L’ESERCITO A MILANO


IL RACCONTO DEL NOSTRO INVIATO SUL CAMPO, EMILIO KRUGMAN:

 

La prima volta mi hanno fermato in San Babila. Erano in sei, ragazzini con non piu’ di vent’anni e un bazooka al collo.

Suppongo che il mio comportamento eversivo, avevo appena comprato un libro di fiabe africana da un uomo nero in corso vittorio emanuele, li avesse insospettiti.

“Dokumenta”

“documenti vorra’ dire?”

“Dokumenta” ha ripetuto… ” dokumenta…” e solo in quel momento mi sono ricordato che il Governissimo aveva aggiunto gli Shutzen all’esercito per pattuggiare  le strade insecure della metropoli lombarda.

Ho favorito i documenti.

“Profissione giornalista….”

“Si, professione giornalista”

“Non puo’ essere!” ha detto piu’ stupito che arrabbiato al collega dotato di mitraglietta.

“Lavoro per una societa’ Americana, li non sono stati ancora aboliti….”

“Ah, giornilista straniero che niente sa e scrife male. Articolo 124 del codice di polizia. Noi dobbiamo identificare con impronte digitali.”

“si guardi, sono gia’ identificato con impronte digitali. Controlli…”

“No qvi no controllare, computer in dotazione essere finto. Non abbiamo avuto stanziamenti per computer vero. Stato speso tutto per ultima selezione Velina bionda, piaciuta scelta di Velina padana Lara Marangoni di Gallarate???”

“si, si bella figa”

“Mi dia impronte…”

“vorra’ dire la mano???”

“si si mano”.

Cosi’ mi hanno preso il dito indice della mano sinistra, l’hanno intinto in uno schifoso inchiostro nero e spiaccicato sopra un foglio A4.

“dove va?”

“A casa”

“dove abita???”

“Piazzale Dateo”.

“Puo’ andare…”

Grazie.

Sono ripartito con il dito indelebilmente macchiato di nero, infastidito e incazzato.

Ho fatto la strada piu’ breve, seguendo Corso Monforte.

Davanti alla prefettura mi hanno fermato una seconda volta.

Era una pattuglia di sei militari di leva e quattro di Polizia speciale.

“Documenti prego…”

“ah finalmente”

“come finalmente?”
“No dico, uno che chiama i documenti, documenti e non dokumenta…”

“cosa? Va beh, Krugman mi dia i documenti e facciamola finita…”

“come fa a sapere come mi chiamo?”

“La hanno appena fermata i miei colleghi a Piazza San Babila”

“e perche’ mi controlla di nuovo?”

“vogliamo essere sicuri che lei si senta sicuramente controllato per poter vivere in sicurezza…cosi’ poi non scrive in maniera insicura…”

Era uno della Polizia speciale a parlare, mi sapeva d’intimidazione.

Mi ha guardato il dito nero pece… e si e’ messo a ridere…

Sono ripartito.

Ho commesso l’errore di comprare un chilo di pesche dal fruttivendolo in Piazza Risorgimento.

Camminare  per Corso Indipendenza con in mano un sacchetto di carta e’ stato considerato un comportamento sospetto da un carroarmato di passaggio.

Nuovo controllo e nuove impronte digitali, non si sono fidati dell’indice gia’ nero della mano destra e hanno voluto annerire quella della mano sinistra.

Dopo il terzo controllo ho buttato il sacchetto in un cestino e questo ha preoccupato moltissimo un posto di blocco in via fiamma.

Mi hanno controllato per la quarta volta.

Per fortuna e’ stata l’ultima!

Alla fine sono arrivato a casa sano e salvo con due dita sporche d’inchiostro in una citta sicuramente sicura.

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5 risposte a “L’ESERCITO A MILANO

  1. Bella!
    tuo fidato lettore, ti vorrei + cattivo cazzo qui ciè la dittatura e tu fai il mollaccione…manname na mail che ti scrivo 2 righe
    ciao tesssssoro!

  2. Gent.mi
    vorrei segnalare una vicenda accaduta lunedì 4 Agosto 2008 e che spero venga tenuta in rilievo.

    Verso le 23.00 di Lunedì sera ricevo la telefonata di mia sorella che mi dice con voce tremante “Puffy è stato morso da un PITBULL”, io e mio marito ci siamo precipitati con il cuore pieno di angoscia di chi sa ormai da tempo che tipo di razza sia “quella”.
    Corsi in una clinica Veterinaria, gli hanno tosato il pelo attorno alle ferite e lo hanno ricucito, è un cane forte, anche se un piccolo meticcio, e fortunatamente ce la farà.
    Il Pitbull appartiene ad un ragazzo che abita proprio nel cortile dove lei era andata a trovare sua suocera, in via Odazio, Milano. Lui afferma che il cane per distrazione (evidentemente tenevano la porta di casa aperta) è scappato giù in cortile, naturalmente senza guinzaglio.
    Bene, uscito dal portone si è precipitato su Puffy azzannandolo con ira senza più mollarlo.
    Mi chiedo se non si possa VIETARE(secondo la legge) di tenere un Pitbull in città, non ha alcun senso avere un cane di una razza giudicata ad alta pericolosità sociale.
    Si mi rendo conto che è un’utopia, ma io provo a scrivervi con la speranza di smuovere qualcosa.
    Del resto secondo la Cassazione i cani devono stare al guinzaglio, pena una multa, ma chi la rispetta veramente??? Nessuno, e nessun vigile nei prati o sulle strade fa alcun controllo al riguardo!
    Stiamo parlando di una città come Milano!
    Si è discusso molto in questi giorni dell’arrivo dell’esercito, si occuperà anche di queste vicende?
    Del resto ho letto che molti militari pattuglieranno a piedi, insieme alle forze dell’ordine in quanto agenti di pubblica sicurezza, allo scopo di far sentire più tranquilli i cittadini. Noi non ci sentiamo né tranquilli né tantomeno sicuri in questa città.

    Dov’è andato a finire il provvedimento voluto da Sirchia per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni da parte di cani potenzialmente pericolosi?
    Se con Puffy ci fosse stato un bambino, sarebbe stata stroncata una vita!
    Manuela

  3. shane recchia

    Comunque si riesce ancora a far la pipi nei vicoli prima di rimettersi in sella e andare a casa.
    E certe volte e’ l’unica cosa che voglio per dilapidare il mio voto

  4. l’importante è farla nei vicoli e non nelle bottiglie durante un concerto in cui si poga….

  5. Io ero li per ascolatare ogni nota, non per pogare, quindi ho deciso che potevo rischiare la vita

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