TUTTA MIA LA CITTA’


 

Ritrovarsi soli in pieno pomeriggio, al centro di una piazza Duomo rovente, con gli occhi lucidi, senza sapere bene perche’, mentre una composta marea di donne, biciclette, uomini, bambini, vecchi e bandiere, si stringe pacifica, felice e rincuorata, attorno ad un palco rivestito d’arancio.

Guardarsi con occhi che ridono e scoprire che e’ tutto vero: non vincono sempre i peggiori, gli arroganti e i prepotenti, gli egoisti e gli arruffoni. Ci siamo anche noi, e siamo tanti, e dove cazzzo siamo stati tutti fino ad oggi?

Il keniota di Teglio, che era a New York nel giorno in cui Obama e’ diventato Mr President, nasconde le lacrime nelle lenti scure degli occhiali. Balliamo, ci abbracciamo e beviamo squisita birra calda. La madunina là sopra sembra l’empire state building.

… Che voglia di piangere ho….

“Abbracci gratis” offre una donna arancione che avanza cigolando dall’Arcivescovado nella sua Graziella bianca. “Piu’ zingari per tutti…” gridano piu’in là. “Game Over” con la faccia di Silvio Jocker sulla statua equestre di Vittorio Emanuele. Poi un coro si alza dal sagrato e sovrasta ogni voce:
“Gigi D’Alessiooo oo ooo , Gigi D’Alesiio oo ooo…” Se la sinistra cercava un icona-trash, l’abbiamo trovata.
Non e’ ancora tramontato che nella piazza la birra e’ esaurita, a parte una rossa che sembra marzemino, e mando messaggi stomacchevoli a tutta la rubrica, business contacts included.

Vendola arringa il suo popolo che pare Che Guevara con l’accento pugliese, un bimbo con gli occhi a mandorla balla sulle spalle del padre Milanese e c’è un vecchio che stringe forte la mano del suo amore. Una sciura elegantissima sfoggia un ricercatissimo ombrellino da sole stile impero, un filosofo della scienza – specializzato in relativita’, critica d’arte e pittura di mare – distribuisce bigliettini da visita, due stangone russe capitate per caso si fanno fotografare davanti alla folla estatica.

Bandiere rosse del fantomatico partito umanista, il partito socialista esiste ancora, PD e radicali, “Oggi Milano, Domani L’Italia.”

Fratelli d’Italia nella chitarra elettrica di Finardi, che tien botta dal primo pomeriggio.

Sale Vinicio e canta una delle nostre canzoni.

“Guardo il cielo che risplende e mi chiedo dove sei….cerco te ma te chi sei, di chi sei di chi sei….”

Arrivano i nostalgici, gli ultimi partigiani, i pugni chiusi fuori tempo massimo, le magre parole di Fassino e quelle piene di Marta Vincenzi, e finalmente, prima che prevalga la retorica, torna Giuliano. Piazza in delirio. “Li seppelliremo con una risata.”

Cala la notte, e Tutta mia e’ la citta’, ballata in levare, in un mega ska intergenerazionale, fischiettata nello slalom delle bandiere di corso Vittorio Emanuele, cantata discreta pedalando piano nelle vie silenziose che escono dal centro.

Chiedete alla piccola K. da dove viene.
“Mi-lano” risponde lei, fiera.

Anche io.

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3 risposte a “TUTTA MIA LA CITTA’

  1. Da 22 ore godo di ripetuti orgasmi amministrativi multipli.
    Adesso tocca all’Italia. Adesso tocca anche – soprattutto – a noi far capire al mondo e a noi stessi che non siamo tutti solo delle merde arriviste.

  2. mah e se avesse ragione grillo??

  3. E’ due giorni che cago, tanto. Tantissimo. con immensa soddisfazione. Il mio intestino si sta liberando di tutto lo schifo che ha accomulato negli ultimi vent’anni. Cago e mi masturbo come un ragazzino di prima liceo. Che ben

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