EMILIO SFIDA MOURINHO


In Italia ci sono solo due persone che competono con Emilio Krugman, che qui scrive addirittura in terza persona, quanto a Ego smisurato. Una sceglie le ragazzine da invitare alle sue feste sarde di Capodanno sfogliando i book fotografici che gli porta un amico giornalista; l’altra si permette di definire “prostitute intellettuali” la potentissima compagine dei giornalisti sportivi e di prendere per il culo gli “zsero tituli” delle squadre avversarie: Juventus, Milan e Roma, ovvero la trinita’. In attesa di una pizza quattro stagioni al Bar Sport di Carita’ di Villorba con Silvio Berlusconi, il nostro Krugman e’ andato a sfidare di persona José Mário dos Santos Mourinho Félix nella sua tana di Appiano Gentile. Diario Minimo vi svela il retroscena dell’incontro.

 (Milano 23 Maggio)  – Sul lungo muro di cinta del campo dell’Us Guanzatese, un’enorme scritta di vernice bianca: V I V A   N  E  S  S  U N O. Un esercito di bambini corre per la provinciale nel verde, ognuno con in testa un cappellino giallo fosforescente. Li evito zigzagando.

Alla prima rotonda di Appiano Gentile, il paese ne e’ circondato, si capisce subito di essere arrivati a casa dell’Inter. Dal secondo piano di una villetta scrostata pendono decine di maglie, bandiere e sciarpe nerazzurre.

Per arrivare ai campi di quella che, prima dello scandalo di calciopoli, era la squadra sfigata che non vinceva mai, vanno seguite le indicazioni per il ristorante del golf club La Pinetina.

Mi fermo davanti al cancello. Sembra di essere all’imbarco di un traghetto. Una fila di furgoncini con padella satillitare, macchine griffate dalle effigi di tv locali e macchinoni di giornalisti affermati aspetta in coda di poter varcare l’ingresso del centro sportive intitolato ad Angelo Moratti.

Un banchetto vende maglie dell’inter taroccate.

Una presentatrice di tv lombarda raccoglie complimenti sperticati da un gruppo di pensionati: bella e brava, brava e bella!

Si entra in carovana. Parcheggio il Vespone ammaccato proprio di fronte all’ingresso, srotolo i cavi che hanno tenuto incollati al mezzo telecamere e cavalletto nel mio viaggio in autostrada. Una telefonata mi mette una gran fretta: “Sbrigati, il mister ti aspetta per due domande prima che inizi la conferenza.”

Entro trafelato. Decine di cameraman stanno montando i loro betoni. I loro giornalisti s’ingozzano di tranci di pizza unta e lattine di Coca-Cola.

Arrivano due uomini in perfetto gessato blu. Ci sono trentacinque gradi all’ombra ma loro sono impeccabili, cravatta ben stretta, giacca senza una piega.

“Tieniti prontissimo qui dietro alla porta. Appena il mister e’ disponibile ti faccio entrare”, mi ordina il piu’ giovane, slanciato e abbronzato dei due.

La porta si apre. Entro con la mia camerina e trepiedino. I due uomini con l’abito gessato mi portano di fronte a un uomo brizzolato, con una maglia bianca scudettata, quasi un pigiama, lo sguardo stanco, le borse sotto agli occhi.

“E questo sarebbe lo special One Jose’ Mourinho?” mi chiedo mentre sento sullo sfondo rumori da mensa e svacco post prandiale di una squadra di sballoneri.

I due uomini in gessato gli spiegano chi sono mostrando dal blackbarry le domande che gli devo porre.

Lui mi squadra dall’alto al basso e per un attimo mi sembra di cogliere quelo suo sguardo da stronzo che l’ha reso famoso. 

Si avvicina un ragazzone alto alto, piuttosto muscoloso, con la faccia da zingaro. … Eh eh mister mister!!! dice lui per scherzare.

Lo special one lo zittisce.  Ibrahimovic se ne va via abbacchiato. Il ragazzo guadagna un milione di euro al mese. Il suo allenatore qualche centinaia di migliaia di euro in meno. Anche io .

Iniziamo l’intervista, e’ preparatissimo. Risponde a tono, guarda dritto in camera. Non mi degna della minima attenzione.

Esco frastornato, Mourinho inizia la conferenza stampa, quella vera. E’ uno splendido attore, “resto al  99,9%….ho una piccola tentanzione…..non sono ipocrita………” la platea dei cronisti e’ conquistata, lo special One usa bastone e carota e, quando non vuole rispondere, fa finta di non capire. Poi si alza, saluta e se ne va.

Il mio ego si fa piccolo piccolo. Risalgo sulla mia vespa e parto lento, il sole brucia, il mio sabato deve ancora cominciare.

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4 risposte a “EMILIO SFIDA MOURINHO

  1. Ilaria (la) Da (all') Amico

    Sono fiera di te(tte)
    tifo inter
    e se fosse in me(nne) cimmino,
    sotto la doccia, dopol a pilsner
    ti farebbe un bel regalino

  2. Bellissimo commento

  3. Certo che farsi gli autocomplimenti e’ un peccato anche superioore rispetto alla masturbazione bloggatica del krugman che scrive in terza persona.
    Ser Recchia in Europa!

  4. Belpietro Belpaese

    Si vergogni, lei non da lezioni di indipendenza a nessuno!!!!! Povca puttana e povca tvoia

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