“ho scritto quello che ho potuto, mai quel che ho dovuto”


Il coccodrillo di Gustavo Gloria: 

 

Un bimbo mi guarda, domanda “chi è?”. “E’ un grande uomo” penso, gli rispondo invece più onesto “non lo so…guarda, uno che ha saputo raccontare tante storie, favole”. “E ora chi le racconta al suo posto ai bambini?”. E mi sento vuoto. Non per la mia vita, nulla è cambiato. Non per la mia storia, continua per il momento. Ma per l’altezza morale di chi mai si è inchinato. Tante volte ho pensato “erano altri tempi, in altri tempi si è formato e così lui è rimasto legato ai suoi modi”. Forse è vero. Forse è il mio alibi. Ci vuole coraggio. Tanto coraggio. E penso alla sua immagine, a quei capelli bianchi con cui l’ho conosciuto, un giorno, alla televisione. Occhialetti indagatori, mento appuntito, gote spioventi della vecchiaia. Ma chi era il giovane?

Gustavo

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