VIA CORELLI DRINK CARD


Via Corelli e’ la nostra porta dell’Est.

Ti lasci Milano alle spalle, superi il cavalcavia sulla ferrovia e il vivavio di piante al pm10, e ti si aprono le porte dell’Oriente. A Novegro il bar centrale batte bandiera bulgara, il luna park sulla rotonda verso segrate- dove tra le attrazioni c’e’ una sedia elettrica – sbuca dal nulla come Astana, la capital del Kazakistan. In lontananza puoi scorgere, ad li là di un oceano di machine in coda, il mitico idroscalo avvolto dal fumo delle griglie dei filippini e dei sudamericani.

Vacci di corsa, o in bici. Se sei pigro in motorino, ma lento. Potrai assaporare l’inconfondibile profumo di ammoniac&morte del fiume Lambro sul graioso ponte, di legno nella parte pedonale, dopo la ricicleria e l’autolavaggio dei serbi.
Fermati sul parapetto e respire a pieni polmoni la schiuma bianca  del fiume emblema della brianza, perditi nei suoi vapori allucinogeni.
In quel preciso punto sei a meta’ strada tra i due locali piu’ in della movida estiva Milanese: da un lato il The Beach, “si presenta in versione estate/inverno, con una candida veste total white, circondata dal verde del prato all’inglese ed impreziosita dal classico legno utilizzato per la pavimentazione degli yatch da diporto”, dall’altro il CIE, centro di Identificazione ed Espulsione degli stranieri senza un permesso di soggiorno.
Entrambi i locali sono affollati di giovani uomini, donne e qualche transgender.
I ragazzi del CIE, nessun controllo all’ingresso ma uscita vietata, possono stare all’aperto fino all’una di notte. Poi tutti in cella. A quell’ora il the Beach inizia ad affollarsi di pantaloni e camice bianche su pelli abbronzate, occhiali a goccia, frozen cocktail, tette finte, nasi irritati e machine sportive parcheggiate sin sul grazioso ponte sul Lambro .
Sabato notte un gruppo di frequentatori del CIE si e’ lanciato dal tetto perdendosi nella boscaglia. Sono finiti tutti all’ingresso del The beach dove sono fatti passare davanti alla coda dai solerti uomini della security, convinti che si trattasse di cubisti ingaggiati per la “temptation night”.
Alla stessa ora un gruppo di ragazze immagine della disco, vestite con minigonne leopardate e top argentei, stava parcheggiando la Punto verde bottiglia della zia concetta di Gusy, 21 anni, studentessa di pubbliche relazioni allo IULM e Jasmine, cassiera 23 dell’Esselunga di via Rubattino, nello spiazzo che separa i due locali.
L’esercito, la pattuglia di vigili comunali in assalto anti-sommossa e due guardie padane non hanno avuto dubbi. Hanno riconosciuto nelle cinque cubiste gli immigrati scappati dal centro d’identificazione dei puzzolenti immigrati e le ha prontamente rinchiuse nelle celle d’isolamento.
Cinque giorni dopo apriva in via corelli il primo prive’ del CIE, gestito da Gusy e Jasmine. Tavoli solo su prenotazione. Al the beach, nel frattempo, due kossovari, due ugandesi e un filippino sono stati arruolati da Lele Mora e Simona Ventura per la prossima edizione di Amici di Maria de Filippi.

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