La mia Treviso Marathon


E’ una splendida mattina di sole. Sono bellissimo, vestito tutto di nuovo.

Ho speso la tredicesima all’ Expo marathon: canottierina azzurra mizuno-total-cool-gay-look, pantaloncini blu che la richiamano, calzini ipertecnologici con fili d’argento, tecnologia brevettata, due anni di garanzia.

Insomma, sono perfetto. Il fisico asciutto all’inverosimile, compatibilmente con il metodo Bukoswky, grazie ad un opera di purificazione continua – la notoria cagarella emozionale pre impegno importante.

Cammino verso la partenza con a tracolla la sacca indumenti da consegnare.

Pausa al cesso chimico, dove scopro di aver salviette umidificate non adatte alle parti intime… Non importa, un po’ di brividi in piu’.

La flavia e’ sull’orldo di una crisi di nervi…“non ho dormito…non ho dormito, I couldn’t sleep…”.

Il foca nel frattempo cucca un altra tedesca.

Li abbandono, infilo l’ipod con la playlist  “prima di partire”

….It’s just a perfect day…

Attorno le montagne innevate. Splendida temperatura primaverile, peccato siano solo le otto del mattino.

Karma police, arrest this man …He talks in maths… He buzzes like a fridge…

Piu’ si avvicina l’ora della partenza, meno timidi diventano i podisti. Non solo bagni chimici, ora si piscia anche nei fossi, ci si accuccia nei campi, dietro alla case in costruzione.

A cinque minuti dal via col Foca pisciamo praticamente tra la folla…Continuo ad utilizzare salviette abrasive per l’ano e devo ricorrere alla provvidenziale vasella uk del fox per alleviare le sofferenze.

Karmacoma, jamaica an’ roma, Karmacoma, jamaica an’ roma…

Corridori… meno 60 secondi… Siete pronti…”

“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiii”

“Corridori, vi aspettiamo tutti a Treviso, con qualsiasi mezzo………”

“Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”

Boommmm….colpo di cannone…Ci sorvola un aereo della prima Guerra mondiale con le tre strisce tricolori…Siamo partiti…Foca, flavia…siamo partiti….E andiamooooooooooooooooooo.

La gente applaude, io saluto..Stringo mani.Vorrei fermarmi a baciare un paio di splendide vecchiette, ma non c’e tempo.

“A me scuse per Treviso?” “sempre dritto ceo, sempre dritto…”.

Certo che correre in casa la prima maratona rende tutto piu’ semplice.

Intanto il primo chilometro e’ andato.

Meno 41.

Io cerco i palloncini blu. Li c’e’ Danilo, il mio pace maker. L’uomo che corre la maratona in 4 ore. Un servizio fantastico questo dei pace maker: Palloncini diversi e braccialetti colorati per i diversi tempi : 3 ore, 3 ore e mezza, 4 , 4 e mezza…Ognuno crea un gruppetto, ogni gruppo ha il suo obiettivo.

Danilo, e’ li davanti e io accellerro.

Flavia mugugna ma io accellerro. Devo raggiungere i palloncini.

Al terzo chilometro sono con il mio battaglione,

L’armata quattro ore!

Saremo una cinquantina, pochi hanno il fisico da atleta: uomini sovrappeso, fanciulle agitate, maniaci depressivi, alcolizzati, non allenati, iperattivi, tedesche tettone, veneti svedesi panciuti, ragazzi di silea erotonomani.Seguiamo danilo: filiforme pelato con pizzetto tricolore, trombetta e una serie di pallonici blu appesi sulla schiena.

Pace: 4 ore.A questo punto e’ tutto molto semplice. Non ci sono tabelle da guardare, tempi da segnare. Basta seguire danilo.

San Vendemiano, home of Alex Del Piero: Folla in piassa…Bravi bravi…

“Vara a sposa, a tien botta…” (“guarda sta ragazza, regge il ritmo”) “dai flavia” (il foca e la flavia si sono scritti i nomi sulla maglia. Io, per pudore,  non ho attaccato l’adesivo che mi avevano preparato con tanta cura).

10 chilometro, veloce pausa pipi’ : 57 minuti, in perfetta media.

Inizia il tira e molla con la flavia e il foca, si allontano e si avvicinano ai palloncini azzurri.

Coneian  – Conegliano, folla sulla strada. Un speaker che incita, un gruppo che suona ..

Che confusione sara’ perche’ ti amo…e  noi cantiamo, il battaglione 4 ore va. Morale alto, sento profumo di carne alla griglia.

Seguo una maglia bianca con tutte le firme degli amici “siamo con te”, vicino a una maglia verde “Free Tibet” e a Diego che si sposa tra due settimane e ce lo fa sapere nella sua T shirt.Ogni tanto Danilo si ferma a pisciare.Il battaglione quattro ore le prime volte sbanda poi capisce che e’ fisiologico e che conviene continuare a correre senza scomporsi.

Conegliano, salto per battere il cinque a una bimbetta cinese sulle spalle del papa’, l’ultimo di una famiglia colonica riunita lungo la strada ad applaudire. Si va verso Susegana: immigrati africani accanto alla siora Maria ad incitarci…Alla faccia di Gentilini…E Andiamo.

Rimango incollato al palloncino blu.

17esimo chilometro, continuo a voltarmi, la canotta rossa del foca si allontana sempre di piu’. Ho capito, ci vediamo all’arrivo. Non mi volto piu’. Mangio il primo ripugnante gel di carboidrati al gusto tropical, blah. In gruppo l’umore e’ sempre alto.

Un paio di fanciulle non si fidano e contenstano il ritmo del comandante Danilo, una addirittura accellera e lascia il plotone. Verra’ recuperate cadavere qualche chilometro dopo.

Inizia a fare caldo, vero.

Le spugne sono una manna dal cielo.

20 chilometri, pero’ gia’ venti chilometri.

Siamo alla mezza, 1 ora e 57. perfetto. Bene , adesso si comincia.

Nella mia testa ho deciso di fare cosi’: a meta’ ricominciare da capo. Azzerare il cronometro e partire con la playlist dell’Ipod,-21. Cerco l’ipod nel mio cinturone. L’ipod. L’ipod….L’ipod non c’e’. Sparito, perduto, smarrito.

Addio play list, addio musica…Non importa, io corro …Corri Emilio corri….

Siamo a Ponte della Priula, ci riuniamo con i partenti da Vidor e quelli da Ponte di piave. Ci distribuiscono dei tremendi cappellini bianchi che uniti ai rossi del piave e ai verdi delle colline formeranno una bandiera tricolore sul ponte. Avrei preferito il cappellino rosso ma con questo sole anche il bianco e’ una manna dal cielo.

Il battaglione quattro ore si unisce con i suoi pari in arrivo da Vidor e Ponte di piave.

I palloncini azzuri si riuniscono, ora non c’e’ piu’ solo il professionale Danilo il nostro caronte. Ci sono anche il pace rosso e quella verde…”quattro ore … Hip hip … urra’…”

Il gruppo e’ piu’ folto. Io sto incollato ai palloncini.

Ponte sul piave, il momento piu’ toccante di tutta la corsa. La sede stradale e’ stretta, corriamo tra due ali di folla…Bravi bravi…

Sul ponte sono schierati gli alpini con i loro gonfaloni e i bersaglieri…Mi vengono i brividi anche a scriverlo…Si canta, tutti assieme, la canzone del piave

“Il piave mormoro’ , non passa’ lo straniero .. zum zum…”

E alzo pure un pugno chiuso che ci sta sempre bene,.

Il ponte finisce, la strada si allarga, siamo sulla Pontebbana, l’orribile stradone della morte circondato da vecchi capannoni che di giorno si riempe di camion e di notte di puttane.

Il battaglione quattro ore avanza e recupera disperati sfiniti.

24 chilometro, Tra 6 arriviamo a Villorba dove mi aspetta tutta la famiglia krugman al gran completo.

Il battaglione quattro ore si assottiglia.

I pace tengono alto il morale: chiaccherano , raccontano barzellette.Io sto bene, catso sto bene.

30 chilometro, 2 ore e 48 minuti. Perfetto. Siamo a Visnadeo. Folla in piazza, applausi…E andiamo.

Ecco la famiglia Krugman al gran completo, c’e’ adirittura la futura signora Krugman.

Gel, Sali, umore alle stele.Mi seguono in bici,

Mi parlano, anche troppo.

32 chilometro..”dai ne mancano solo dieci, quante volte li avete fatti dieci chilometri…e qui c’e’ pure gente che ci applaude e ci offrono da bere…”

33 chilometro, sono in prima fila nel battaglione quattro ore che si va assottigliando. E sto bene e penso che se continua cosi’ a Santa Maria del Rovere scappo e faccio un tempone e mi godo l’arrivo della MIA MARATONA…Ma in pochi istanti cambia tutto.Le gambe diventano sempre piu’ dure, il respiro si fa affannosso…

35, dai ne mancano sette

36 , 37. Fa un caldo pazzesco. Il sole brucia. Davanti vedo uomini che crollano a terra: crampi, il caldo. Sempre piu’ ambulanze suonano e ci sfrecciano accanto.

38, catso ne mancano solo 4.  Ma io sto male, sto sempre peggio. Le gambe non le sento piu’, non riesco a respirare,  mi fanno male I polmoni.

Il clan krugman che segue in bici mi vede in affanno…”acqua Sali… vuoi qualcosa”  e  io voglio solo morire in pace, soffrire per i cazzi miei, tirare le quoia in solitudine…”mi avete rotto il cazzo, andate a fare in kulo”.Sono sufficentemente energico per averli convinti.

39, vedo li’ in fondo porta San Tommaso, ma non e’ un sollievo.Pensare di arrivare cosi’ vicino all’arrivo ma dover fare un giretto in centro prima di passare la line del traguardo mi fa disperare.

Ecco I miei amici…”vai nano vai…”

Ma io non riesco piu’ ad andare. Entro dentro le mura e un crampo fulminante alla gamba destra mi annienta.

Mi fermo, sto per mollare tutto.

Di fronte ho i volontari con l’acqua…”Ho un crampo, qualcuno mi tira la gamba?””ah mi non so, a non son bon..vara nea tenda gad a esserghe un dotor…”Ma il dotor non c’e’. E allora inizio a camminare piano piano sperando che passi.

Poi provo lentamente a correre, Piazza san vito, In piazza dei signori uno della protezione civile ci fa passare mentre si fuma una bella sigaretta che mi entra nei polmoni…“ma che cazzo fumi porcodio…” urlo inviperito a pochi istanti dalla morte. E lui pure s’incazza ma io sono gia’ andato oltre,

La Riviera sul sile.Vedo in fondo di nuovo i palloncini blu, ma allora non sono cosi’ lontano.

Dai … dai …

41…Guardo l’orologio. 3 53 45

Ma allora posso ancora finire sotto le quattro ore. Mi affianca un vecchietto…Mi supera , mi guarda..”dai che e’ finita, e’ finita dai…”.E io non so dove trovo un briciolo di energia.

E vedo porta san Tommaso e ci passo sotto ed e’ una passerella e mancano duecento metri .

E sulla sinistra ci sono tutti “vaiiiiiiiiiiiii nanooooooooooooo” E allora sono arrivato per davvero,

Sto finendo la maratona, e sto anche morendo…Lancio al mio folto pubblico il cappellino.

Rallento.

Praticamente mi fermo sotto allo striscione di arrivo.

Alzo le braccia, fermo l’orologio3 ore 59 minuti 24 secondi.

Non ho la forza per fare nulla,

e adesso?

adesso seppellitemi.       

Annunci

4 risposte a “La mia Treviso Marathon

  1. epico
    se lo hai fatto tu con le tue gambe e il tuo collo da tallonatore che sorregge un cranio da giornalista che contiene un cervello da mediano di miskia, beh lo voglio fare anche io
    e poi le puttane della pontebbana le conosco, le ho viste, brutte ma simpatiche, conoscono anche gentilini

    quando vai a correre per allenarti?

    viva il confine tra le provincie di pordenone e treviso

  2. bravo tommy

  3. …xe proprio vero: sei sempre il migliore! dice la kiki con l’immensa ammirazione di chi si accascia già al 4 kilometro e non si ripiglia più. viva chi che ga fià!

  4. bellissimo il racconto!Lo ho letto con in braccio Alice che fa la nanna e mi e’ venuta voglia di fare una maratona subito. Bravo Tommi!!!!
    Saudi anca a la siora Krugman

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...