DOMANI SARA’ UN GIORNO MIGLIORE


Mi ritrovo accanto uno di Detroit,  appena sbarcato in Italia, in una coda infinita dinnanzi a l’unico bigliettaio della stazione Milano Garibaldi.
E’ un venerdi pomeriggio autunnale, ci sono trentadue gradi. Io sudo, come sempre, anche l’americano del Midweast, con il cellulare ordinatamente riposto nella sua custodia in pelle nera agganciata alla cintura, suda. 

Mi avvicino al bigliettaio.  Vedo solo la sua pelata mentre emette con estrema lentenzza un biglietto ordinario per Lecco.  “Scusi, parla inglese?”  m’informo. “Io?” mi chiede offeso. “Assolutamente no,” risponde orgoglioso, nascosto dal proprio immenso cranio lucido.

Alla biglietteria automatica, una ragazza – uno tende sempre a chiamare ragazzi quelli della propria eta’ a 36 come a 64 anni – litiga con la macchinetta, telefona e s’incazza. “Non so, guarda. Cazzo. Non so a che cazzzo di ora. Qua e’ mezz’ora. Ecco porca troia. No cazzzo non funziona. Va beh, fa quel cazzo che ti pare. Metti giu’…Aspetta, se vuoi aspettare, aspetta, che cazzo me ne frega a me. Ciao’.”

MERDAAAAAAAAAAAAA SCUSI CAZZO NON E’ POSSIBILE. Sbraita in faccia al bigliettaio, scavallando decine di persone in cosa.. NON FUNZIONA, OHI TU, LEI NON DICE NIENTE MA CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO. MI CAGHI O NOOOOOOOOOOOOOOOOO? Nessuna risposta.

La scena sembra costruita ad arte per quello di Detroit  che domani, alla sua prima visita a Venezia,  si ritrovera’  nel bel mezzo di una carica di celerini che arginano la protesta di un consigliere comunale e dei suoi amici frichettoni contro un partito che si definisce di padani, impegnato nel versare in laguna un’ampolla d’acqua prelevata alle sorgenti del Po qualche giorno prima da un capo malfermo, che comunica con la stampa usando solo il gesto dell’ombrello,  si fa consigliare da un circolo magico di analfabeti e punta al figlio Trota come suo degno erede.  punto (prendo fiato)

La ragazza torna alla macchinetta. Riprende a litigare con la stessa.  PORCA TROIAAAAAAAA FERROVIE DI MERDA. Sbraita lei, per altro con dizione perfetta, e si accende una sigaretta.

“Scusami, potresti spegnere. Qui non si puo’ proprio fumare.” Chiede cortesemente un ragazzo educato del sud, si insomma un terone a milano per motivi studio, di quelli con la polo robe di kappa rossa nei pantaloni.

“Oh ma che cazzzzo vuoi? Ma lo vedi che qui in questo posto di merdaaa non funziona niente e sono cinquanta minuti che qui aspettoo…. Adesso fumo una sigaretta e non mi rompere i coglioni.”

“Ma quanto sei cogliona!”

“Oh, cretino testa di cazzo imbecille bada al linguaggio che usi nei confronti di una signora, che poi gia’ e’ un miracolo se qui non ti hanno ricacciato a casa tua, questi coglioni milanesi…”

“Scusa, ma che cazzo dici? Io ho solo chiesto di spegnere una sigaretta,  sei proprio fuori, cogliona…”

“Oh, ma cogliona a chi???? guarda che sei capitato male, malissimo. Ti denuncio. Che adesso mi fumo con calma la sigaretta e poi ti faccio perdere un’ora che io tanto ho tutti il tempo da perdere che voglio che con sta cazzo di macchinetta di merda ho perso anche l’ulitmo treno.”

“Va beh, intanto spegni la sigaretta. Qui non si puo’ fumare.”

“Impara l’educazione e io spengo la sigaretta.”

“Allora io ti chiedo scusa per la cogliona e tu spegni la sigaretta.”

“Ecco bravo cosi’ mi piace, cazzo.”

Lei spegne la sigaretta sulla macchinetta.  Butta il mozzicone per terra,  attorciglia il pacchetto e lo lancia verso io binario 17. La folla in coda applaude. Lui si avvicina e si presenta: “Salvatore, piacere.” “Ciao, hai fretta?”, risponde lei. “No, ti offro un menu’ mattina a ora di cena?” “Mah si dai.”

Salvatore le prende la mano.  Li vedo allontanarsi verso un tramonto che sara’ pure chimico, ma non riesco a togliergli gli occhi di dosso. L’americano e’ ancora in coda, sognando di diventare Salvatore.

FINE.

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3 risposte a “DOMANI SARA’ UN GIORNO MIGLIORE

  1. Fine, fine, pioggia di piccole spine.

  2. Krugghi stai ancora vivendo che non scrivi +?
    Tuo luminoso

  3. scrivendo si, vivendo nel frattempo quando mi rimane del tempo

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