L’ANNO DEI MELONI DOLCI


L’ANNO DEI MELONI DOLCI – LA MEGLIO GIOVENTU’

Se l’estate 2009 e’ passata alla storia come la stagione delle mignotte – anche se a distanza di un anno il paese si e’ completamente scordato le gesta del Caro Leader sul lettone di Putin – il 2010 verrà ricordato per i suoi meloni dolcissimi. Presi al mercato di Via Fiamma, al supermercato nella zona industriale di Jesolo Lido o al fruttivendolo gioiellerie, i meloni del 2010 sono tutti caratterizzati da un colore vivace e un piacevole gusto zuccherino (che non so cosa voglia dire ma suona bene). Non se ne trova uno che sia insipido e incolore, senza gusto né consistenza. Sia merito del vulcano islandese, della primavera uggiosa o del partito dell’ amore non e’ dato a sapersi.

Penso al melone e scopro che nel 2050 andremo in pensione a 70 anni. La mia prof delle medie di Villorba nel 1985 ha lasciato l’incarico a 42 anni per godersi la vecchiaia pagata dai nostri contributi. E dopo mi dite che sono un pessimista leopardiano….

Nel frattempo in provincia di Treviso si fa pressante l’emergenza capannoni. Avete presenti quelle orribili scatole di cemento che hanno devastato la pianura padana trasformandola da povera zona di contadini a ricca area di Suv-visti?
Solo fino a due o tre anni fa si continuavano a costruire nella fascia tra Rovigo e Follina a ritmo continuo, giusto per sfruttare le agevolazioni fiscali concesse dal Filosofo dei-Tre Monti, adesso sono da rottamare. Non li usa piu’ nessuno. La crisi ha spazzato via un tessuto d’imprese e i capannoni vuoti ne sono una fotografia esemplare.
Nella Marca Trevigiana il 20% sono sfitti, inutilizzati, da buttare. Che farne? Ridare spazio alla polenta, alla campagna, ai cani rabbiosi legati con la catena, le galline, il vino rosso scadente e le bici Bottecchia da donna con il cestino davanti e la tuta rossa e Bianca infeltrita dell’US Fontane? Magari!
Nella mia meglio gioventù si registra qualche segnale in controtendenza. Non c’e’ solo chi parte ma anche qualcuno che torna. Il cinico-sentimentale di Porta Venezia, partito per Berlino lo scorso settembre con una macchina carica di una moglie nuova di zecca e pentole IKEA, alla ricerca di un paese civile dove vivere, torna nel regno del Pm10 e dell’expo con una moglie incinta, i tedeschi sono antipatici e parlano una lingua strana. Una vittoria per il partito dei resistenti di cui sono un fiero rappresentante.

 Tra i partenti segnalo novità sconcertanti. Trentenni depresse che non si erano mai spinte oltre Porto Rose vanno a fare un giro a Sidney, magistrati in pectore di Quinto si spingono a vedere mostre al Gugenheim dia Nuova York. Tutto grazie alla flessibilità, ovvero a quel mese di vacanza forzosa, da disoccupato, imposta dalle aziende prima di riassumerti con un nuovo contratto a tempo determinato.

 Ma che c’e’ frega, ma che c’è importa… tanto adesso ci sono i mondiali di calcio! Gli azzurri guidati da uno che ha cantato a Sanremo con Pupo e il Principe Filiberto, faranno dimenticare la crisi, il federalismo e le leggi bavaglio, per farci sentire tutti fieramente italiani! Forza Italia.

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Una risposta a “L’ANNO DEI MELONI DOLCI

  1. la paternità di rende troppo pessimista…che ansia!

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