Milano marathon:


L’ho sfidata e mi ha annientato. Ha vinto lei, la stronza. Sun sciupa’ in piazzale Accursio. Stop, finito, non avevo piu’ un briciolo d’energia. I pace maker hanno iniziato a superarmi con i loro palloncini gialli, inesorabili, uno dopo l’altro. Stavo per prendere il primo tram ma mi son venute in mente tutte quelle trasferte col Cesano o col Rubano, tutti quegli ottanta minuti in prima linea con la mischia che indietreggia e lo sai che non la vincerai mai quella partita ma provi a tallonarle tutti e chiami gli altri otto bestioni e anche se sei sotto di cinquanta punti ripeti a te e a tutti che noi “nun mullemo mai”. E allora un passo dopo l’altro ho fatto quattro chilometri di calvario, camminando lento tra gli incorraggiamenti dei ragazzi dell’organizzazione. Qualche lacrima forse, o era sudore. All’arrivo la signora Krugman si sbracciava per incitarmi, come se fossi il primo, come se la stessi vincendo. Perche’ le maratone non si perdono, si vincono sempre.

Poi quando mi riprendo te la racconto tutta, tuo emilio.

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2 risposte a “Milano marathon:

  1. Sei un figo

  2. quando la racconti non lesinare particolari sulla santanché e gli altri vip italici presenti

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