HOME ALONE

Senza Signora K. per un intero fine settimana. Emilio e la piccola K. possono finalmete dare libero sfogo ai propri deliri egocentrici, senza dover temere il giudizio degli sguardi severi dell’imperatrice di casa Krugman.

Alle 14.30 la piccola K. decide che ha voglia di spogliarsi. Si toglie le calze viola a puà, le mutandine rosa, la canottiera bianca da ortodossia bossiana e la maglia rosa schocking, abbinamenti da lei scelti poche ore prima.

Corre come un indemoniata tra la poltrona della living room  – che detta cosiì sembra molto più figo di “salotto con angolo cottura” -e il lettone della camera matrimoniale, ovviamente sfatto.

Corre nuda, le mani in alto, un sorriso malandrino, i riccioli biondi.

“Sono pazzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa….. Sono pazzaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa….”

Grida a squarciagola.

 

 

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RICORDI SPORCHI

Ricordi sporchi dell’ultima neve

Mi balla una palpebra

Rumoreggia la catena.

Non si accende la dinamo.

Evito gli elicotteri degli ambulanti, volano fosforescenti sugli ultimi saldi al settanta percento.

Cade la bimba, inciampa nella gonna rosa del vestito da principessa, in tessuto altamente infiammabile.

Alzo il sacchetto verde, il limone e’ soffocato.

Perdo un altro registratore tascabile.

La sveglia suona sempre sulla pubblicita’ delle 7 e 30.

Mia figlia mi racconta una storia per farmi addormentare.

La K. cuce a mezzanotte, righe nere su pannolenci giallo.

Quasi quasi la sposo.

Apemaia in giapponese si scrive みつばちマーヤの冒険.

Sono sorpassato, non uso neanche twitter per masturbarmi.

Non mangio una carbonara da mesi.

La raccolta differenziata mi fa sentire una persona migliore.

M’immergo felice in una vasca da bagno lunga 110 centimetri a finire un giallo di merda.

Vinicio non ha piu’ niente da dire.

Ho iniziato ad usare i gillet.

colonna sonora:

http://www.youtube.com/watch?v=1wJgqWh_wy4&NR=1&feature=endscreen

CHATEAU CESSO CHIMICO

Tre eleganti separe’ montati su graziosi blocchi di cemento interrompono un abbozzo di via pedonale, separano fisicamente il lusso a cinque stelle dagli scatarroni al sapore di vino rosso in cartone, la merda nel cesso chimico dalla body-lotion-organic ai profumi del Mediterraneo.
Il piccolo-grande muro della Milano, mia e di Giuliano, divide fisicamente il brand new Chateau — con il suo ristorante fusion e la SPA esclusiva di prossima apertura — dalla mensa dell’opera San Francesco, due mila pasti caldi al giorno ai reietti della citta’.
“Deratizzazione” scritto in nero su sfondo giallo nell’aiuola che delimita il confine. Un barbone spezza il pane per i piccioni. Dall’altra parte, il cuoco stellato con l’alto cappello bianco immacolato aspetta, al primo sole di febbraio, i clienti del pranzo.
La coloninna del PM10 del Verziere segna un romantico record a 220, ci riporta al bianco e nero del triangolo industriale.

Respiro a pieni polmoni, scatto sui pedali.
Il fiorista non accetta il bancomat.

L’area C accoglie il telepass.

Nota a margine: Tra gli ultimi concerti che son riuscito a perdere. Dopo Vasco (Brondi) due volte — ma una e’ colpa sua — annovero l’Officina della Camomilla:

http://www.youtube.com/watch?v=zTl2qk4SsxM&feature=related

VORREI

Vorrei ancora aspettare con ansia il festival di Sanremo, piangere per un rigore sbagliato dal centravanti col numero 9 sulla maglia, credere nel pugno chiuso, bere in pescheria sambuca con le mosche per darmi un tono,

Vorrie attendere per una settimana intera la notte del Sabato.

Vorrei guardarmi convinto nello specchio, spremere il tubetto Loreal rosso sulle mani e mettermi abbondante gel a fissaggio forte, effeto bagnato.

VIA RONCHESE, MICHIGAN

Sette e mezza, e sono sveglio già da tre ore. La tv del mattino del Michigan mi riporta all’eroiche albe di Sarmeola di Rubano. La differenza lo fa il mega schermo piatto.

Cammino lungo il fiume, fa caldissimo per la stagione, zero gradi. Ma da giovedi’ tornera’ l’inverno, dicono quelli di Fox2 local.

La promenade lungo il Detroit River e’ deserta, e pure sono in migliaia che dalle torri della GM vanno verso la fiera del motore distante un chilometro o poco piu’. Ma in questa città non cammina nessuno, non è consigliato. In giro neanche un’anima viva.

Palazzi sventrati accanto a grattacieli ripuliti di fresco. Nel cielo corre una mini metropolitana.

Affretto il passo, e’ ancora buio. Anzi corro, con il mio abito grigio nuovo dal profumo finto sotto alla giacca da reporter di guerra, in saldo discount.

Vento in faccia, di la’ le luci del Canada. L’alba spunta dietro il ponte. Corro fino al Cobo center dove torno ad incontrare umani, tanti. Un mega ingorgo di taxi e Limu nere, un poliziotto nero ciccione sul cavallo bianco. i Koreani in fila ordinata.

Entro e m’imbatto in un barbone felice con una sciarpa da fattone che qui venerano come fosse una divinità, il Salvatore. Sono arrivato da Viorba per lui.

La strada per l’Ohio e’ tempestata di quartieri residenziali abbandonati. Porte sbarrate da travi di legno. Ma in giro si parla di solo rinascita. Tre anni fa erano praticamente tutti morti e oggi i sopravvissuti si danno grosse pacche se grosse spalle con grosse mani.
Uno sceriffo mi fa d’autista, gli manca la polenta tagliata con il filo di ferro, preparata nel paiolo, il profumo dei salami a stagionare in cantina. Trento, Triest, Tre Baseleghe? I don’t remember il paese dei miei nonni. In autostrada sul
 confine del Michigan sembra di essere a Dolo, svinvolo Mirano.

Ho sonno ma non dormo, bevo un altro caffe’, una birra, una caipirnha. Uno di cui mi fido, me la consiglia per combattere il jet leg.

Mi ritrovo ad un concerto da solo, no, non sono mick jagger ma me la ballo lo stesso. Carino il cantante di questi cinque Maroni. Una birra, no no che light, normale. grazie. Un’altra. Osservo, spio, annuso. Fike zero, cosi’ per la cronaca.

Cena di gala, un enorme foglia d’insalata, un filetto che non si taglia, un dolce che neanche assaggio viste le smorfie disgustate degli italiani in trasferta, seduti al mio tavolo. Il barbone Salvatore cita Aristotele, mezza sala pensa si rifersca ad un nuovo modello di wagon 4×4, e lo ascolta estasiato. Una collega agitata mette in mostra le tette per richiamare l’attenzione. Ci riesce.

Mi portano dal loro Bep’s nella via Ronchese della contea di Southfield a mangiare un cheeseburger urfido. Delizioso.  

No, non ti consiglio di uscire neanche per chiamare un taxi. Meglio di no.
Cipolla cruda?

Si puo’ fumare all’aperto ma solo ad almeno dieci metri di distanza da un luogo pubblico.
Ma se qui davanti all’ingresso del Hotel, circondato da guardie armate e uscieri col cappello alto, fumano tutti…
Sono Italiani.

Ah, E I tassisti che non accendono il tassametro e ti danno ricevute in bianco?
No, quelli sono de Detroit.
Allora, hai visto le macchine, ti piacciono?
Preferisco le bici grazie.
Anche io. Mi dia questa maglietta del Detroit Bike Club. Sono 24 e 99 dollari.

In un ascensore vecchio che mi porta al piano 22.

La moquette scrostata agli angoli. In the middle of nowhere, autostrade a destra, a sinistra, dietro e davanti. E poi ancora autostrade e laghi.

Un’insalata finta di un Messicano finto per pranzo.

Questa all’italiano la offriamo noi.

Stasera si torna a casa.

Si, mi mancano anche il Buondi’ Motta e aldo biscardi.

Toto cutugno su youtube.

Sono patetico.

Tre sigarette, non dormo da una settimana.

Finalmente nevica e fa freddo.
All’aeroporto grazie, con tassametro e ricevuta.

NEVE CHIMICA

Nevica, Emilio Nevica.
“Ma cosa cazzzo dici, c’e’ nebbia, alta pressione, neanche una nuvola – lo sai che sono un maniaco delle previsioni meteo – Non e’ possibile.”
Nevica, guarda nevica,
“E chi se ne frega, che ho passato tuta la notte a sboccare e delirare per la febbre, stravolto dai brividi, e quando ti ho chiesto di abbracciarmi, perche’ morivo di freddo ,hai risposto di nò, e ti sei girata dalla tua parte.
La vedi e’ neve…
“Chiudi ste tende…. che anche la piccola K. sta male, almeno lei mi ha tenuto la mano sta notte, mentre cercavamo di salvarci dalle onde del naufragio del Giglio e tu ne stavi tranquilla nella tua scialuppa di salvataggio …”
Lo dice anche la maestra Tania che sta nevicando.
“Dammi una droga, ti prego, non hai niente per tirarmi in qua? Che devo andare, fare, lavorare, brigare. Salpare sulla mia bici cigolante e varcare i confine della mitica Area C, con le mani in alto come  Freuler alla Tirreno-Adriatico del 1989, si’ all’area C, meno Oil piu’ Joy….”
Perche’ vuoi uomini con una linea di febbre vi comportate come se stesse morendo torturati?
In ogni caso sta nevicando.
Si e’ neve, ma neve chimica…solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati, in poche parole l’inqunamento industriale che il freddo umido di questi giorni ha trasformato in piccoli fiocchi di neve, chimica, che ricoprono di bianco candor la pianura lombardo- veneta…

NOW PLAYING 2012

Piove, poco, lunedi’ 2 gennaio 2012.

SS51 Immensa e senza vita la piazza centrale del centro commerciale Giardini Del Sole di Castelfranco Veneto

All’altezza di Galliera Veneta due uomini nord-africani scendono da una berlina grigia targata Vicenza. Poggiano a terra un telo di plastica trasparente, s’inghinocchiano sul selciato e pregano in direzione del Monte Grappa.

La vecchia zona industriale di Fontane Chiesa Vecchia e’ un cimitero. Vendesi, affittasi. Veneto Naxion. Di pieno c’e’ solo il nuovo Mc Drive lungo la strada Ovest.

Muovetevi, eliminate dai balconi quelle stanche luci della festa, e’ finalmente passato l’ennesimo veglione, senza alcun entusiasmo.

Perche’ aspettare? Si chiede giustamente la piccola K.

Mi siedo a tavola, trangugio bibanesi, rutto mascarpone e pandoro dozzinale che sa di A4, tratto Brescia-Padova.

Non trovo sogni negli sguardi sgualciti che mi circondano, nei reggiseni riempiti di fresco, in rossetti troppo lucidi che accompagnano tatuaggi disperati, nel silenzio rancoroso di una deserta citta’ di provincia avvolta dal buio di una lunga notte.

La giostra in piazza dei Signori e’ “severamente vietata ai bimbi che non possiedono un lucido piumino Monclair, con o senza pelo.” 5 euro, 4 corse.

Scendo dal treno e sono a Venexia. Mi aspettano un dolce caigo e dieci manichini di ferrovieri impicchiati. Vagon-lit

“Brindiamo al primo Natale senza il Caro Leader d’Arcore e all’ultimo dell’euro….”
Non parlare di politica ai bambini che te copo.

Siamo atei, non possiamo festeggiare il natale.

Mi potete rollare quattro canne per la festa di capodanno? Non ne sono mai stato capace.

Krugman, allora cosa succede?

Non vedo l’ora di tornare a Lima, Roma e’ troppo pericolosa.

Scarico ossessivamente musica Milanese vecchia di decenni, Veronica amavi solo la musica sinfonica…

Bravo Krugman, continua a seguire i Padroni, che se siamo finiti nella merda la colpa e’ vostra.

Io adoro cucinare la zuppa di pesce. Mi rilassa.E’ un’ossessione: soffritto, brodo con le teste degli scampi, sfilettare la rana pescatrice, aggiungere peperoncino. Annuso il pentolone per ore.

Mangiare pesce dell’atlantico aiuta solo le multinazionali americane.

Perche’ so a memoria tutte le canzone delle edizioni del Festival di Sanremo dal 1987 al 1993? tipo vattene amore che siamo ancora in tempo, la so tutta, du du du, da da da. E la odio. Ma non riesco a togliermela dalla testa.

Vieni a pranzo? vieni a cena? ho preso il radicchio, ti faccio lo spezzatino…Mia madre mi chiama ogni mezz’ora per farmi una ragguaglio della sua spesa al Panorama, punti e offerte comprese.

Torna a scrivere sul blog, che almeno in ufficio mi diverto un po’.

Per me la Pausini e’ una gran maiala. Mietta mi ha sempre fatto sesso.

Uno di questi giorni citofono alla mia vicina di casa, che e’ andata in pensione nel ’88 a 37 anni e pretendo che mi consegni dieci mila euro. Sono miei.

Quanto mi manca il Pentapartito!

Dovete fare subito un secondo figlio, non si puo’ crescere una figlia unica viziata in una citta’ di merda come Milano.

Ma tell me: Pollution, fog, no parks, mosquitoes? How can u live there?

Va dal via el kul.

Da quando mi e’ nato il secondo, non ho tempo neanche per cacare in santa pace.

Io per masturbarmi vado in viaggio di affari.

Ah, ecco perche’ hai sempre meeting a Londra e non usi piu’ skype per le conference call. Stronzo.

Abbiamo occupato Piazza Pola, fino alle sette del mattino, un successone. Lo abbiamo fatto per sensibilizzare la digos. Poi sono andato a casa e ho trovato un’armadio nuovo di zecca, fatto su misura, in camera mia. E’ stata mia madre, la sua ennesima provocazione fascista, che stronza.

Odio l’iphone. Rivoglio il mio Seamens giallo del 98.

Esco con due donne sposate, un’alcolizzata con problemi mentali, ci provo con due colleghe e ho completamente perso la testa per una bionda di Riese PioX che pero’ si fa un mio collega sposato con una mia ex. Lui e’ anche un mio amico.

Vorrei avere dei figli.

Venezia mi fa schifo.

Venite per pranzo, ti preparo lo spezzatino.

Mi devi 50 euri per i regali di Natale che io ho comprato da parte tua per i miei figli. Due splendidi fucili mitragliatori ad aria compressa con pallottole di gomma piuma. Vanno alla grande alle feste dei bimbi con il colletto alto della sezione in inglese del collegio vescovile.

Ma io odio le armi, credo nella pace.

Cazzi tuoi, intanto dammi 50 euro.

Cosa ti manca, cosa non hai? Cos’e’ che insegui se non lo sai?

Se la tua corsa finesse qui. Forse sarebbe meglio cosiiiii

Ma se insegui un idea…

Rincorrendo vedrai, quanti cadono giu’… e d’allora tu puoi.

Dare di piu’

 

Scritto clandestino ritrovato su di un fazzolettino di carta air france, sul volo AF0378 Paris-Detroit 08/01/2012, macchiato di Champagne in bicchieri di plastica.

Da accompagnare con Love Me or Leave Me – Nina Simone

 

Ogni riferimento a fatti, strafatti o persone non e’ puramente casuale anche se nulla e’ come sembra.

 

What would u drink for aperitive?
Champagne, grassie.