NICE JE T’AIME, MEZZA DI NIZZA…


 

Prima o poi dovevo superare la disfatta di Piazzale Accursio, quel maledetto 37esimo chilometro di fine novembre, raggiunto e schiantato dal “battaglione quattro ore” mentre un cappellino giallo del CesanoBosconeRugby e un figlio-di- puttana-incollato-al-culo-di-una-cicciona sprintavano verso la Gloria eterna.

Confermato il mio peso fuori forma alla visita medica agonistica  

(Dott.ssa – “Ma, Kurgman l’hanno scorso le avevo scritto di controllare il peso…. “

K – “Eh, beh. Piu’ controllato di cosi’, peso al grammo esattamente come dodici mesi fa, le sembra poco? ” )

scelgo di espatriare verso il buen ritiro della Cote d’Azur per ri-provare una mezza maratona lontano dalle pressioni della metropoli meneghina.

Non potevo scegliere location migliore, la promenade di Nizza, ospite dei Coniugi Tilt.

I Tilt, trentasettenni pensionati amerikani, hanno abbandonato lo smog Milanese per passare gli ultimi sessant’anni della loro vita sulla Promenade di Nice dove mangiano solo verdure biologiche, zenzero e sale non trattato chimicamente. Sono astemi, vegetariani, organici, non fumano, vanno a letto presto e ogni mattina bevono mezzo litro di centrifuga di carote, mele, patate dolci e rape rosse crude ancora con la terra addosso.

Ospiti migliori per un pre-maratona salutista non possono esistere.

Passo la vigilia a cercare di corrompere Markus Tilt, che correra’ con me la sua prima mezza maratona.

La Sig.ra Krugman, forzatamente quasi astemia, non puo’ essermi di grande aiuto.
Mi ritrovo cosi’ costretto a bere da solo una mezza bottiglia di Bordaux Cahteuax di sto caz mangiando grassi formaggi di capra mentre ammiriamo all’imbrunire nuvoloni carichi di pioggia dispiegarsi sul golfo di Nizza.

I gabbiani, volando radenti sulle nostre teste al settimo piano, annunciano tempesta.

Un tuono mi sveglia in piena notte, poi la pioggia scrosciante.

Passo le prime ore del diciannove aprile a girarmi nel letto pensando alle possibili variazioni per pioggia del mio elegante completo da mezzo maratoneta.

Ma il mattino spazza le nubi.

Mi tracanno la centrifuga “de la maison Tilt” appena sveglio. Sembra di mangiare un orto intero, compresa la torba. Squisito!

Inizio il riscaldamento…. In bagno.

Una, due, tre, quattro ripetute ner cess dei Tilt

Non mi faccio mancare neanche dei super fetenti bagni chimici alla partenza, eau de provence…

Partiamo praticamente per ultimi in una gara troppo affollata. Il primo chilometro si cammina tra giunoniche russe in cerca di marito, grossi culi che parlano inglese, terze linee d’oltre mare e corridori della brianza, che non mancano in nessuna corsa del globo.

Terzo, quarto e quinto chilometro passati a cercare di guadagnare posizioni sul marciapiede tra baguette, fumatori di sigari e vigili nizzardi molto seri.

Al quinto chilometro sono ancora in pieno zig zag tra i culi e le pozzanghere.

Una la centro in pieno – pozzanghera non Russa in cerca di marito -primo bagno della stagione.

Al settimo chilometro intravedo lontano davanti a me il gruppo delle due ore con bandierina in testa.

Supero un papa’ che corre portando una bimba nella carrozzina.

Passiamo dal Porto di Nizza sbirciando gli yacht targati Qatar.

Nono chilometro. Finalmente si riesce a correre, il popolo dei 10km – c’e’ anche la gara su questa distanza – defluisce verso il rinfresco. Era ora!

Io inizio a macinare.

11km, un ora e zero uno.

Il tempo conta poco, sto bene e sta diventanto divertente.

Passiamo sotto casa Tilt dove mi sbraccio per salutare Madame Tilt e la giunonica Krugman in terrazza. (“giunonica sara’ tua sorella” aggiunge la K.)

Ciaoooooooooooooo

Poi mi fermo a pisciare tra le palme.

Raggiungo il gruppo delle due ore.

Vanno piano.

Attacco la musica,

“A chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede piu’….a anche per me”

Vado, cantando con Fossati e supero, supero, supero.

Ai 15 km si arriva in fondo al golfo, giro di boa e si ritorna verso il centro, sempre sulla promenade.

Incrocio Markus Tilt, indietro di un paio di chilometri.

Lo trovo fresco come una rosa.

Gli passo il mio Gatorade,

Meglio di Coppi e Bartali.

Riparto di slancio.

E’ il momento di lasciarmi andare.

Nell Ipod parte “I will surive” fatta dai Cake, la colonna sonora del mio inverno, quello in cui mi alzavo ogni mattino chiedendomi se quello sarebbe stato il mio ultimo giorno di lavoro dagli Amerikani.

“I should change my fucking live…”

Corro contro sole, lacrime e sudore mi rigano il volto.

Raggiungo gruppetti di runners e cerco di portarli con me.

Mi sento un apostolo della mezza maratona…

“Andiamo, andiamo…” urlo e dico a tutti di seguirmi scattando verso il Paradiso.

Mi supera una ragazza coi capelli corti.

Eh no, dove cazzo credi di andare.

La seguo , la raggiungo

“Are we human o are we dancer?”

Scatto e la lascio sul posto.

Vedo il Negresco,

19esimo.

20esimo.

Ah come godo.

Incrocio la signora Krugman e la Madame Tilt che camminano spedite – in ritardo-  per assistere al mio arrivo.

“Bravo…. Ciao……..”

Tappeto azzurro per gli ultimi metri.

1 ore et 53 minute, allez le blue’…

Da Nice si ricomincia.

Dopo qualche minuto arriva soddisfatto ma finito anche il signor Tilt alla sua prima mezza.

Alcol e sigarette battono ancora centrifughe organiche e riso integrale!

 

* Post letto e corretto da Sig.ra K.

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4 risposte a “NICE JE T’AIME, MEZZA DI NIZZA…

  1. eh no, proprio giunonica no! ;-)

  2. Dorando Pietri

    Bravo, vieni a NY? 1 novembre.

  3. la mezza di Milano l’avevi fatta in 1,56.01!
    potevi fare meglio. Andiamo a NY da Dorando!

  4. complimenti. Ti avessi incontrato ieri probabilmente non avrei finito la gara e mi sarei perso a ridere sulla Promenade.

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