LA MIA MARATONA DI VENEXIA


 

Km zero: rubo vasellina lasciata sull’asflato e me la spalmo sui capezzoli e tra le cosce. Salto il guardarail. Piscio nel Brenta, di fronte una bandiera di San Marco e una vecia sul balcon, mentre il gruppo delle top runners donne corre dall’altra parte della strada. Una etiope che pesa meno della signorina K. a due mesi di vita mi fa l’occhiolino – allucinazione pre gara –

km 11. “Ghe voria un bel piatin de sopressa e vin bon eh?”  un vecchietto mi spiega di fronte ad un osteria. Dalla cucina riconosco odore di seppioline alla griglia con poenta bianca.

km 12. Cafe? “coretto grassie”

km 19: Malcontenta.  Mangio un riluttante gel di carboidrati gusto all-barries. Nel tentar di non vomitare metto male la caviglia destra, sento un crack, distorisione. “Continua a correre che ti passa Nano”, penso.

Km 20.  Marghera. Suona la sirena di fine turno al petrolchimico. Non esce praticamente nessuno dal vecchio mostro morente.

Km 27: “Siete tutti Kenioti” , cartello in uscita da Mestre.

Km 28. prime visioni mistiche: “Dove casso corri mona???”  compare per la prima volta il mio guru cattivo a ricordarmi l’insensatezza del gesto.

Km 30. Un signore anziano regala caramelle al miele, le stesse che dispensavo in sala parto alla signora krugman, a ogni corridore

Km35. Venezie e’ sempre piu’ lontana. Caviglia dolente, forza di volonta’ scomparente.

Km 37. cammino.

Km38. Supero un tre-quarti ala della tarvisium. Un tallonatore fallito che supera un apertura in una gara di corsa e’ un evento da ricordare.

Km39: telefono. “Ciao signora K. sto camminando verso Venezia. Co rivo rivo…” “Bravissimo” risponde, l’adoro!

Km 39,2. Zattere. La laguna, il sole, la Giudecca, Venexia. Ritrovo energie, meno diciassette ponti. Inizio a correre indiavolato. Cerco di portare con me al traguardo tutti quelli che incontro.

Km41. i ponti sono zeppi di gente che ci incita, io chiamo ole da stadio, urlo grido, dai dai dai…

Km 42, ecco la signora K. all’arrivo. Ballo, danzo, faccio il coglione. Proprio me li godo questi ultimi 195 metri.

4 ore e 01.

48 ore dopo: zoppico, la caviglia destra pulsa, i polpacci in fiamme, mi tirano muscoli che non ricordavo. Non vedo l’ora di fare la prossima. Stoccolma 2010 per continuare il giro delle maratone delle mie radici?

Annunci

Una risposta a “LA MIA MARATONA DI VENEXIA

  1. ma che radici hai con la maratona di Milano?
    diamoci al triatlon!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...