“Finalmente un leader credibile” mi spiega la signorina K. mentre preparo dei commoventi gnocchi di patate al basilico. E’ nel suo pigiamone di ciniglia a righine rosa mentre guarda con la mamma la puntata domenicale di Fazio, stravaccata sul divanone fuksia. Penso: povera ingenua, si fa abbindolare dall’ennesima nuova proposta del centro-sinistra ben supportata dal prode Fazio. D’altrone ha appena compiuto solo due mesi di vita. Nel frattempp alzo lo sguardo sullo schermo e vedo Gianfranco Fini. Si si Gianfranco Fini, quello del MSI, AN, PDL…quello fasista per intenderci. E’ proprio lui a conqusitare l’attenzione della Signorina K. ancor meglio del compagno Bersani.
Di colpo capisco il perche’ di quella scritta sui muri che ho notato nelle campagne della bassa pianura lombarda. Accanto a PADANIA LIBERA , W BOSSI. Si legge scritto, bello in grande, con la vernice bianca FINI MERDA.
GNOCCHI AL BASILICO, RIGHE ROSA, IL COMPAGNO FINI
Novembre 9, 2009 · Lascia un Commento
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LA SIGNORINA K.
Novembre 7, 2009 · 1 Commento
Russa come un camionista, è stitica piu’ di una modella di D&G, dorme fino a tardi nel lettone e fa colazione a ora di pranzo, ride sdentata manco fossimo all’ospizio, si addormenta solo con Minha Galhera di Manu Chao, adora uscire la sera fino a tardi. La domenica vuole andare in gita in campagna, al mercato punta il banco dei ravioli freschi per provarne ogni settimana un tipo diverso. Voleva votare Bersani alle primarie. E’ g’ia’ stata a Venezia, in vaporetto, a Porta Ticinese, in tram. Fa il bagno in una piscina olimpionica che occupa tutta la casa, la domenica sera vuole stare in pigiama sul divano a guardare Fazio, non ha ancora letto Jack Frusciante e’ uscito dal gruppo, e’ milanese. credo tifi Inter.
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BANDA DI FIATI
Novembre 5, 2009 · Lascia un Commento
C’e’ la banda dell’Aeronautica sotto all’ufficio. I clarinetti si scaldano, i sax provano un mi. Salgono e scendono le note delle trombe. La zona e’ interdetta al traffico. Arrivano due punto bianche del comune di milano dalle direzioni opposte. Tentano in tutti i modi d’investire la banda. I musicisti non si scompongono ne si spostano. Le punto decidono di girarci attorno. Il cielo e’ freddo. Non piove
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CONFESSO
Novembre 4, 2009 · 1 Commento
Non ho ancora fatto il cambio di stagione, ho in uso un solo maglione nero che pero’ mi smagrisce parecchio.
Ho mangiato nutella e barrette kinder di nascosto dalla mia coscienza.
Non vado oggi alla riunione di condominio
Non mi eccita Bersani,
Leggo con avidita’ i racconti del caso Marrazzo, non mi sono perso una puntata del noemi-d’addario gate.
Uso di nascosto il detergente costosissimo da neonati della Signornina K. anche per le mie mani perche’ non sopporto quello al miele finto riservato a noi genitori.
Ho iniziato a non rispondere a tutte le telefonate e gli sms.
Non mi faccio gli esami del sangue dal 92.
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IL PAESE DEI CAMPER, BERSANI E LA GIRCOFFA
Novembre 2, 2009 · 3 Commenti
Novembre, giorno dei morti. Fa buio presto, diluvia. Al semaforo di via Castel Morrone la carcassa di un piccione morto annega nella pozzanghera. Le foglie morte la ricoprono con delicatezza. Passo davanti al panificio, finalmente le serrande non sono abbassate.
Alla Signorina K. piacciono la Gircoffa che vola, l’aerosol dopo pranzo e la voce di Pierluigi Bersani. Il profumo della signorina K. mi rimane attaccato tutto il giorno. Mi sale a folate liberandomi dal peso delle cose inutili.
Pizzighettone e’ il paese dei camper, ne trovi dappertutto. Sotto alla torre del 500, nello spiazzo della chiesa, tra le mura, parcheggiati tra due scodelle di fasulin con le codeghe. I milanesi fighetti ci arrivano in carrozzina dopo aver letto Style, pronunciato Stail. “Agli uomini piace la figa, il cazzo piace a tutti”, il commento piu’ ricorrente ai tavoli delle Case Matte, tra un provolone con la mostarda, la raspadura e il lardo.
Vedrai, vedrai. Adesso fate le gite domenicali, uscite in carrozzina a mezzanotte, andate a pranzi e cene. Vedrai, vedrai. Tra qualche mese non riuscirete piu’ a fare niente. Vedrai, vedrai
Sul tram 9, uno di quelli vecchi, trovo un angelo con le ali ancora incartate. Due sedicenni limonano durissimo, lui ha le mutande rosa. i jeans gli scendono al ginocchio. Una signora giapponese con gli occhi attenti segue la scena. Chissa’ cosa mangiera’ per cena.
La recessione e’ finita. Le borsa di Milano e’ arrivata a guadagnare oltre l’ottanta per cento dai minimi di marzo. Evviva. La disoccupazione e’ salita ai massimi dal 1991. Evviva. Per uscire dalla crisi la ricetta e’ sempre quella: prendi soldi dallo stato e razionalizzi, cioe’ licenzi. Metti a posto i conti e puoi presentare contento i tuoi numeri migliori delle attese! Basta poco che c’e’ vo?
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LE AVVENTURE DI PG NEL BOSFORO
Ottobre 29, 2009 · 2 Commenti
LE NUOVE AVVENTURE DI PIERINO D’ORO.
Il Bosforo al posto di Padernello: Piggi ricomincia da zero, un’altra volta. Insegue l’amore e il sogno del successo.
Dal Nostro Inviato al Enfant Prodige, Ermete Kirghisi.
Chi si aspettava di trovarselo inquilino nella decima edizione del Grande Fratello o professionista televisivo del poker dei fratelli Caressa rimarra’ deluso un’altra volta. La gloria di Piggi non passera’ per uno studio televisivo. Scartato dall’ultimo provino in un triste hotel di Mestre, dove aveva indossato il suo cappello texano bianco portafortuna – e poi si chiede perche’ non lo prendano in considerazione – Piggi lascia le torte alla panna di casa Figlioli, la sua scrivania come responsabile reclami della Figliolivetri, i tavoli verdi del club delle carte di Villorba – si si quello chiuso dalla Polizia la scorsa settimana, i campi in erba sintetica della marca Trevigiana, I casino’ del Veneto e della Croazia, le autosrtade della Padania, I fossi del Put, l’Italia.
Piggi va verso Est, novello Marco Polo, segue due giovani zinne e la sperenza di un nuovo miracolo economico. Col NordEst ha avuto sfiga, e’ nato con dieci-quindic’anni di ritardo rispetto al miracolo, ha provato a sfondare mentre era il momento di ripiegare, quando chi doveva fare gli schei li aveva gia’ fatti e si godeva le sue Cayenne bianche. Le prestazioni nei campi di calcetto sono la perfetta metafora della sua esistenza: fantasista in uno sport che non ha spazio per i numeri dieci.
Parte verso l’ignoto quando una delle sue grandi intuizioni non seguite fino in fondo, la carriere artistica di Igor Barbazza, ottiene prime pagine, fans e la consacrazione di Canale 5.
Se ne va mentre il poker, sport che pratica sin dalla tenera eta’, viene sdoganato in Tv. Piggi, che a sedic’anni ha perso un motorino al tavolo verde e a ventidue ha spennato a Sarajevo poveri giovani militari in missione di pace come lui, solo sei mesi fa entrava con la camicia nera e il colletto alto nelle discoteche piu’ esclusive di Milano a proporre il suo Poker da tavola, le sue carte griffate…come sempre era arrivato troppo presto.
Quando nei prossimi anni, girando per le devastate campagne del Nordest, vi troverete di fronte a una nuova ondata di capannoni, tutti rivestiti di graniglia di vetro, beh ricordatevi che Piggi ha girato l’Italia per due anni regalando a ogni azienda del paese uno scatolone di granigilia. Troppo presto, come sempre.
Il suo entusiasmo lo porta a Instanbul dove insegnera’ italiano, e pensate che italiano, a delle poveri giovincelle.
Inshallah, Piggi.
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LA MIA MARATONA DI VENEXIA
Ottobre 27, 2009 · 1 Commento
Km zero: rubo vasellina lasciata sull’asflato e me la spalmo sui capezzoli e tra le cosce. Salto il guardarail. Piscio nel Brenta, di fronte una bandiera di San Marco e una vecia sul balcon, mentre il gruppo delle top runners donne corre dall’altra parte della strada. Una etiope che pesa meno della signorina K. a due mesi di vita mi fa l’occhiolino – allucinazione pre gara -
km 11. “Ghe voria un bel piatin de sopressa e vin bon eh?” un vecchietto mi spiega di fronte ad un osteria. Dalla cucina riconosco odore di seppioline alla griglia con poenta bianca.
km 12. Cafe? “coretto grassie”
km 19: Malcontenta. Mangio un riluttante gel di carboidrati gusto all-barries. Nel tentar di non vomitare metto male la caviglia destra, sento un crack, distorisione. “Continua a correre che ti passa Nano”, penso.
Km 20. Marghera. Suona la sirena di fine turno al petrolchimico. Non esce praticamente nessuno dal vecchio mostro morente.
Km 27: “Siete tutti Kenioti” , cartello in uscita da Mestre.
Km 28. prime visioni mistiche: “Dove casso corri mona???” compare per la prima volta il mio guru cattivo a ricordarmi l’insensatezza del gesto.
Km 30. Un signore anziano regala caramelle al miele, le stesse che dispensavo in sala parto alla signora krugman, a ogni corridore
Km35. Venezie e’ sempre piu’ lontana. Caviglia dolente, forza di volonta’ scomparente.
Km 37. cammino.
Km38. Supero un tre-quarti ala della tarvisium. Un tallonatore fallito che supera un apertura in una gara di corsa e’ un evento da ricordare.
Km39: telefono. “Ciao signora K. sto camminando verso Venezia. Co rivo rivo…” “Bravissimo” risponde, l’adoro!
Km 39,2. Zattere. La laguna, il sole, la Giudecca, Venexia. Ritrovo energie, meno diciassette ponti. Inizio a correre indiavolato. Cerco di portare con me al traguardo tutti quelli che incontro.
Km41. i ponti sono zeppi di gente che ci incita, io chiamo ole da stadio, urlo grido, dai dai dai…
Km 42, ecco la signora K. all’arrivo. Ballo, danzo, faccio il coglione. Proprio me li godo questi ultimi 195 metri.
4 ore e 01.
48 ore dopo: zoppico, la caviglia destra pulsa, i polpacci in fiamme, mi tirano muscoli che non ricordavo. Non vedo l’ora di fare la prossima. Stoccolma 2010 per continuare il giro delle maratone delle mie radici?
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TRANS-FORMER:
Ottobre 27, 2009 · 1 Commento
Editoriale Minimo: NEL MOMENTO IN CUI IL TRANS NATALIE SARA’ NOMINATO MINISTRO DELLE PARI OPPORTUNITA’ DEL GOVERNO BERSANI, ALLORA POTRETE DIRE LIBERAMENTE CHE I POLITICI SONO TUTTI UGUALI, CHE DESTRA E SINISTRA SONO LA STESSA COSA. SINO A QUEL MOMENTO TRA L’AFFAIR ESCORT E QUELLO TRANS, C’E’ UNA SOSTANZIALE DIFFERENZA…
“Il premier va a troie, l’opposizione a travestiti, l’Italia a puttane. E naufragar me dolce in questo mare” Emilio Krugman
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MERDA, ORTICHE, TAXI E COCAINA
Ottobre 23, 2009 · 1 Commento
Corro praticamente al buio in una strada di campagna che mi fa paura sin da quando ero bambino. C’e’ sempre il rischio che un cane ringhioso t’insegua incazzato sbraitando come un deputato leghista alla festa padana di Arcade.
Io corro e sto bene che casa e’ vicina e mi aspettano per cena. Non ci sono lampioni, la notte e’ arrivata troppo veloce. Non vedo quasi niente, sento solo i miei passi. Non devo farmi prendere dal panico, la via sterrata non e’ infinita, prima o poi la luce arriva, la notte finisce, bisogna solo cercare di non perdersi per strada, mantenere la calma e continuare ad andare avanti aspettando l’alba. Pensieri profondi e puzza di merda. E’ la mia mano sinistra: merda e ortiche, una pausa nei campi non prevista a Ponzano dove hanno costruito un quartiere nuovo di abitazioni gialle.
Venexia, il tramonto verso marghera, la sabbia mossa nella deserta spiaggia del Lido. Tuc in treno e The alla pesca, al limone l’ho finito.
Finalmente casa, Milano. Il tassista mi guida per vie che conosco a memoria. I campi mi piacciono ma questa e’ la mia vita, e non e’ per niente male – penso - mentre aspetto la ricevuta. Dietro ci strombazzano nel culo.
“Spostati coglioooooneeee” grida un Suv nero con i vetri oscurati. “Un attimo” “coglioneeeeeeeeeeee spostati” “Ma va a cagare…” risponde alla fine il tassista. Dal suv nero esce un uomo grosso in camicia rosa completamente impazzito, sbatte il taxi come fosse una scatola di caramelle Valda. Il tassista accende e scappa. Lui lo insegue con il suo carroarmato e una donna vestita di nero. Lo affianca allo stop e gli sbarra la stranda. “Scendi coglioneeeeeee….” Apre la portiera, sbatte il povero tassista quasi pelato per terra. Mi avvicino, devo fare qualcosa. La donna vestita di nero grida, l’energumeno con la camicia rosa indubbiamente strafatto di cocaina grida. Il tassista riesce finalmente a scappare.
Io Rimango in mezzo alla via a tre metri dalla camicia rosa con le chiavi di casa infilate nella porta, ne ortica ne merda sulle mani.
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MA DOVE CASSO CORRI MONA? -3 ALLA VENICE MARATHON
Ottobre 22, 2009 · 3 Commenti
Areo Mona ma dove casso corri? Tutti con sta casso di corsa, avete rotto i coglioni, Tu Emilio e anche Linus che ha sessant’anni e sembra malato di aids da quanto e’ magro a ancora ci rompe i coglioni per le maratone, e quello della gazza poi…
UNO DUE UNO DUE UNO DUE UNO DUE
Bravo, Bravo, Coion…Siete una massa di sfigati. Lavorate dal Lunedi’ al Venerdi’ e appena uscite dai vostri uffici di merda andate a correre invece di stare con la vostre mogli, con le vostre figlie… ma dove casso corri mona?????
UNO DUE UNO DUE UNO DUE UNO DUE
E poi vi lamentate anche diocan se le vostre donne si trombano il vicino, ciavate invece di correre coglioni, coglioni, che magari ci lasciate anche le penne…
UNO DUE UNO DUE UNO DUE
Mangiate integratori di merda, amminoacidi ramificati, pillole e sali minerali, mai il pane con la pasta, la carne di cavallo, il sale solo il sabato… Imbecilli. E invece di bere ombre di rosso, vi ingollate ghetoraid de merda giallo fosforescenteeee…Tu almeno sei il Vinicio della Capossela della maratone e esci e bevi ma gli altri se ne stanno chiusi nei loro orologi satellitari a contare i secondi…Hai fatto 27 e 33 , bravo dio can , bravo.
UNO DUE UNO DUE UNO DUE
Ricordati alla tua cazzzo di maratona di Venexia che ci saro’ io ogni venti metri a riderti in faccia e gridarti: Ma dove casso corri, coglione!
UNO DUE UNO DUE UNO DUE.
Il mio filosofo preferito mi sbatte il telefono in faccia. Preparo la tavola con cura, accendo la griglia, mi cucino con passione filetto al sangue con patate al forno e lenticchie. Lo accompagno con due bicchieri abbondanti di Chianti barricato. Poi mi siedo sul divano viola e mi fumo di gusto due splendide sigarette mentre Dustin Hoffman fa il maratoneta scaricato dal computer alla tv. E domenica parto alle 9 e 20 da Stra per fare 42 chilometri fino a Venexia.
Che mi son del Lido, e Venexia a fine ottobre e’ di una bellezza struggente, go da rivarge!
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