AL CAIRO MILAN


Il treno all’alba ha il suo perche’. Aria ghiacciata mi gela le ascelle, l’inutile quotidiano racconta che a Milano le notti sono piu’ calde che Al Cairo. Fuori passa la pianura padana: capannoni vuoti, rotonde nuove, Veneto naxion su vecchie stazioni abbandonate, morosi che copano morose, feste dell’anguria e benedizioni parrocchiali.
Alla stazione di Fontaniva sta seduta una ragazza in vestito a fiori e cappello a falde larghe manco fossimo nel Derbyshire. A Castelfranco una coppia di anziani accompagna amorevolmente una figlia quarantenne, sovrappeso nel suo tubino beige, fino alla scaletta del vagone. Mi commuovo, ma sta notte la K. piccola non ci ha fatto chiudere occhio e sono di emozioni facili.
A Brescia distribuiscono guanti monouso sulla linea 3 del bus, principalmente usata da lavoratori immigrati, per proteggere i bravi cittadini italiani dai germi di colore.
Esco e sono di fronte al Duomo.
Sudo come un porco vestito come dio comanda.
Merda di cavallo per tutta via dei mercanti.
In Borsa arriva il Caro Leader.
“Un sorriso presidente…”
Mi colpiscono sempre le sue enormi orecchie.
“Ho inaugurato la politica del cu-cu’… Ambasciatori, portate le belle ragazze… Non sono piu’ un play-boy ma un play-old… cera stampa divorzia dalla realta’.” Ascolto basito, ma sono l’unico.
Il Caro leader puo’ dire qualsiasi cosa dal palco e non trovi piu’ nessuno che si scandalizzi, indigni, incazzi, preoccupi, scenda in piazza, chieda un governo o un paese migliore. Niente.
Al Massimo un sorriso a denti stretti come quelli della settimana enigmistica.
“Presidente, un saluto…” gridano i fotografi.
Il Caro leader dalle immense orecchie, i capelli catramati e il doppiopetto, si gira, sorride e saluta. Non noto neanche una goccia di sudore sul suo volto. Deve usare un trucco idro-repellente.
Abbandono l’ennesimo inutile convegno e le utili – per lo spirito – giovini hostess del convegno stesso.
Nevica cenere in corso Indipendenza, all’unico supermercato aperto vendono pomodori olandesi. Mi faccio derubare da un casolino per una mozzarella di bufala.
Casa vuota senza le Kappa. Aria condizionata sui coglioni sudati, Tony Pagoda* mi spiega che e’ tutta colpa del crème caramel. Fuori il basilico ha le dimensioni di una quercia. Buona Notte.
“La decadenza del mondo non è forse cominciata a partire da quel cazzo di crème caramel? Poi saremmo precipitati nel risotto allo champagne, inghiottiti dalle pennette alla vodka, addirittura il maltagliato al profumo di rose, consegnandoci al fallimento lucido, lineare. Il mondo cambia a seconda dei menu e noi che non ce ne rendiamo conto.” Tony P
Annunci

Una risposta a “AL CAIRO MILAN

  1. Il caro leader non suda perché in realtà da tempo è stato sostituito con una bambola di plastica. Per questo non morirà mai, vanificando le—pallide—speranze di chi, come me, confidava nel dato anagrafico per un ricambio generazionale nelle stanze dei bottoni.

    Viva l’Italia! Viva gli spaghetti pomodoro e basilico!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...