DIARIO DI CRISI


Da un block notes recuperato in un cestino di Piazza San Babila dal nostro inviato spazzino da H&M, Jiulio Rodriguez di Quito.

 

DIARIO DI UN CRONISTA NEL MEZZO DELLA CRISI –

 

Non ho avuto tempo per lavare le camicie e oggi mi trovo a dover nascondere, sotto alla stessa giacca – quella buona – che uso da una settimana, una camicia di lino estivo. Ho freddo.

Dopo il fine settimana passato all’ombra di una banca bevendo cioccolata calda, dopo una domenica notte passata in una redazione deserta, dopo la sveglia all’alba di lunedi’ con una telefonata da parte della banca stessa  per correre ad intervistare il malato moribondo: “ti disturbo?” “No stavo gia’ dormendo da quattro ore…” , e’ arrivato il momento di andare a sentire il polso dei passanti.

(ma come cazzo si fa a scrivere “andare a sentire il polso dei passanti. ndr)

Corso Vittorio Emanuele, undici del mattino, violento col microfono managers e turisti, pensionati e adolescenti, anzi no gli adolescenti li lascio perdere che catso vuoi che sappiano della crisi del credito ‘sti quattro ragazzini che hanno bruciato a scuola e si vestono come si addobbava Madonna negli anni Ottanta.

Annoto alcune risposte:

“Certo che siamo preoccupati: il mutuo, i soldi in banca, i prestiti per le imprese, nessuno si puo’ chiamare fuori.” dicono quasi tutti.

E pure c’e’ chi se ne frega:

“Per noi non cambia nulla, siamo ricchi, poi non siamo garantiti dal nostro grande presidente Silvio Berlusconi. Ma lei perche’ fa queste domande? E’ della sinistra?”

“Sono un giornalista”

“Guardi che mica i poveri diventeranno ricchi ah ah ah”

Mi dicono due abbronzati e incarta-pecoriti cinquantenni (parole testuali giuro).

“Per una volta e’ meglio essere poveri, non c’ho na lira che voi che me freghi della crisi…”

“Io non ho una soldo in banca, li spendo tutti…faccio shopping”

Ma a spiegare esattamente cosa succede e’ un’altro.

“Scusi parla inglese? “

“Un po…”

“Are you worried?”

“senta non so come si dice in inglese, ma qui hanno messo la merda nel ventilatore e ora il ventilatore la sta sparando dappertutto….”

Chiaro, molto chiaro.

 

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Una risposta a “DIARIO DI CRISI

  1. eh ma uolter ieri a ballarò gliene ha dette quattro a silvio: “sono(1) disponibile(2) a(3) collaborare(4)”

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