DANCING ON PARQUET


Balliamo assieme l’ultimo lento, cheek to cheek. Le note jazz della radio svizzera si mescolano al vento fresco che entra dal silenzio di via Uberti. Volteggio con la piccola K., a piedi nudi sul parquet. Uno, due, tre, casquet. Ride, butta la testa all’indietro civettando come solo una K. può fare.

E’ partito anche Il Meccanico. Ha portato il suo immenso camper di sette metri e venti davanti all’officina per mostrare a tutto il quartiere la sua grandeur. Ha messo in moto senza fretta. Deve ancora farsi perdonare qualcosa dalla morosa, ha tre settimane di tempo a Zacinto.

Ora siamo rimasti solo noi e la vecchietta del piano terra qui di fronte. “C’è l’ho anche io la figa sai,” ha spiegato alla Signora K. un pomeriggio.

Porto nello zaino il corpo del reato, un tupperware che ho ritrovato dopo sei mesi nell’ultimo cassetto del mio desk, accanto a un ordinanza di arresto per frodi finanziarie di uno scandalo che sembra già vecchio di secoli e i miei preziosi appunti di una rinuone del 1999 con l’editore della mitica “Stv, la tv libera come vuoi tu”: “il colpo di stato delle tv locali”. “Gli mostriamo dio e anche la madonna”. 

Se la signora K. scoprisse uno dei suoi preziosi contenitori ermetici è riempito di muffa nera, olio rancido e il ricordo lontano di una foglia di basilico in decomposizione, si sentirebbe in diritto di accoltellarmi qui, sul marciapiede sotto casa, con il coltello di porcellana che ci hanno regalato al matrimonio che mi fa sentire un grande chef. Per fortuna la signora K. non legge le “cazzate che scrivi sul tuo blog”. 

Puzziamo tutti e tre ancora di fumo di pini del giardino di una suocera a milano tre, usati per la grigliata del via bertini al social pub del tre agosto. Carne bruciata fuori e cruda dentro, come nelle migliori occasioni, birra ghiacciata, brioche al cioccolato con salsiccia calabrese, facce mai viste, facce che non credevo avrei più visto, cuscini stupefacenti, ama e fa cio che vuoi scritto in latino sul braccio del mio vicino.

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2 risposte a “DANCING ON PARQUET

  1. Adoro leggere «le cazzate che scrivi sul tuo blog»!
    Mi strappi sempre un sorriso.

    Ti ricordi com era in latino la frase? Grazie.

  2. Oh, ma da quand’è che la signora K. dipinge? Ne scopro una di nuova ogni giorno . . .

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