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RICORDI SPORCHI

Ricordi sporchi dell’ultima neve

Mi balla una palpebra

Rumoreggia la catena.

Non si accende la dinamo.

Evito gli elicotteri degli ambulanti, volano fosforescenti sugli ultimi saldi al settanta percento.

Cade la bimba, inciampa nella gonna rosa del vestito da principessa, in tessuto altamente infiammabile.

Alzo il sacchetto verde, il limone e’ soffocato.

Perdo un altro registratore tascabile.

La sveglia suona sempre sulla pubblicita’ delle 7 e 30.

Mia figlia mi racconta una storia per farmi addormentare.

La K. cuce a mezzanotte, righe nere su pannolenci giallo.

Quasi quasi la sposo.

Apemaia in giapponese si scrive みつばちマーヤの冒険.

Sono sorpassato, non uso neanche twitter per masturbarmi.

Non mangio una carbonara da mesi.

La raccolta differenziata mi fa sentire una persona migliore.

M’immergo felice in una vasca da bagno lunga 110 centimetri a finire un giallo di merda.

Vinicio non ha piu’ niente da dire.

Ho iniziato ad usare i gillet.

colonna sonora:

http://www.youtube.com/watch?v=1wJgqWh_wy4&NR=1&feature=endscreen

DOVE SIAMO RIMASTI?

Dov’e’ eravamo rimasti?

A. giocava stopper nell’Arcore cercando di non concedere neanche un tiro in porta a Paolino Monelli. Aspettava ogni anno la festa del paese in Calabria per salire in alto sull’albero della cuccagna. Adesso vive nella capitale. Ha una casa di proprieta’ a Londra, guadagna in un mese quanto suo padre faceva in un anno. Veste ancora la tuta dell’adidas nera come capo preferenziale ma sopra ci mette una cravatta.

B. voleva cambiare il mondo con la forza dell’economia. Guadagna in due anni quanto G. in un mese. Ha vinto un concorso pubblico che non viene rispettato e ha gia’ abbandonato l’associazione ciccioni anonimi per manifesta superiorita’. Ha due bimbe che corrono per casa e una moglie santa. E’ campione mondiale nello sport della scarpetta su parmigiana.

C. non si sapeva bene cosa voleva fare ma l’avrebbe fatto comunque con il rispetto di tutti. Non aveva bisogno di fare qualcosa per forza. E’ rimasta qui perche’ alla fine non si sta troppo male. E’ sposata da cinque anni con un agente di commercio di Cuneo che lavora a Perugia, vota Forza Italia e va a messa ogni domenica.

D. beveva solo Negroni e non cambiava mai la sciarpa Burberry. Vive a Chicago, ha una moglie Americana, un bimbo e una bimba, e non e’ escluso che prima o poi inizi a lamentarsi perche’ il Nobel e’ tutta una fuffa.

E. era specialista in cause perse, raccoglieva firme e perdeva alle carte. Lavora in banca, compra valute asiatiche. Usa solo cravatte rosse.

F. era di sinistra per davvero. Non poteva mai avere pantaloni non bucati e maglioni che non fossero di trent’anni prima. Ha vissuto per due anni in Brasile, poi uno a Londra. Adesso convive a Lambrate con una modella ucraina. Fa uso quotidiano di cocaina, lavora in una multinazionale del tabacco. Suo padre’ e’ assessore regionale alla piccolao industria con delega al terziario.

G. offriva Nutella party ai giovani delle Liberta’. L’ho visto in tv con una fascia tricolore.

Io sono ancora qui. Non vado piu’ a Cesano Boscone tre volte a settimana, ho perso tutti i paradenti, la mia borsa rossa del Rubano prende la muffa in cantina. Mia figlia e’ Milanese.

Preparare la maratona con il metodo Bukoswki

Ho applicato oggi con grande determinazione il metodo Charles Bukoswki per preparale la maratona di treviso del prossimo 30 marzo.

Ecco la tabella di allenamento:

La sera prima: saltare la cena, mangiare dei cioccolatini, bere velocemente un negroni sbagliato al mom e diverse pinte di birra alla salumeria della musica. rubare una bottiglia di champagne a vinicio capossela e scolarsela in gran parte prima che lo stesso capossela la rivoglia. Fumare tantissime sigarette e girare in vespa alle 3 del mattino con -1 grado.

La mattina: farsi svegliare da un insistente citofono alle 8 e mezza nel tuo unico giorno di ferie. ascoltare e accontentare il portinaio e poi fare colazione con due brioche della Sissy e mezzo litro di latte. Tornare a letto.

Risvegliarsi due ore dopo con un mal di testa pazzesco. caricare e scaricare , anzi il contrario, la lavatrice. Fare un caffe’ lungo con la macchinetta americana e spargere caffe’ dappertutto.

Vestirsi come babbo natale ma a strati.

Partire per venti chilometri di corsa con nell’ipod la discografia del medesimo vinicio.

Affrontare piazzale susa, corso plebisciti, il cavalcavia dopo la chiesa grande e prima di quelle due torri di vetro in via corelli. arrivare e fare 10 km a forlanini hyde park tra amanti clandestini altri corridorienti, cigni e troppi cani che abbiano.

tornare  a casa dopo 2 ore e 2 minuti di corsa.

mangiare due etti di pasta col tonno.

fare il bagno.

andare al pam a comprare gli ingredienti per la cena svedese.

tagliare patate dopo averle spleate.

e preparare 2 kg di chutbollar.

Poi uscire per 3 feste di natale.

se sopravvivete, la maratona di treviso sara’ uno scherzo!

Io al momento sto morendo mentre spelo le patate.

La sdenka (o sdenga a seconda della pronuncia) è un colpo basso…

pensavo quella sera,

poi Vinicio mi ha rubato una bottiglia del suo champagne per festeggiare con gli amici il suo compleanno

e Cinastic ci ha cacciato dalla festa (“tanto dopo usciamo”)

e io ero proprio incazzato perche’ ce la stavamo finendo con il Fritto la bottiglia di ciampagna che vinicio aveva lasciato sul pianoforte il 14 di dicembre.

e il Fritto se ne parte per nuu york, e ogni fritto che se ne va si porta via un pezzo del (e sul) tuo cuore.

SI, sono un blogger sentimentale, e questa settimana ho sofferto trooppi colpi bassi…

a partire dall’addio della radical chic, che se gia’ digerito fa male lo stesso, per continuare col Fritto e poi cinastic che mi caccia dalla festa, manca solo che ghiacciano i limoni (che giacciono) sul terrazzino!

e il fritto voleva portarsi la bottiglia vuota a nuova yooork e metterla su una mensola, “e pensa ai traslocatori che si chiedono come mai una bottiglia vuota di ciampagna dobbiamo imballare”

e invece, VINICIO CAPOSSELLA, si proprio lui il cantautore confidenziale che non e’ bukoski ne to waits ce’ l’ha fregata la boccia…

e , come lo stesso vinicio che ha confronto con il suo idolo Celentano, si proprio lui Celentanto, alla fine ha chiesto “a casa tutto beene?”

io , nel mio piccolo e nel mio grande, a confronto con il mio di idolo che poi e’ lui ,

gli ho detto

“L’ESOFAGO….”

e lui ” EH L’ESOFAGO”… E poi mi pareva ci avesse invitato anche a noi alla festa di compleanno in camerino e quindi siamo entrati, poi vincio stesso ci ha rubato la boccia e cinastic ci ha cacciato.

e il fritto mi ha chieso,  MA COS’E’ L’ESOFAGO?

e io ho detto che e’ l’anello di congiunzione tra la gola e lo stomaco, ma chissa’ se e’ vero..

ed era il 14 di dicembre del 2007,