‘Sti Kazzi il romanzo di Emilio Krugman


Contina la pubblicazione a puntate di ‘Sti Kazzi, il secondo romanzo di Emilio Krugman dopo il fortunatissimo “Mille otto con l’oliva”che ha avuto la bellezza di quasi dieci lettori. siamo alla pagina 55:

MARCO LOLLI (4)

E’ un pezzo di merda, il paron, questo lo sapevo anche prima, come sapevo che gli schei vengono prima di tutto, di sicuro prima dell’esistenza di un dipendente e tanto piu’ prima di una cameraman del casso “che mica ci vuole molto ad accendere una telecamera e tenerla puntata su chi parla” (cito a memoria il Paron nell’unica riunione della sua vita con tutto il comparto tecnico in subbuglio per l’introduzione del turno della notte anche il sabato e la domenica).

Eppure sapeva di farmi male quando ha pronunciato quel nome, sapeva che mi ha rovinato l’esistenza Mara Cartomante Amica.

Esco e sono visibilmente rosso e turbato.

Dall’amministrazione, con la porta obbligatoriamente aperta – perche’ quando passa il paron vuole essere sicuro che li dentro si stia lavorando e  non pincionettando col computer  Marinello, il poveretto costretto a fare i salti mortali come responsabile dell’amministrazione, mi sguarda interrogativo…

“tutto a posto?”

“si si…torna Mara, devo girare la sigla”

“a catso che stronzo. La caviglia?”

“una merda”

“ma per domani ce la fai?”
”al massimo sto in porta, ma si ce la faccio”.

E in quel momento si sente il click dell’apertura automatica della porta a vetri del Paron.“MAAAARINEELOOOOOOOOOOOOOOOOO……”

E il povero Marinello corre , come tutti quando lui chiama, corre…“ecccomiiiiii”e mentre scendo le scale piano piano, un gradino allla volta perche’ la caviglia i fa sempre piu’ male, penso – ed e’ la prima volta dal fattaccio che lo faccio – che sarebbe il caso di andarsene via per sempre da questa zona industriale di merda, da questo paron piccolo piccolo che tra queste quattro mura si sente un imperatore, da queste macchinette che mi infestano di fieste e giambonetti, da questo calcetto iperagonistico dove buttiamo tutta la rabbia della settimana, da questi spritz, da queste strade intasate di nulla.

Mi serve una cicca,

quando riapro la porta della regia, tutti sanno gia’ tutto.

E’ incredibile come le notizie corrano veloci all’interno di Stv, libera come vuoi tu.

“Me spiase vecio, ma te xa come xe el Paron. Schei xe schei…”

Mi fa giampietrone battendomi una mano sulla spalle e mi fa pena, tenerezza e rabbia allo stesso tempo…Pena perche’ non ha mai avuto il coraggio di dire un No al Parone, tenerezza perche’ e’ un brav uomo, solo nel suo bilocale nuovo appena comprato col mutuo, e rabbia perche’ non ci ha pensato neanche un secondo a dire che “certo, Marco Lolli va benissimo, e si si sa con Mara ci sono stati quei problemi li ma vedra’ che lo convince…”

Va fan kulo.

Esco sul terrazzino, in realta’ e’ una scala antincendio, accanto alla makkinette a fumarmi una cicca rabbiosa.

Inizia a fare freddo, la luce si sta lentamente spegnendo nei fossi, non piove, in fondo vedo gia’ le prime code sulla statale.

“scuca Marco, ma cos’e successo? Non per farmi i kazzi tuoi ma qui sono l’unico che non capisce…”

e’ marketto2, l’ultimo arrivato nella tribu’ dei tecnici della tv. E’ giovanissimo, ha una moto bianca, non gliene frega un katso di niente ma lavora bene, attento, preciso, puntuale.  Ha una fidanzata che viene dagli Abruzzi e studia biologia e mi ha invitato a mangiare gli arrosticini a una casa dello studente dove Lei vive con altre 5 ragazze e 2 ragazzi.Fa quasi sempre il turno di notte e non si lamenta mai

E un po’ mi rivedo in marketto2, sara’ perche’ di studentesse di biologia a Padova ne ho frequentate piu’ di una, e in quelle case degli studenti ci ho dormito di straforo – sul divano – in due su un letto singolo in una camera tripla – e ci ho cucinato decine di risotti.

“Giampietrone mi ha detto che sta sera devo uscire con te e farti da assistente. Ed essere molto gentile con il cliente. E non fare troppe domande…”

“non ti preoccupare, andra’ tutto bene, ce’ da sbizzarrirsi e inventare una sigla carina…”

“ma per chi?”

“una maga”

“nuova?”

“ma e’ stata qui per anni , poi e’ successo  un casino e se n’e’ andata…

“ah, e il casino lo hai combinato tu?”

“insomma e’ un po’ complicato. Andiamo in telecamera a fare i gioielli che ti racconto tutto…”

“ma chi e’?”

“Mara, cartomante amica….”

“ah….mittika, quella che e’ su la8. la mia ragazza non se ne perde una …mitica mara”

“eh si si…”“Giampietrone…andiamo io e marketto in camera per i gioielli…..”

“sicuroooo…..”
”si si tranquiooo…”

Spegniamo le cicche che rotolano dalla scala antincendio sulle macchine parcheggiate qua sotto, stando bene attenti a non prendere quella del Paron.

Rientriamo e ci infiliamo in quelle specie di sgabuzzini con un telo verdo dietro – il croma key- dove i venditori di gioielli trasmettono per interi pomeriggi.

Qui teniamo le telecamere piu’ scassate e vetuste, nelle stodio 6 ce ne sono un paio che sembrano uscite da una puntata di Ok il prezzo e’ giusto del 1983.

E’ uno dei turni peggiori quello dei gioielli, stai qui per due ore e mezza puntare l’obiettivo su collane, anelli e orologo. Zoommi e stai fermo fino a che non si passa al lotto successivo.

L’unica menata e’ il rischio distrazione-appisolamento.

Se guardate Stv dalle 15 e le 17 vi capitera’ di vedere per  5,6,7 minuti l’immagine ferma sul lotto 34 a 199.99 euro…e intanto il presentatore e’ magari gia’ al lotto 39.  Vuol dire che mi sono addormentato o perso nelle seghe mentali.

Pero’ questo turno e’ perfetto quando devi parlare con qualcuno dei colleghi senza essere disturbato.

Le due camere hanno un sistema di interfono non collegato con la regia. E allora ti siedi sullo scranno e cominci a raccontare…Marketto2 adora i miei racconti sulla scuola di cinema e sui viaggi in bicicletta.

“Marketto, quella di oggi e’ una storia triste…”

Intanto l’inquadratura va su un anello antidato con pietra dura a soli 79 euro, lotto 21…

“Con Mara c’era una grande intesa professionale. Lei si fidava ciecamente di me, delle mie idee per crearle il personaggio. Le tv locali a fine anni novanta erano piene di maghi. Per lo piu’ si trattava di trans aggressivi, ciarlatani urlatori napoletani e un paio di zoccole rovigotte. Mara no, voleva essere diversa…”  

  

                    

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Una risposta a “‘Sti Kazzi il romanzo di Emilio Krugman

  1. che ricordi. gustavo

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