MILAN …


NAVIGLIO GRANDE

IL RISOTTO ALLA MILANESE

La leggenda colloca la nascita del “riso alla milanese” in una data precisa:
l’otto settembre 1574. Per quel giorno il mastro vetraio belga Valerio di
Fiandra aveva fissato le nozze di sua figlia. La festa della nascita di Maria era
anche la festa della Cattedrale dedicata a Maria Nascente. Quella data,
evidentemente, aveva un valore speciale per lui che lavorava alle vetrate del
Duomo, in particolare quelle con gli episodi della vita di Sant’Elena.
Durante il pranzo di nozze comparve un piatto di riso colorato con lo
afferano, materiale che la squadra di vetrai belgi al seguito di mastro Valerio
era solita aggiungere a molti colori per creare particolari effetti cromatici.
Il riso così preparato, forse per scherzo, piacque a tutti, sia per il sapore che
per il colore, in un’epoca in cui si attribuiva all’oro, o in sua mancanza alle
sostanze gialle, un’importanza anche farmacologica, ragione per la quale,
talvolta, la polvere d’oro veniva aggiunta ai cibi e, più spesso, si utilizzavano i
tuorli delle uova, tecniche di panatura, lo zafferano, che davano alle pietanze
un caldo colore giallo. Subito questo nuovo modo di preparare il riso si diffuse
in tutta la città

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