LIBERAZIONE


Il 25 Aprile, nei miei ricordi di bambino, è la festa del Capitel di Fontane, la corsa di 11 chilometri, il percorso segnato sull’asfalto di campagna con la vernice bianca,  le costicine col vin rosso acido, il boccolo di San Marco a Venexia, una rosa e libro in dono mica la liberzione dal nazifascimo… e poi mi domando come mai nel Nord Est la lega prende il 99 percento dei voti e il restante 1% va a Forza Nuova.

25Aprile 2010. Cavalco  la Vespa rossa, che riporta sulla fiancata i segni della caduta alle Meteore nel viaggio di nozze, lungo viale Melchiorre Gioia. Dalla periferia guida lenta verso il centro una carovana di auto con la bandiera tricolore. La prima della fila ha un megafono che spara a tutto volume… “Oh partigiano, portami via che mi sento di morir…”  In coda una macchina con i vessili del PD: o sono di padova o si riferiscono alla nota bestemmia, non credo siano gli ultimi vietcong di un partito mai nato.

Naviglio della Martesana.  Sopra al circolo Arci si bevono gia’ i primi bianchetti del mattino. Oggi si festeggia, noi corriamo. Al ponte di Viale Padova vecchi alpini seduti su sedie di plastica con in mano  un tricolore  aspettano la banda comunale. La bandiera dell’Italia e’ stesa su tutto il ponte. Due indiani vendono giocattoli rosa made in Cina e ombrelli. C’è un sole che spacca le pietre, neanche un bar aperto per defecare, alberi i fiore, biciclette e tricicli.

Corriamo. Niki Vendola mi piace “agli stranieri che arrivano in Italia dovremmo chiedere: raccontami la tua storia, non cercargli i documenti e poi piazzarli nei centri di permanenza temporanei per essere espulsi.” A Crescenzago un signore incattivito mi consegna un volantino contro il campo rom. Non smetto di correre. Pausa bisogno grosso. Incontriamo un bimbo e due ragazzini del campo. Il piccino avra’ cinque anni. Ci fissa con sguardo di sfida: “Guarda che ti sborrrro in bocca!” ci grida.

Ponte sul Lambro, solito inconfondibile profumo di detersivo avariato. Schiuma bianca nelle chiuse del fiume. C’e’ un ragazzo che pesca, tutto concentrato, proprio in quel punto. Sullo sfondo un inceneritore e le antenne della tv del Caro Leader.

Vimodrone. Un baby pensionato grasso fa Tai Chi nel parco nuovo dopo la tangenziale tutto vestito di bianco, un cagnolino cattivo gli sbraita addosso la sua rabbia, non si scompone. Per il 25 aprile e’ previsto un concerto di musica da ballo liscio.

Di ritorno sul ponte della Martesana. E’ arrivata la banda. “Una mattina, mi son svegliato….”.  Ad ascoltarla ciclisti e veterani, veci e bimbi in braccio  a giovani madri. “E ho trovato l’inavsor”. Mi da’ la forza per l’ultimo scatto.

Corso Venezia. Accompagno la signorina K. alla sua prima manifestazione del 25 aprile perche’ e’ importante non dimenticare. Lei dorme nel suo passeggino griffato incurante del fatto che “Io sto con emergency”, delle bandiere della Cgil, delle croci dei campi di sterminio, dei nomi dei bimbi milanesi uccisi ad Aschwitz recitati ad alta voce da un gruppo di scout. La piccola K. dorme anche di fronte alle mega casse dei centri sociali. La musica non è cambiata negli ultimi vent’anni, conosco tutte le canzoni. La piu’ recente rimane “ho un rigulgito anti-fascista”.

Parco fighetto di Via Palestr riservato ai bimbi ed i loro accompagnatori: un’integerrima guardia regionale caccia tutti gli adulti senza minori di dodi’ani al seguito. Tengo in braccio e bacio la piccola K. giusto per far capire che non stiamo trasgredendo le regole. Stiamo in coda per l’altalena, un paio di genitori fanno i furbi e ci fregano il posto.

Passa Ilaria D’Amico con il suo pupetto, un’amica che fuma e la decima di reggiseno. E’ tutta vestita di nero con degli stivaloni autunnali. Avra’ i piedi sudatissimi, puzzeranno da morire, penso a ogni suo passaggio.

Chiamo i nonni maschi della piccola K. Al parco c’e’ il loro sexsymbol, forse e’ la volta che prendono il treno per Milano.

Ripasso per corso Venezia che la manifestà è già in Duomo, c’è un vecchissimo partigiano con la camicia rossa, la faccia segnata dalle rughe, che litiga con il blocca sterzo del suo scooter. Il camioncio dei panini chimici vende le ultime haineken calde.

Andiamo a casa a impastare la pizza.

25 aprile 2010. 

Sotto l’ombra di un bel fior!!!

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Una risposta a “LIBERAZIONE

  1. vergogna. forza milan

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