MEZZA DI MONZA


Sabato in giro per la citta’ col motorino, come sul finire degli anni ottanta – quei pomeriggi in cui correvamo per tutte le strade di Fontane con il ciao blu, miscela al 2%, e i biciclettati aggrappati sull’avambraccio “dai dammi un tiro” “ma che non ci veda mia mamma pero'” – Anche il cielo e’ lo stesso di allora, quel grigio frizzantino d’inizio autunno con innocui sprazzi di sole pallido.

Due nani di ottimo umore percorrono, senza fretta, viale Zara a bordo dei loro motorini sberciati e ammaccati. Hanno vestiti poco alla moda, giacchetti macchiati e scarpe da running.

Monza li accoglie con un mc Donald (dove hanno messo il parmigiano nel big mac, grazie non potevamo farna a meno), un lungo viale, una reggia che sembra Versailles, un parco che pare di essere a Dublino.

La pista dell’autodromo e’ molto piu’ stretta di viale Umbria.

Dal braccio di una gru’ si buttano in coppia aggrappati ad una corda mentre un fanciullo ripete katsate a continuazione al microfono:

“Ci sono modi piu’ simpatici per ammazzarsi piuttosto che sfracellarsi sull’unico zona asfaltata  del parco” sostiene il nano romagnolo – che tradisce una certa emozione.

1976, 1978. Abemus pettoralem.

Banane e pesche al mercato dell’Isola.

L’imbrunire.

E’ il momento di applicare l’infallibile metodo Bukowsky alla preparazione.

Una pinta di Guinnes al Pogue fa al caso nostro.

Il Pogue e’ sempre il pogue, e’ l’unico pub di Milano e non fa nulla per nasconderlo.

Abba, al suo debutto in competizioni ufficiali, azzarda un paio di fagioli alla scoresona come aperitivo – il bastardo conosce gia’ piu’ trucchetti di me!

DOMENICA

Sveglia alle 7.15 – caffe’, tanto.

L’appuntamento e’ dal benzinaio.

Viale Zara e’ preda dei ciclisti che hanno sloggiato i viados dagli incroci.

In fondo, le montagne.

La citta’ dorme, le strade sono attraversato solo da tribu’ in movimento di malati di sport. Sembra di essere tornati ai tempi del rugby a Cesano, al derby della tangenziale con Cernusco, alle trasfertone di Tradate.

Fa freddo, ho perso un altro paio di guanti.

A Monza sono tutti in colonna,

I nostri motorini superano lenti e felici.

Ho scelto la maglia della maratona di Treviso, tanto per darmi un tono.

All’avvio sono sempre tra i piu’ grassi, forse non il piu’ grasso, ma di certo nella top ten.

Abba e’, invece, tirato a lucido. Un’estate di allenamenti romagnoli l’ha trasformato in un etiope dell’Adriatico.

C’e’ un po’ di tensione.

Diarrea per entrambi.

Ci accomodiamo in una toilette nascosta tra i box, quella che Vettel ha usato dopo la vittoria al Gp.

Ops, dobbiamo andare verso la partenza.

Via.

La scichane non si puo’ tagliare.

Siamo tantissimi.

Perdo Abba “io vado tranquillino, per le due ore” che fa il falso modesto e invece mi rimarra’ incollato, di nascosto.

Parco di Monza.

Al terzo chilometro ho il solito problema con cronometro e ipod, non funzionano. Addio tempi, mi devo affidare alle sensazioni.

Mi aggancia a una tizia che sembra seria.

La salutano tutti.

“vai Rita”

Anche quando incrociamo i runnersi forti, in una zona dove tornano indietro.

“vai Rita, dai”

A un certo punto credo di essere Rita.

Al nono chilometro sono convinto di essere a Cardiff.

Il parco pullula di bimbi, mamme gnocche, biciclette, pittori. Seguo un gruppetto compatto, sembra una moule in piedi. Ho la tentazione di buttarmi recuperare il pallone e metterlo a disposizione tra un paio di bestemmie ben assortite.

Mi manca l’odore del fango e le tacchettate sui piedi gelati d’inverno.

Una salita mi spezza le gambe.

10 km, dovrei essere veloce, almeno credo.

Supero Manlio, il mitico Gasparotto, con i suoi adepti.

Li seguo per qualche minuto, giusto per rubare le loro chiacchere.

Splendido il Gaspa, scopro che abbiamo lo stesso fisico infelice.

Mi accodo ad un’altra fanciulla , gli uomini per il momento mi superano tutti. Sbuffa, sbuffa.

Al tredicesimo chilometro sto ancora benissimo e la mollo.

Attacco l’Ipod

Orgasmo.

Quattro chilometri di orgasmo con fabri fibra…

Bugiardo…

Bugiardo…

Poi in italia…in italia…

E, il tormentone, badabum cha cha…

Ballo scatenato

Sto volando, probabimente sto esagerando.

Quando Michael Stipe attacca nelle mie orecchie …

Supernatural superserious…

Canto a sguarciagola, ah come me la godo.

Al 18esimo inizio a sentire la fatica,

Al 19esimo vorrei dare tutto ma non ne ho piu’.

Provo a mantenere un ritmo decoroso, due sottopassi mi ammazzano.

20km, un paio di applausi sparsi di chi ha gia’ ritirato il pacco gara, bastardi.

Si ritorna nel circuito per l’ultima curva, la parabolica.

Sono accanto ad un tizio con un fularino giallo al collo, non puo’ arrivare prima di me.

Attacco lungo una volata, lui accusa il colpo ma resiste.

Sono partito troppo presto.

Mi supera facile,

Ultimi 200 metri,

Ultimi 100.

Vedo il tabellone: 1.49 – vuol dire che nel real time sono ben al di sotto del fatidico 1.50.

Tiro gli ultimi 50 metri.

Ho esagerato come sempre, arrivo bello sfinito.

1.48″17, nuovo personale

Mi metto ad aspettare Abba,

Lo stronzo giunge dopo pochissimo: 1.51.00 al debutto.

A Milano sara’ durissima stargli davanti.

3 h 45 m pero’ ci possiamo provare.

E andiamo….

 

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