La storia di “Mirko…. che è stha merda!” sdeng!!!!!


Gustavo Gloria e’ cosi, prendere o lasciare. Non scrive per settimane e poi ci innonda della sua diarrea mentale. Io gli chiedo un pezzo ogni settimana, almeno ogni 5 giorni, e invece o tutto o niente. E noi, che di diarrea mentale siam golosi, pubblichiamo subito subito senza aspettare un po’ che si decanti. Questo racconto pero’ e’ finalmente qualcosa di buono. Ad Aponus Travel e’ rinata una stella … tanto tra un po’ muore di nuovo, non abituatevi:

La storia di “Mirko…. che è stha merda!” sdeng!!!!!

 

Capita ultimamente di ricevere mail da lettori di Diario Minimo da Aponus Travel, con voglia di farsi raccontare. La più significativa credo, che dall’intimo si tramuta in icona dei nostri tempi, è la storia di Mirko Cincinin, ragazzo dalle belle speranze che gli amici, Tim e Tom, il cane e il gatto, hanno soprannominato Mirko “che è stha merda!” sdeng!!!!!. Direttore, decida lei se pubblicarla. Io da umile corrispondente di questa terra di mezzo gliela invio.

 

“ Sono Mirko Cincinin, un ragazzo di trentuno anni disoccupato. Vivo vicino a lei, signor Gloria, la conosco da quand’era ragazzo. In questi ultimi tempi si parla tanto dei giovani che non producono e che vivono ancora a spese dei genitori. Le assicuro, ne faccio parte anch’io, ma la colpa è del sistema, che continua a cambiare le regole a giochi fatti. E io posso tranquillamente dimostrare di esserne una vittima. La mia è una storia che inizia  da lontano.

Mio padre, Bepi Cincinin, noto albergatore della zona, si è fatto dal niente. Ha iniziato a lavorare in una fabbrica di smaltimento di rifiuti a dodici anni. E’ sempre stato un uomo con un solo progetto: diventare tanto ricco da poter mandare in vacca tutti i suoi coetanei stronzi che ad Aponus Travel, a metà degli anni cinquanta, potevano scorrazzare con le vespe mandandolo affanculo. Erano i figli di medici, notai, avvocati, pochi ma ricchi e non contadini, a cui il babbo di Bepi Cincinin, calzolaio, ha lustrato scarpe e rifatto i tacchi durante e dopo la guerra.

Ebbene, quando ad Aponus Travel si decise di aprire uno stabilimento di smaltimento dei rifiuti, Bepi fu assunto. Pagavano a ora, in nero. E a soli dodici anni mio padre capì di poter attuare il suo sogno.  Aveva una grande qualità infatti: un olfatto di cane da tartufo. Era nato in campagna, ma a differenza dei suoi amici animali, con i quali riusciva a parlare, poteva trovare anche sotto dieci metri oro, incenso e mirra. Gli bastò un mese lavorando giorno e notte per sfruttare quell’incredibile pregio. Riusciva a scovare nell’immondizia catenine d’oro, diamanti, smeraldi. Se li intascava tutti, e la notte andava a tombini. Qui infatti -scoprì grazie al suo fiuto- venivano nascoste le refurtive della banda di romani de Roma che all’epoca terrorizzava Aponus Travel con le rapine in villa.

A soli ventanni Bepi Cincinin si trovò talmente ricco da comprarsi terreni in tutta Aponus Travel. E da lì farsi autorizzare con bustarelle e regalini a costruirci sopra alberghi. Quindici per l’esattezza. Nessuno lo ha mai capito il perché di un’epopea così riuscita, ma ora l’ho svelato.  Bepi, diventato albergatore, cambiò strategia: andava di notte a cercare i preziosi persi dai clienti tedeschi e li restituiva, così da ottenerne la fiducia per la vita. Tutt’ora, in un’epoca di grande crisi per il settore turistico di Aponus Travel, i suoi alberghi (non nostri, suoi, come ama definirli) sono perennemente pieni.

Diventato ricco come da sogno, riuscì a fare un numero prima impensabile. Soffiò ad Adalberto Carrisi, figlio del medico storico del paese, Sonia Florentin, la ragazza più bella di Aponus Travel, sarta come la mamma. La conquistò con i diamanti della Regina Elisabetta, unica cliente a cui non restituì i preziosi. Ecco perché ad Aponus Travel nonostante sia un po’ London, i clienti inglesi non vengono.

Insomma matrimonio da favola e speranze di avere un bambino. Doveva fare l’avvocato. Ci provarono per quindici anni. E in qualche modo venni fuori io. La mia storia inizia da qui. Dall’alba di quel 1976. Il primo problema è che non nacqui naturalmente e nemmeno con il cesario. Il destino volle farmi uscire dal buco del culo. Come una merda, signor Gloria. “Che è stha merda, Sonia..”sdeng!!!!!!! Fu il primo schiaffone che mi tirò Bepi, dopo un minuto dalla nascita, nella stanza 517 dell’Hotel Belpaese, della famiglia Cincinin. …(continua)

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