La Vani (5) da ‘Sti Kazzi.


Sti kazzi is back. Il romanzo di Emilio, premio strega 2009, torna ad allietare il lunedi piovoso dei lettori di diario minimo. pag 93/95

 LA VANI (5).

 

Volo, volo, volo ….

Che palle, sono in ultra-mega-stra-ritardo.

Pensare che ero stata velocissima: doccia lampo senza lavare i capelli e scelta dell’abito fulminea, nessun rimpianto ne ripensamento

Avevo anche subito trovato nel cassetto il perizoma adatto, quello viola con fiorellini bianchi, mentre le scarpe di vernice col tacco 8 mi aspettavano da giorni ai piedi del letto.

Non credevo ai miei occhi, lavani puntuale!

Mi ha fregato lo specchio e, soprattutto, un ponfetto comparso all’improvviso sotto allo zigomo sinistro.

L’ho scovato mentre mettevo il rimmel e ne sono rimasta profondamente disgustata. Dopo averlo studiato con grande attenzione mi sono decisa ad attaccarlo.

Sono arrivata a scavare sino alla carne viva . Non mi sono fermata neanche quando ho visto una lacrima bagnarmi le guance . Solo la comparsa del sangue al posto del ponfetto ha interrotto la mia furia.

L’ho eliminato, il bastardo.

A quel punto ho dovuto ricostruire la zona con abbondante uso di correttore. Operazione complessa e molto delicata : coprire il buco senza mettere due chili di crema marrone su una ferita aperta.  C’ho messo tutto il tempo necessario.

Solo una volta raggiunto un risultato soddisfacente ho osato guardare colpevolmente l’orologio.

Lancette implacabili!

Peggio di ogni piu’ funesta previsione.

In quel preciso istante sarei gia’ dovuta essere al ristorante a sorridere ai Signori Babybimbo e invece mi trovavo, in asciugamano, di fronte allo specchio del cesso.

Merda merda merda merda merda merda….

Urge messaggino.

“ritardo!a Luca Marchi.

Inizio a vestirmi furiosamente e sono sicura che rompero’ le calze 20 denari prima di essere in macchina.

Bip. Bip.

Messagino.

Da: Luca Marchi

“sono friulani, loro non sono in ritardo. stanno parcheggiando… muoviti”

Merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda!

Borbotto mentre infilo le scarpe e trotto nel corridoio.

Sorvolo Emilio.

E’ solo in cucina, un bicchiere di rosso in un baloon Ikea nella mano destra di fronte a una tavola imbandita per cinque. Sul tavolo noto riposte con finta noncuranza un’immensa focaccia fumante al rosmarino, un tagliere di crudo e un paio di ciotoline di olive verdi. Nel decanter prende aria del vino rosso.

La luce e’ calda, la stanza e’ illuminata con candele e faretti. Emilio ha fatto proprio le cose per bene per la nostra riunione di famiglia ma non ho tempo neanche per dargli un minimo di soddisfazione…

“Cazzo, mi perdo una cenona…” gli dico mentre mi catapulto fuori dalla porta. Colgo uno sguardo malinconico… Emilio…

Praticamente rotolo per le scale e quasi finisco in braccio al Merda, il figlio della SignoraVisentin.

“scusi” … “ah scusa” dico quando capisco che e’ lui dalla quantita’ esagerata di Davidoff per Homme che emana.

“stavo salendo per portarvi le spese condominiali…” sento che mi dice ma io sono gia’ oltre, oltre dieci passi sul ghiaino, oltre la portiere, dentro la Ka che e’ gia’ partita con Raf che canta “self control” da “Radio ottanta e novanta, I piu’ bei successi degli anni piu’ belli”.

“I want your self, I want your self control…”

Volo, volo, volo.

Sgommo mentre penso che quel cazzo di LucaMarchi non ha alcun diritto di rompermi i coglioni perche’ sono in ritardo, ‘che sta sera non dovevo mica andarci io a stacazzo di cena co sti cazzo di baby bimbo del cazzo che ha me i bimbi piccoli stanno pure sui coglioni.

Accelero uscendo dal parcheggio e per poco non uccido un ragazzo di colore sulla sua bicicletta, c’aveva pure il fanale acceso il poveretto. Inchiodo con il cofano gia’ sulla sua ruota anteriore.

Per fortuna non cade.

Mi fermo. Scendo.

Ha una faccia sconvolta e una giacca della tuta del Us Silea Calcio.

“scusa, cazzo, merda, merda, cazzo.” ” Tutt’apposto? ” lo guardo lo tocco, usti che bicipiti.” “cazzo, merda, merda, merda… scusami tanto, per fortuna ho frenato in tempo.”

La ruota della bici davanti e’ completamente imberlata,. Inutilizzabile.

“Oh cazzo! Tutto a posto? Ok?”

“yes si but bici…”

“si cazzo, come facciamo. Te la pago non ti preoccupare. Ti do il mio numero che adesso sono di frettissima… “

Apro la borsa cerco un biglietto, trovo solo fazzoletti scottex che profumano di camomilla.

Ne prendo uno, ecco un matita.

Scrivo, incido sul fazzoletto, Lavani 335 9854 123.

Tieni, chiamami pure quando vuoi per dirmi quanto ti devo…

Mi guarda perplesso…

“Ok, money. Schei. Ma io come andare go home now?”

“Ah cazzo, merda, cazzo. Go home! E mo come cazzo facciamo. Dove abiti? Where do you live?”

“Marocco”
“Marocco???????? Ti facevo nigeriano o senegalese. No no no, non da dove vieni. Dove abiti?
Where is your home here qui a Treviso?

Ride .

“Marocco, Marocco di Mogliano closed to A27 autostrada.”

Marocco di Mogliano? E dove lavori?

“Here Villorba…”

“E vai in bici? Saranno un sacco di chilometri ad andare e tornare…. con sto tempo…”

“i like mi piace nebbia, pioggia e bici…..”

“Ah.”

Mando messaggino a Luca marchi:

“Ho fatto un incidente. In ritardo di 30 min”

Poi spengo il telefono.

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