da buon Krugman parto per tempo, con decine di ore di anticipo sul mio volo lowcost mi dirigo all’aeroporto.   A Milano ci sono 35 gradi, la stazione centrale sembra Tunisi e fa paura. Mi guardo attorno circospetto, alla ricerca di bambini ladri, accattoni, drogati e comunisti che mi vogliano assalire.  L’orio al serio express e’ puntualissimo, dentro l’aria condizionata ti porta a temperature siberiane. Mi metto la giacca a mo di coperta e dormo. Mi sveglio, dopo mezz’ora e sono gia’ a Bergamo, non e’ mai successo che la A4 sia cosi’ deserta. tutto sembra procedere per il meglio. Sono in aeroporto alle 16.45,. il volo parte alle 19.15. benissimo.

Entro , guardo i monitor e scopro subito subito che il volo ha 4 ORE DI RITARDO, 4 ORE!!! Partenza prevista per le 23.15……Ho una vita da passare qui.

Al banco ryanair sono gentili, mi metto in lista d’attesa per quello che parte dopo ma arriva prima. La lista d’attesa, che non so bene come funzioni, fa molto fiko.

Il mio aereo, che prima di portarmi a Londra deve fare un giro a parigi, e’ rotto.

Bevo un caffe’, macchiato, e leggo il coriere, macchiato.

D’Alema e Fassino sono inkazzati per la richiesta della Forleo di mandarli a processo per Unipol…  Ah ragazzi miei, avete poco da fare gli immacolati. La scalata Unipol era una porcata, Consorte pure e i ds ne escono a pezzi. La superiorita’ morale della sinistra, che continuo a rivendicare (se sei di destra o non ci sei ancora arrivato o sei stronzo, penso da dieci anni) e’ andata a puttane , un po’ come il mitiko Fiorani in queste ore.

Poi ce’ Parmalat, e da un po’ faccio quasi il tifo per Tanzi. Dopo averlo visto in tribunale disorientato e smunto, dopo aver sentito i racconti dei ragionieri che bruciavano nei campi i documenti scottanti e quelli di chi si inventava fax di banke americane con uno scanner,  mi stanno quasi simpatici. Non perche’ siano non colpevoli ma perche’ la loro goffaggine e’ evidente, mentre gli orki cattivi mi sembrano sempre piu’ quelli che stanno dall’altra  dello sportello quando vai a fare un estratto conto. E ieri a parma faceva caldo e quando il giudice parlava c’era qualcuno che mi ha esultato di fronte agli occhi perche’ non finira’ in galera, e per lui ero pure contento… mentre gli avvocati fanno il loro sport e di chi ci ha perso i risparmi di una vita nei bond proposti da qualche sportellista furbetto non ci pensi quasi piu’.

Ora sono qui all’internet point dell’aeroporto e almeno ho un bel po di tempo per scrivere le mie katsate che ce ne sono di cose da raccontare questi giorni. 

Che Milano d’estate deserta da correre in vespa non e’ mica male, che ho visto uno inginocchiato in mezzo a una strada a tre corsie che cercava di farsi ammazzare, ma poi si e’ stufato, che sono andato a tagliarmi i capelli e una ragazzina frangetta ha detto all’altra…

“fai tu il ragazzo qui…. si cioe’ l’uomo…. si insomma il SIGNORE…”

e poi mi hanno spillato 30 euro per rasarmi che il carmignola lo fa gratis e una volta, nei primi anni 80, mi sono arrabbiato con la Francesca che a Villorba me li ha tagliati troppo corti i capelli e sono uscito senza salutare e dire grazie e poi la mamma mi ha riportato dentro a chiedere scusa.

E questa poltrona dell’internet point e’ rossa di velluta e mi sa sudare il culo.

Tra un’ora , anzi due, vado al check in che dico che sono IN LISTA D’ATTESA che continua a farmi molto fiko e magari parto alle 10, se no posso partire alle 1045 per luton e se no alla fine parto alle 1115 per stanstead.

Che ancora non si capisce bene dove dormiremo, perke’ il Foka ha comprato casa e gliela arreda valentinorossi, cioe’ la stessa che l’arreda a valentinorossi, e alla fine non ha manco il pavimento. che forse dormiremo nella casa vekkia mentre dei pakistani la imbiancano e forse da una fiketta keniota nella sua villa di chelsea, che vialli non ci gioca piu’ e mancini mi e’ sempre stato sul catso.

Ho fatto una memorabile kakata nei bagni al piano interrato dell’aeroporto, ci sono entrato con il trolly nero , gli occhiali trendi trenduno, lo zainetto rosso , il gessato e tutto il resto.

Ho comprato la rivista correre, dove trovo scritto maratona compro, anche se mi sento in colpoa perche’ questa settimana ho corso solo una volta al palestro green park.

al telefono sento i genitori Krugman che dormono alla buca 8 e la signora Krugman mi dice che il campiello forse lo vince uno al suo primo romanzo… eh magari.

E insomma l’importante non e’ dove si va ma partire (si e’ banale e keruak ci ha fatto la storia con questa idea) ma sono da due ore e mezza in un aeroporto a 37 chilometri da casa ma mi sento lontano da tutto mesi anni oceani e gia’ mi manca il mio basilico e i limoni che crescono sulla piana (uno e’ morto e lo abbiamo omaggiato del funerale) e non parlo della Priscilla Krugman se no sembro il solito sdolcinato romantikone.

va beh, controllo il volo, good save the queen

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