VORREI

Vorrei ancora aspettare con ansia il festival di Sanremo, piangere per un rigore sbagliato dal centravanti col numero 9 sulla maglia, credere nel pugno chiuso, bere in pescheria sambuca con le mosche per darmi un tono,

Vorrie attendere per una settimana intera la notte del Sabato.

Vorrei guardarmi convinto nello specchio, spremere il tubetto Loreal rosso sulle mani e mettermi abbondante gel a fissaggio forte, effeto bagnato.

VIA RONCHESE, MICHIGAN

Sette e mezza, e sono sveglio già da tre ore. La tv del mattino del Michigan mi riporta all’eroiche albe di Sarmeola di Rubano. La differenza lo fa il mega schermo piatto.

Cammino lungo il fiume, fa caldissimo per la stagione, zero gradi. Ma da giovedi’ tornera’ l’inverno, dicono quelli di Fox2 local.

La promenade lungo il Detroit River e’ deserta, e pure sono in migliaia che dalle torri della GM vanno verso la fiera del motore distante un chilometro o poco piu’. Ma in questa città non cammina nessuno, non è consigliato. In giro neanche un’anima viva.

Palazzi sventrati accanto a grattacieli ripuliti di fresco. Nel cielo corre una mini metropolitana.

Affretto il passo, e’ ancora buio. Anzi corro, con il mio abito grigio nuovo dal profumo finto sotto alla giacca da reporter di guerra, in saldo discount.

Vento in faccia, di la’ le luci del Canada. L’alba spunta dietro il ponte. Corro fino al Cobo center dove torno ad incontrare umani, tanti. Un mega ingorgo di taxi e Limu nere, un poliziotto nero ciccione sul cavallo bianco. i Koreani in fila ordinata.

Entro e m’imbatto in un barbone felice con una sciarpa da fattone che qui venerano come fosse una divinità, il Salvatore. Sono arrivato da Viorba per lui.

La strada per l’Ohio e’ tempestata di quartieri residenziali abbandonati. Porte sbarrate da travi di legno. Ma in giro si parla di solo rinascita. Tre anni fa erano praticamente tutti morti e oggi i sopravvissuti si danno grosse pacche se grosse spalle con grosse mani.
Uno sceriffo mi fa d’autista, gli manca la polenta tagliata con il filo di ferro, preparata nel paiolo, il profumo dei salami a stagionare in cantina. Trento, Triest, Tre Baseleghe? I don’t remember il paese dei miei nonni. In autostrada sul
 confine del Michigan sembra di essere a Dolo, svinvolo Mirano.

Ho sonno ma non dormo, bevo un altro caffe’, una birra, una caipirnha. Uno di cui mi fido, me la consiglia per combattere il jet leg.

Mi ritrovo ad un concerto da solo, no, non sono mick jagger ma me la ballo lo stesso. Carino il cantante di questi cinque Maroni. Una birra, no no che light, normale. grazie. Un’altra. Osservo, spio, annuso. Fike zero, cosi’ per la cronaca.

Cena di gala, un enorme foglia d’insalata, un filetto che non si taglia, un dolce che neanche assaggio viste le smorfie disgustate degli italiani in trasferta, seduti al mio tavolo. Il barbone Salvatore cita Aristotele, mezza sala pensa si rifersca ad un nuovo modello di wagon 4×4, e lo ascolta estasiato. Una collega agitata mette in mostra le tette per richiamare l’attenzione. Ci riesce.

Mi portano dal loro Bep’s nella via Ronchese della contea di Southfield a mangiare un cheeseburger urfido. Delizioso.  

No, non ti consiglio di uscire neanche per chiamare un taxi. Meglio di no.
Cipolla cruda?

Si puo’ fumare all’aperto ma solo ad almeno dieci metri di distanza da un luogo pubblico.
Ma se qui davanti all’ingresso del Hotel, circondato da guardie armate e uscieri col cappello alto, fumano tutti…
Sono Italiani.

Ah, E I tassisti che non accendono il tassametro e ti danno ricevute in bianco?
No, quelli sono de Detroit.
Allora, hai visto le macchine, ti piacciono?
Preferisco le bici grazie.
Anche io. Mi dia questa maglietta del Detroit Bike Club. Sono 24 e 99 dollari.

In un ascensore vecchio che mi porta al piano 22.

La moquette scrostata agli angoli. In the middle of nowhere, autostrade a destra, a sinistra, dietro e davanti. E poi ancora autostrade e laghi.

Un’insalata finta di un Messicano finto per pranzo.

Questa all’italiano la offriamo noi.

Stasera si torna a casa.

Si, mi mancano anche il Buondi’ Motta e aldo biscardi.

Toto cutugno su youtube.

Sono patetico.

Tre sigarette, non dormo da una settimana.

Finalmente nevica e fa freddo.
All’aeroporto grazie, con tassametro e ricevuta.

NEVE CHIMICA

Nevica, Emilio Nevica.
“Ma cosa cazzzo dici, c’e’ nebbia, alta pressione, neanche una nuvola – lo sai che sono un maniaco delle previsioni meteo – Non e’ possibile.”
Nevica, guarda nevica,
“E chi se ne frega, che ho passato tuta la notte a sboccare e delirare per la febbre, stravolto dai brividi, e quando ti ho chiesto di abbracciarmi, perche’ morivo di freddo ,hai risposto di nò, e ti sei girata dalla tua parte.
La vedi e’ neve…
“Chiudi ste tende…. che anche la piccola K. sta male, almeno lei mi ha tenuto la mano sta notte, mentre cercavamo di salvarci dalle onde del naufragio del Giglio e tu ne stavi tranquilla nella tua scialuppa di salvataggio …”
Lo dice anche la maestra Tania che sta nevicando.
“Dammi una droga, ti prego, non hai niente per tirarmi in qua? Che devo andare, fare, lavorare, brigare. Salpare sulla mia bici cigolante e varcare i confine della mitica Area C, con le mani in alto come  Freuler alla Tirreno-Adriatico del 1989, si’ all’area C, meno Oil piu’ Joy….”
Perche’ vuoi uomini con una linea di febbre vi comportate come se stesse morendo torturati?
In ogni caso sta nevicando.
Si e’ neve, ma neve chimica…solfuro di rame, ossido di rame, ioduri di mercurio, di piombo o di cadmio e silicati, in poche parole l’inqunamento industriale che il freddo umido di questi giorni ha trasformato in piccoli fiocchi di neve, chimica, che ricoprono di bianco candor la pianura lombardo- veneta…

NOW PLAYING 2012

Piove, poco, lunedi’ 2 gennaio 2012.

SS51 Immensa e senza vita la piazza centrale del centro commerciale Giardini Del Sole di Castelfranco Veneto

All’altezza di Galliera Veneta due uomini nord-africani scendono da una berlina grigia targata Vicenza. Poggiano a terra un telo di plastica trasparente, s’inghinocchiano sul selciato e pregano in direzione del Monte Grappa.

La vecchia zona industriale di Fontane Chiesa Vecchia e’ un cimitero. Vendesi, affittasi. Veneto Naxion. Di pieno c’e’ solo il nuovo Mc Drive lungo la strada Ovest.

Muovetevi, eliminate dai balconi quelle stanche luci della festa, e’ finalmente passato l’ennesimo veglione, senza alcun entusiasmo.

Perche’ aspettare? Si chiede giustamente la piccola K.

Mi siedo a tavola, trangugio bibanesi, rutto mascarpone e pandoro dozzinale che sa di A4, tratto Brescia-Padova.

Non trovo sogni negli sguardi sgualciti che mi circondano, nei reggiseni riempiti di fresco, in rossetti troppo lucidi che accompagnano tatuaggi disperati, nel silenzio rancoroso di una deserta citta’ di provincia avvolta dal buio di una lunga notte.

La giostra in piazza dei Signori e’ “severamente vietata ai bimbi che non possiedono un lucido piumino Monclair, con o senza pelo.” 5 euro, 4 corse.

Scendo dal treno e sono a Venexia. Mi aspettano un dolce caigo e dieci manichini di ferrovieri impicchiati. Vagon-lit

“Brindiamo al primo Natale senza il Caro Leader d’Arcore e all’ultimo dell’euro….”
Non parlare di politica ai bambini che te copo.

Siamo atei, non possiamo festeggiare il natale.

Mi potete rollare quattro canne per la festa di capodanno? Non ne sono mai stato capace.

Krugman, allora cosa succede?

Non vedo l’ora di tornare a Lima, Roma e’ troppo pericolosa.

Scarico ossessivamente musica Milanese vecchia di decenni, Veronica amavi solo la musica sinfonica…

Bravo Krugman, continua a seguire i Padroni, che se siamo finiti nella merda la colpa e’ vostra.

Io adoro cucinare la zuppa di pesce. Mi rilassa.E’ un’ossessione: soffritto, brodo con le teste degli scampi, sfilettare la rana pescatrice, aggiungere peperoncino. Annuso il pentolone per ore.

Mangiare pesce dell’atlantico aiuta solo le multinazionali americane.

Perche’ so a memoria tutte le canzone delle edizioni del Festival di Sanremo dal 1987 al 1993? tipo vattene amore che siamo ancora in tempo, la so tutta, du du du, da da da. E la odio. Ma non riesco a togliermela dalla testa.

Vieni a pranzo? vieni a cena? ho preso il radicchio, ti faccio lo spezzatino…Mia madre mi chiama ogni mezz’ora per farmi una ragguaglio della sua spesa al Panorama, punti e offerte comprese.

Torna a scrivere sul blog, che almeno in ufficio mi diverto un po’.

Per me la Pausini e’ una gran maiala. Mietta mi ha sempre fatto sesso.

Uno di questi giorni citofono alla mia vicina di casa, che e’ andata in pensione nel ’88 a 37 anni e pretendo che mi consegni dieci mila euro. Sono miei.

Quanto mi manca il Pentapartito!

Dovete fare subito un secondo figlio, non si puo’ crescere una figlia unica viziata in una citta’ di merda come Milano.

Ma tell me: Pollution, fog, no parks, mosquitoes? How can u live there?

Va dal via el kul.

Da quando mi e’ nato il secondo, non ho tempo neanche per cacare in santa pace.

Io per masturbarmi vado in viaggio di affari.

Ah, ecco perche’ hai sempre meeting a Londra e non usi piu’ skype per le conference call. Stronzo.

Abbiamo occupato Piazza Pola, fino alle sette del mattino, un successone. Lo abbiamo fatto per sensibilizzare la digos. Poi sono andato a casa e ho trovato un’armadio nuovo di zecca, fatto su misura, in camera mia. E’ stata mia madre, la sua ennesima provocazione fascista, che stronza.

Odio l’iphone. Rivoglio il mio Seamens giallo del 98.

Esco con due donne sposate, un’alcolizzata con problemi mentali, ci provo con due colleghe e ho completamente perso la testa per una bionda di Riese PioX che pero’ si fa un mio collega sposato con una mia ex. Lui e’ anche un mio amico.

Vorrei avere dei figli.

Venezia mi fa schifo.

Venite per pranzo, ti preparo lo spezzatino.

Mi devi 50 euri per i regali di Natale che io ho comprato da parte tua per i miei figli. Due splendidi fucili mitragliatori ad aria compressa con pallottole di gomma piuma. Vanno alla grande alle feste dei bimbi con il colletto alto della sezione in inglese del collegio vescovile.

Ma io odio le armi, credo nella pace.

Cazzi tuoi, intanto dammi 50 euro.

Cosa ti manca, cosa non hai? Cos’e’ che insegui se non lo sai?

Se la tua corsa finesse qui. Forse sarebbe meglio cosiiiii

Ma se insegui un idea…

Rincorrendo vedrai, quanti cadono giu’… e d’allora tu puoi.

Dare di piu’

 

Scritto clandestino ritrovato su di un fazzolettino di carta air france, sul volo AF0378 Paris-Detroit 08/01/2012, macchiato di Champagne in bicchieri di plastica.

Da accompagnare con Love Me or Leave Me – Nina Simone

 

Ogni riferimento a fatti, strafatti o persone non e’ puramente casuale anche se nulla e’ come sembra.

 

What would u drink for aperitive?
Champagne, grassie.

I DIECI GIORNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA

LA FINE DI SILVIO E DEI PANNOLINI
Parto e non vedo l’ora di tornare, c’e’ poco da vergognarsi ad essere italiani in questi giorni, ancor meno ad essere padri in via uberti.
Dallo champagne stappato titubante dal pariolino di Porta Romana – ancora increduili  – sembra passato un secolo. Non sono neanche dieci giorni, ed e’ tutto vero.
Oltre cinquecento senatori hanno fiduciato un nuovo governo, l’erotomane di Arcore non siede piu’ sullo scranno piu’ alto, la piccola K. si aggira per la casa mostrando le sue sgargianti mutandine rosa.
Nel mio bunker a Stelle e Strisce si rimane, invece, in trincea. In molti pensano sia ormai troppo tardi per salvare la pellaccia all’Italietta. Nelle sale operative trendy, con vista su gambe lunghe di modelle polacche adolescenti, ci si sente anche peggio: in un ospeale da campo subito dopo una battaglia persa. Si leccano le ferite. “Occupy piazza Fontana”, manda a tutto volume i REM – che hanno avuto il coraggio di scogliersi – io scatto sulla bici verso il vasino rosa che m’aspetta sul tappetino rosso.
Di colpo un freddo pungente spazza via i ricordi d’un estate infinita e malata. Le trimestrali tagliano goodwill ed eliminano dipendenti come foglie morte, e il peggio deve ancora arrivare, ammoniscono gli analisti sul debito sovrano.
Pedali e cerchi di prendere fiato, ti consoli con un rosso corposo e ti chiedi se anche quelle facce che superi scartando l’autobus 54 alla curva dopo il conservatorio, abbiano capito che siamo sull’orlo del precipizio.
“Se ce fanno falli’, me voio tira’ dietro i francesi!” Bestemmia il cinghiale d’Orvieto annaspando sulla salita per l’asilo, dove ancora non sono tornati i femminielli fellatianti delle sere d’inverno.
Mi chiedo se non e’ il caso di prendere l’ultimo treno per l’estero, prima che le piccole siano troppo radicate e noi troppo vecchi – si domanda uno di cui mi fido.
Il pariolino ha spazzato fango per un giorno intero e ha visto un paese migliore. Ma lui e’ un’entusiasta del vivere, non fa testo.
“No elezioni, nuovo governo” ha testualmente detto la Piccola K. Mentre da Bruno Vespa si decideva se fallire o affidarsi all Bocconi.
“No pipì per terra, nel vasetto,” le ho risposto.
La K. s’infervora, “tu facevi tutto facile…basta toglierlo di mezzo e poi tutto viene da se…sto cazzo, qui c’e’ merda dappertutto” mi grida dal bagno mentre riscaqua, per l’ennesima volta, pantofole rosa bagnate di piscio.
Non so se si riferisca al Kaimano o ai pannolini.
Resto nel dubbio, prendo un taxi.
Mi sono arrivati i salatini, significa che il volo e’ decollato. Non ho il parmigiano promesso. Non ho idea di dove atterreremo e una domanda m’assilla: perche’ un pane cosi buono lo fanno solo a Carate Brianza?
Non azzardatevi a torcere nenache un capello al terzo sabato del mese del Parco Marinai d’Italia, al nostro mercato Km Zero.
La giostra non e’ male qui, sostiene la piccola K, un sacchetto verde di plastica riempito dei colori dell’autunno, a casa disegnamo le foglie.

DOVE MI TROVO?

Sono disorientato, dove  sono finito?
Accendo la tv e in parlamento c’e’ un signore distinto che dice cose serie e condivisibili*, con un piglio deciso, attorniato da facce inteliggenti, donne – non fikette di plastica con le tette rifatte – e uomini – non bestie verdi con la clava che ruttano e scureggiano sulla bandiera.

Ma in che cazzo di paese viviamo? dove sono le troie, i nani, le ballerine, la bamba, baila baila baila baila….

Che palle, mo magari questi ci salvano pure dalla catastrofe del debito**.

Ridatemi Bondi e la Carfagna, Bossi e il Trota. Ridatemi Lele Moraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

* Oh, poi bisogna vedere cosa combinano. Noi siam qui per vigilare

** Oh, oh, poi la questione dell’interruzione democratica per l’emergenza, della deposizione comunitaria di un governo in carica, del commissariamento berlinese… e’ tutta un’altra faccenda,.

12 Novembre, 21:40:52

“PIU’ DEL BUNGA BUNGA, POTE’ LO SPREAD. RIP”

(but please rest.)

19.47

Il comunicato della Presidenza della Repubblica è delle 19.47 di martedì 8 novembre 2011: 8/11/2011.

La francesina di Botticino sera imbocca pasta al pesto e taglia pane nero del Bimbi. La K. grande spiega che le boicotto le torte. Anche la K. piccola non vuole saperne di me. Il pariolino di porta romana corre in cantina per prendere una bottiglia che nasce da una sconfitta, dalle ceneri di uno striscione “carla reviens,” suquestrato dalla digos parigina e finito sulla Gazzetta.

Sollievo, una sorte di dose di sollievo misto a retaggi di paura, come alla fine di un incubo, quando ti svegli sudato di soprassalto nel cuore della notte ripetendo “è tutto finito” ma  ti sembra ancora di essere intrappolato in un brutto sogno, tanto il ricordo del terrorè è ancora più reale del buio silenzio della tua camera.

Beviamo questo champagne di buona qualità in bicchieri opachi e ancora mi chiedo se il mio parcheggio è regolare, da bravo cittadino,  o scofina oscenamente verso lo spazio riversato ai disabili.

Ci scambiano manzo sanguinolento GAC e festeggiamo una piccola donna in una pancia che cresce. La piccola K. toglie il cuccio e bacia un pariolino junior di porta lionese. Ma, sotto sotto, lei ama ancora il suo Bersani.

8 novembre ore 23.28.

Mi vien su tartare GAC e senape,  ha smesso di piovere, ora vado a fumare. Sollievo e terrore per un baratro che neanche la fine del caro leader potrebbe evitare.

this must be the place, my place.

NON E’ CHE MI SENTA POI COSI’ BENE.

Ho sempre pensato che, giunti alla fine di questo patetico regimetto di Cologno Monzese, Iva Zanicchi e “OK il prezzo è giusto”, avrei provato un gran senso di liberazione, un’incotenibile voglia di stappare bolliccine sulle scale scedendo al piano di sotto per abbracciare la prof in pensione Maria che fuma costantemente MS.

Invece No.

Sento solo un enorme fardello, il peso della responsabilità di tririaldi di debito sulle spalle e quello di un futuro incerto per gli occhi da cerbiatto della piccola K.

Mi sento disorientato, sballottato tra un sigaro emiliano e una passionaria toscana che sanno di vecchio, il ciuffo troppo lucido di un fiorentino mio coetaneo, il sorriso perfetto del giovane sessantenne che guida Ferrari e lo sguardo severo ed indagatore dei krukki incazzati al seguito degli ispettori amerikani, pronti a disarcionare lo stato sociale in un bagno di sangue, lacrime, cortei e rassegnazione.

E da oggi – forse – non saprò più con chi prenderla.

Silvio, mi manchi già.

INDIGNATI, OCCUPY VIORBA, 99%…UNIAMOCI!

E’ il momento di fare qualcosa per questo cazzo di paese, di lasciare a casa i propri egoismi e contribuire al necessario cambiamento del nostro amato stivale,  alla societa’ che ci ha cullato con lo zecchino d’oro e svezzato con moana&cicciolina ai mondiali 90.

Indignati e alcolizzati, erotomani e masturbatori seriali di seghe mentali, unitevi.
Ognuno deve dare il proprio contributo. Questo è il mio:
E’ necessaria una nuova legge elettorale. Basta porcellum e Calderolum, stop ai deputati nominati direttamente dalle segreterie di via bellerio, dalle riunioni di  piadinaei romagnole e da vulve brianzole con croce dorata tra tette rifatte.
Il momento e’ grave, scelte coraggiose sono necessarie.
E’ indubbio che in questo paese i coglioni, i furbi ed i truffatori sono la maggioranza. Le soluzione è ridurre il diritto di voto ai soli savi!
Ecco la mia proposta.
Dalle prossime elezioni politiche, i seguenti soggetti vengono inibiti dal diritto di voto, attivo e passivo:
1) Sfanalatori d’autostrada
2) Lettori de Il Giornale, Libero e telespettatori fedeli del TG1.
3) Chi crede solo a Santoro, Travaglio, a Il Fatto, Repubblica e TG3.
4) Leghisti, indipendentisti, razzisti, Rom, negher e teroni di seconda generazione.
5) Interisti, milanisti, juventini, lazziali, lupacchiotti, viola e tifosi del baeon  in genere.
6) Chi non ha mai dedicato una sega a Edwige Fenech.
7) Abbonati a Oggi e Gente.
8) Tatuati.
9)Ritrovatori di compagni del liceo e fidanzate del mare su Facebook.
10)Ex democristiani di ritorno che rimpiangono Fanfani.
11)Chi si fida Di Pietro.
12)Indignati che non si fanno rilasciare lo scontrino fiscale.
13)Radical-chic con la casa a Noli

14)Quelli che “Io solo apple.”
15)  fumatori di Phillip Morse ultra-super-light
16)  Rifatte in genere, incluso botulino e liposuzione.
17) Collezzionatori di tessere a punti, in particolare del Pam, GS, Coop ed Esselunga.
18) Quelli che vivono con l’auricolare blue-tooth perennemente attaccato all’orecchio.
19) Amanti dei SUV metalizzati.
20) Chi aggiunge peperoncino a prescindere.
20) Possessori di auto bianche e lucide.
21) Ladri di biciclette con annesso sellino per bimbi.
22) Idraulici, elettricisti ed evasori in genere.
23) Analisti finanziari, broker, trader, investment banker, fund managers.
24) I-addicted.
24) Drogati di Sky sport.
25) Utilizzatori finali di giacche di velluto beige con toppe di camoscio.
26) Quelli che chiamano tutti “caro, cara..”
27) Chi gode delle disgrazie altrui.
28) Difensori di Moggi.
29) Detrattori di Ramiro Pez.
30) Chi non ha mai scaricato illegalmente un film scadente.
31) Commercialisti golfisti lampadati.

SEGUE..