TORNANDO IN VESPA


Dieci anni fa leggevo di fronte a una vecchia telecamera grigia che la classifica di serie A e’ offerta dai cantieri navali Marina San Giorgio a San Giorgio di Nogaro che vi ricordano: in acqua dolce e’ meglio. Il mio amico Giars faceva la naja a Padova e mi guardava accanto a una maggiorata rifatta con l’asciella violenta e si chiedeva cosa cazzo ci faveva li a Sarmeola di Rubano uno che aveva anche amato le teorie di Shumpeter. Giars , le donne di Giars, travagliano lunedi.

Abitavo in un appartamento di 12 mq piu’ soppalco, pagato dai miei, con la Signora K. che si doveva lauerare studiando la drosofila per un professore con i calzini rossi. Intervistavo l’assessore di Abano Terme, m’inventavo l’oroscopo per il televideo – sagittario: bevete  meno bibite gassate – e guidavo una punto cabrio con 200 mila chilometri.

Non avrei mai pensato che dieci anni dopo sarei tornatoverso casa dal matrimonio del GG. alla cascina monlue’, tutto sudato, a bordo di una vespa ferita sulle Meteore  e che casa sarebe stata Milano. Si beh, tutto sudato lo potevo immagnare. Che sarei andato di fretta, con un sacchetto di plastica del Pam colmo di doni da portare alla Signora K,  mia moglie, e alla Signorina K, mia figlia, no. Torta nuziale e cannoli per la signora K., un maglioncione peruviano per la singorina k.

One step beyond mi fa sempre lo stesso effetto, non so resistere allo ska e le mie ghiandole sudorifere lo sanno.

Il mio amico emigrante mi bacia sulle guance, dieci anni fa non salutava neanche, e porta regali, belli.  Quindici anni fa  buttava la spazzatura sul nostro balcone per non fare la differenziata, e  io con lui. Parla con accento spagnolo, dice noi in Peru’.

Il padre di B. ha scoperto che nella vita c’e’ ancora qualcosa che lo eccita. Passiamo la sera a scegliere i tre uomini e le tre donne piu’ sexy della festa. Io trovo un uomo sexy e una donna, a stento, ma ho troppo sonno per concentrarmi. Bevo tre caffe’ di fila, voglio tornare a casa con i regali. Da ogni viaggio bisogna portare dei doni, ogni ritorno e’ una festa.

Mi fermo in un bar di frontiera con un uomo con un occhio solo all’ingresso. Bossi ha detto a Fini di metterseli in salotto i clandestini, cosa vuoi? Marlborolight e caramelle alla menta. Alla radio musiche di Morricone che sembra di essere in un western metropoitano. il barista raccoglie gratta e vinci usati che non si sa mai che lascino qui quelli buoni. Faccio la rotonda, non piove piu’.

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