Threadneedle street


LA CITY ASSEDIATA – IL RACCONTO DI UN ITALIANO EMIGRATO NELLA SHINING LONDON

Prima la rabbia ti veniva dal di dentro, adesso la vedi li fuori. Come spesso capita, e’ furiosa, cattiva e senza senso. Prende tutto quello che trova e travolge chi si trova di fronte , senza fare distinzioni. E’ due anni che nelle vetrate delle city di tutto il mondo ci si caga sotto ma si continuano ad incassare lauti stipendi e, fino a pochi mesi fa, bonus da capogiro. Soldi, tanti, tantissimi. “Non sappiamo come spenderli alla fine…” Mi raccontava una ragazza italiana nella shining London di fine anni novanta. “Lavoriamo praticamente sette giorni su sette, l’autista mi porta a casa a mezzanotte. Una pizza sul divano, qualche ora di sonno e si ricomincia. Nelle settimane in cui c’e’ da finire un progetto poi non ci sono orari… Riesco a fare una settimana di vacanza, due, all’anno. Cerco di spendere il piu’ possibile con un viaggio di mega lusso ai caraibi…”.  Quella domenica mattina, guardano la faccia stravolta che consultava un menu’ del brunch in un ristorante da ricchi  non l’ho invidiata. Era un banker, una delle padrone della city.

Schiere di ragazzini con la cravatta viola pronti a cavalcare la tigre della finanza. Se resisti a quarant’anni sei miliardario…Ma la bolla prima o poi scoppia. E quando scoppia sono cazzi. Le prime avvisaglie sono dell’estate del 2007 ma all’inizio in pochi ci credono. Poi la paura arriva dall’America, le borse crollano re iniziano i “tagli di costo” che significa  licenziamenti….

Ci si conta ogni mattina, si teme ogni telefonata con prefisso d’oltre oceano…Ma sai che prima o poi tocchera’ anche a te o, se sei fortunato, a chi ti siede accanto, davanti, dietro… L’estate scorsa una boccata d’ossigeno, c’e’ chi spera di aver passato la bufera, che tutto tornera’ come prima…Ma a settembre fanno fallire Lehman e qui comincia il vero e proprio panico. Le mail d’addio sempre di piu’… la terra brucia attorno e colpisce tutti,  non solo i ragazzini milionari e gli squali che ci stanno sopra. Alla fine tocca anche a noi, qui nella periferia dell’impero.

In pochi capiscono, all’inizio. Parlo di quelli che vivono al di fuori del mondo della finanza. La crisi qui l’abbiamo vissuta con almeno un anno d’anticipo. Uscivi dall’ufficio terrorizzato e scoprivi che li fuori non era ancora cambiato niente. La rabbia di chi sfascia adesso le vetrine,  l’abbiamo provata con largo anticipo. Mi ricordo un grosso gestore di fondi che mi raccontava di un bookmaker finanziario che ti faceva scommettere in quale nazione sarebbero scoppiate le prime rivolte. Sara’ stato un anno fa.

In Threadleniddle street sono stato in albergo, era il giorno delle bombe in metropolitana, la city aveva meno paura di adesso.

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