Diario minimo

“WE ARE HUMAN”: IL TRE LUGLIO

Luglio 24, 2008 · Nessun Commento

Il nostro direttore sta solcando mari e monti a bordo della sua poderosa. Ci ha inviato con telex tramite un piccione viaggiatore per raccontarci la sua ultima impresa. La pubblichiamo.

“WE ARE HUMAN” : IL 3 LUGLIO

 

Mettiamo la sveglia per non rispettarla. Ci alziamo in ritardo pronti ad affrontare il tappone dolomitico del giro di Grecia in vespa: Sivota-Kalambaca, 300 km di montagna attraversando per largo la terra di Ulisse e dell’inventore del succo Motion.

Partiamo con le parole di Grisoula, Miss Villa Galini,

che suonano come un avvertimento.

“piano, piano…”

Il tempo del primo frappe’ della giornata e siamo di nuovo a Igoumenitsa - la citta’ dove tutto comincia.

Da qui rombiamo verso Ioannina.

I primi chilometri sono una splendida autostrada che s’inerpica deserta dal mare verso i monti.

Il cielo e’ terso, la Poderosa avanza sicura tra tunnel e salite, il sole splende…

Ma, di colpo, tutto si blocca.

Rallentiamo fino a che la vespa non si muove piu’ …. La spia dell’olio accesa, il motore gira

ma la ruote no, non ci pensano proprio.

Merda, la cinghia.

Me l’aveva chiesto Gabbin di Silea prima del controllo…

“A cinghia xe a posto?”

E io “si si me l’hanno cambiata all’ultimo tagliando…”

ma forse era quello prima o quello prima ancora….

Siamo dunque fermi, in autostrada, in salita, a 1000 metri dall’uscita VASILIKO. Sopra di noi una chiesetta Bianca Bianca.

Dall’altra parte della carreggiata scorgiamo un’area di servizio e quindi … come nella miglior tradizione, spingiamo…

Casco in testa ben allacciato portiamo la poderosa allo svincolo e poi su, su, per l’ultima rampa sino a quella che sembra la salvezza: una stazione di servizio,

in costruzione

Benissimo.

Iniziamo a cercare e dietro l’angolo ecco dei muratori appoggiati sul cesso che stanno costruendo…

“do u speak English?”

“little”

“We have a problem….”

Uno ci segue…

“La cinghia merda, la cinghia…”

Intanto cerco aiuto:

- Chiamo pater krugman ma e’ alla buca numero 7 e non puo’ essere disturbato

- Chiamo Sister Krugman che pensa di risolvere tutto su google

- telefono all’assicurazione e scopriamo di aver diritto al soccorso stradale internazionale

“lasci il telefono libero che la richiamiamo…”

……..si…

Aspettiamo.

Sono gli operai greci a salvarci.

Arrivano a bordo di una 600 rossa con una corda per trainarci sino a Igoumenitsa .

“Do u come or u wait for assistance?” ci chiede rollandosi una sigaretta un trentenne belloccio dalla barbetta incolta.

“We come” senza pensarci un secondo.

E iniziamo a scendere di nuovo verso il mare.

Nella 600 chiaccherano i greci e la signora Krugman.

Io li seguo strattonato sulla poderosa

E quando si dimenticano di me, rischio di volare con la corda attorcigliata nella ruota e la vespa che sbanda vistosamente.

Ma, per ora, rimango in piedi. Si stacca solo un pezzo del portapacchi

E siamo di nuovo a igoumenitsa, la citta’ dove tutto ricomincia, dove ci abbandonano in periferia.

“Can I give u something?”
“Nooo… We are human! If I have a problem in italy I hope someone will help me….”

E riparte sulla 600 con ancora in bocca la cicca rollata da accendere.

Torniamo a spingere, sulla tangenziale.

E’ mezzogiorno, 38 gradi, quando entriamo in citta’ e scendiamo verso il porto.

“Service? Moto service?”

“eh….lontano… 3 km… at the end of the port….”

Ci ritroviamo cosi’ imbottigliati nel traffico indiavolato di Igoumenitsa tra vigili cortesi e Pullman polacchi scortesi. Dai bar gruppetti di pensionati Igoumentsiani ci guardano come pazzi.

Noi spingiamo, spingiamo.

In fondo iniziamo a vedere un insegna Honda…

e, alla fine, ci siamo.

Ci accolgono con due bottiglie d’acqua gelata lanciate dal frigo.

La diagnosi e’ quella “merda la cinghia”.

Ce la cambiano in mezz’ora mentre sfiniti e madidi di sudore (madidi… eh…) ci sollazziamo con una biretta e un mezede. Ne vorremmo un altro ma l’oste e’ inflessibile nella sua equazione: una birra=un cicchetto, di piu’ non ce ne da’.

Ripartiamo. L’orologio della poderosa segna le 12 e 18, che significa che qui sono le 14.18.

Si va, affaticati ma balzanzosi.

Superiamo Vasiliko in un baleno e proseguiamo verso Ioannina con l’autostrada che procede a strappi: dieci chilometri sembra di essere in Amerika con tre corsie vuote e dirette poi di colpo s’interrompe e ci s’inerpica su salite tipo Mortirolo ma non ci sono le scritte per terra e i tifosi che ci corrono attorno.

Davanti il borsone traballa sul portapacchi.

Siamo a Ioannina: una periferia orribile, un lago e un centro storico ricco di locali e giovani greci cazzeggianti. Gnocca tirata, frappe’ cocktails e Dj.

Sono piu’ o meno le sei.

Il tempo di un altro frappe’ e si riparte.

La strada non sembra mai essere stata cosi’ bella….

Dura pochissimo,

Diventa un inferno:

stretta, strapiombo sul vuoto, costeggiata da operai che l’asflatano, solcata da Tir austriaci e dai soliti pazzi tassisti greci.

La signora Krugman preoccupata sullo scomodo sellino posteriore sente  la poderosa vacillare nelle curve a destra.

Suona il cell, e’ il nonno.

Tornante a sinistra,

Controcurva a destra in discesa

Siamo per terra.

Di colpo.

Disteso sull’asfalto mi giro,

La nina si aggrappa alla carreggiata.

“eccoooooo…….”

Mi alzo, si alza.

“qualcosa di rotto?????”

“no, mi pare di no.”

Ma siamo tutti insanguinati.

La vespa, che porta le stigmate sulla fiancata, si accende.

Va.

Contiamo i danni,

Ampie escoriazini sul braccio, la gamba e il piede destro per la signora krugman, un po’ meno per me. Ci spruzziamo un disinfettante sulla carne viva (idea geniale) e piano piano ripartiamo…

“Fermati sto svenendo”

“ma quando subito ?”

“si”

“cioe’ stai proprio svenendo in questo momento?”

“Si si” risponde la povera signora krugmana mentre affrontiamo un tornante asfaltato di fresco tra due ali di tir.

Accostiamo. Siamo sfiniti.

Dobbiamo farci medicare.

Ci rimettiamo in viaggio, fa ancora caldo,

A Metsovo mancano tredici chilometri.

Quando la strada finalmente spiana troviamo una farmacia.

Entriamo e troviamo una coppia di ragazzi della nostra eta’ si fa I cavoli suoi.

Sarebbero i farmacisti.

“Chi e’ la piu’ giovane?”

“Lei”

Allora cominciamo da te.

Mi medica, ho sete “water please” water…

E lo sento che sto per svenire…

“I’m going down…” come si dice svenire in inglese proprio non me lo ricordo…

“give me something…salt..polase”…

Vedo tutto nero, lo so che sto per svenire, ma non voglio.

“do you want we call an ambulance?”

“no no…” resisto..

I Sali non me li vuole dare e mi dice pure che d’estate non bisogna ubriacarsi ma bere tanta acqua,

Grazie al catso.

Pensa che siamo due ragazzini ubriachi in giro per la grecia.

Poi si accende una sigaretta.

Ma come cazzo fai ad accenderti una sigaretta mentre sto svenendo??????

A Metsovo c’e’ l’ospedale.

Prima di arrivarci la strada risale e si fa piu’ stretta e tortuosa.

Siamo a Metsovo,

Un bel paesino di legno ricco di negozi di souvenir e agnelli allo spiedo nei ristoranti.

Trovare l’ospedale e’ un impresa, nessuno parla inglese e nemmeno il Greco, mi pare.

Ci siamo.

Entriamo in una casa di montagna che dovrebbe essere il medical center.

Dentro: due lunghi corridoi e nessuno in giro.

In una stanza una donna piange al telefono mentre la tv accesa a massimo volume manda in onda una telenovela.

Dall’ultima porta in fondo esce un uomo che si stringe la corda di un paio di pantaloni blu, mi sembrano un pigiama.

Sono i due medici.

Ci guardano incazzati e ci portano in una sala operatoria.

Qui inizia una specie d’interrogatorio. Sulla data del vacino anti-tetano vacilliamo

“digli che e’ tutto a posto…qui non ci facciamo fare nessuna puntura da questi” suggerisco ad una signora Krugman in affanno.

Ci medicano con sadismo.

Quando la povera signora Krugman lancia un gridolino di dolore, la dottoressa - quella che prima piangeva al telefono - la zittisce incatsata…

Usciamo stra-bendati, alla signora Krugman le bende piacciono un sacco.

Ormai e’ quasi l’mbrunire e il sole scompare dietro nuvole minacciose.

A Kalambaca mancano 50 km.

Ripartiamo, la strada s’inerpica in montagna.

Il passo e’ oltre i due mila metri,

Skilift e seggovie… almeno scopriamo che in Grecia si scia

E case cantoniere per gli spalaneve come sulle dolomiti, quelle vere.

Il paesaggio lascia senza fiato.

Montagne a vista d’occhio, brulle e silenziose.

Piove.

Per un attimo diluvia.

Fa freddo,

Ci sono 14 gradi.

Sono quasi le otto.

Ci fermiamo a coprire i bagagli con sacchi neri della monnezza.

Non siamo ben attrezzati per avverse condizioni meteo.

Ripartiamo.

La strada scende.

Il cielo inizia ad aprirsi,

Lontano s’intravede un tramonto.

Ma Kalambaka non arriva mai,

Mancano sempre 30 km.

Queste meteore sono diventate una chimera.

Scendiamo lenti lenti, in particolare ogni curva a destra e’ un tuffo al cuore.

Di fronte ci si apre una valle verde ed ampia,

In fondo di vedono spuntare dei pennacoli,

Ma se quelle sono le Meteore manca ancora tanto…

Piano, piano, alla fine ci arriviamo.

Il paese fa moderatamente schifo,

Le montagne sono impressionanti.

Il B&B prenotato su internet ha la Jacuzzi! Non credo faremo il bagno nei prossimi giorni.

E’ notte,

Siamo sfiniti.

Ci salva l’ospitalita’ di Giovanni da Sidney, un Greco australiano che gestisce con la mamma una taverna di quelle vere, sotto ad una delle Meteore.

Ha una vespa, rossa, anche lui.

Tre Amstel e agnello alla griglia ci tirano su il morale.

Un antidolorifico ci aiuta a dormire.

“Buona notte moglie…”

 

 

 

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IMMUNITA’!

Luglio 23, 2008 · Nessun Commento

Silvio ha vinto la prova settimanale e quindi ha gudagnato l’immunita’ dalla nomination per la prossima settimana. Il concorrente di Arcore e’ riuscito a inkulare per la terza volta in 14 anni oltre la meta’ dei 60 milioni di Italiani, si e’ ancora presentato come l’uomo nuovo contro lo strapotere della vecchia politica, come l’uomo del fare contro la burocrazia, il meneghino sveglio contro i pantofoloni romani.  Bravo Silvio. Ora si gioca con Cristina, la vincitrice della prima edizione nota in tutto il mondo per la sua intervista (e alla fine ci troviamo sempre a parlare di fellatio), con la cinese Yang Li,  una delle piu’ brillanti esponenti del grande fratello 2007 - che attualmente cuce scarpe nike in uno sgabuzzino di Pieve Emanuele, e con il mitttiko Rocco, la vittoria del Grande Fratello - limited edition. Per votarlo ancora basta mandare un SMS al 347-11144597 (e’ il cel di veltroni).

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3 domande

Luglio 21, 2008 · 1 Commento

Ho bisogno di un bignami per recuperare quasi un mese di assenza dalla fredda cronaca di questa Repubblica delle Bandane:

ecco alcune domande a cui chiedo una risposta:

1) perche’ all’Esselunga sono orgogliosi di Giusy Ferreri ? Ma giusy ferreri (di cui ho appena visto una foto delle natiche del 2005) e’ orgoglioso dell’esselunga e di Simona - boiled - Ventura?

2) Mara Carfagna e’ stata nominata ministro perche’ fa bene la fellatio ? (la fellatio sono i pompini mater Krugman! scusate Mater Krugman non conosce il latino)

3) l’autorita’ costituita mi blocchera’ il blog perche’ ho nominato il nome di Mara Carfagna invano?

4) e’ diventata ministro anche Mara Venier???

5) Il Milan ha comprato di nuovo ronaldo o i trans che lo trastullano?

6) Ricco’ libero! Ricco’ libero! Ricco’ libero!!

Ah, sono passato per le strade del pirata. quanto mi manchi Pantani, ma questo e’ un altro discorso

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Mi la ? No…

Luglio 21, 2008 · 3 Commenti

Caro diario, interrompo il silenzio stampa e mi intrufolo nel caldo abbraccio delle mie cose, nel mio caro diario minimo, per cercare di sopravvivere a questa mattina di shock. 

Ho di nuovo una camicia, una giacca e una cravatta. Sono seduto in una stanza illuminata da luce al neon a basso voltaggio, tende oscuranti grigie coprono le finestre. Siamo nel centro di Milano ma potremmo essere ovunque. Attorno a me diversi umanoidi battono su una tastiera di fronte a quattro monitor a cristalli liquidi, piu’ un paio di televisori a testa. Parlano in inglese  o italiano, piu’ che altro scrivono.

Sarei tornato alla normalita’ e allora perche’ mi sembra piu’ umano e normale il cielo blu con le cicale che fanno casino e le stelle che ti fanno perdere il senso del tempo, il mare li’ sotto, una luce che passa nella notte, il sudore dopo aver salito la collina, l’odore di finocchio selvatico e fichi, un topo che mi frega il feta, una bottiglia di acqua gelata ?

Mi gira la testa. 

Durera’ per poco lo so.

Ah, uno splendido anello mi da’ un tocco molto interessante.

Torno nell’ombra.

Tuo Emilio

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DIARIO MINIMO E’ IN VIAGGIO…

Giugno 26, 2008 · Nessun Commento

“Ce’ un momento per scrivere e uno per vivere” per citare una massima sgrammaticata del nostro mentore Lubos Kubic e per quelli di Diario Minimo e’ il momento di scrivere. Emilio krugman e’ in viaggio, i nostri inviati sono invece a casa e, in quanto inviati, quando sono a casa non inviano. Gustavo Gloria invece sta uscendo per respirare dopo lunghi mesi passati a dormire dentro a un lunghissimo buco di culo peloso ma non particolarmente puzzolente. Torneremo, nuovi e con tante cazzate da scrivere dal 1 di settembre. A quel tempo in Italia nulla sara’ piu’ reato ad eccezione dell’onesta’. Cercheremo di rimanere assieme vigili e disincantati sognatori pur sapendo che “le battaglie non si vincono, si perdono sempre” (poster con citazione della Feltrinelli del Che da una camera di una casa di tanti anni fa…

(in treno al tramonto)

Nel frattempo Emilio ha mandato un messaggio in redazione…ve lo giriamo

“Caro Diario, sono tornato finalmente e veramente sulla strada. Ho tagliato in due la lombardia, ho visto il sole tramontare in treno a Calcio, e il treno non si e’ fermato a Brescia. Ho superato con la vespa una fanciulla che si vendeva alle tre del pomeriggio. Sono partito per andare al Cavallino e sono arrivato a Praga che poi era come essere rimasti a Carbonera a casa di Ciccio o del Foca quindici anni fa. Ho girato per tutta milano alla ricerca di una cravatta e ho scoperto che Armani fa i cioccolatini. Mi sono ustionato le braccia per comprare del Tai che si chiama cosi’ perche’ non si puo’ chiamare Tocai. Siamo in tre, con la vespa e la signora Krugman che , come sempre borbottano. Tra un po prenderemo una nave e diremo anche un paio di si. Tuo Emilio”

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Sinistra? PD? PCI? PDC? Rifondati e verdi???

Giugno 16, 2008 · Nessun Commento

Toc ? Toc ?

C’e nessuno….. ????????????????????????

Ualter, Ualter non mi fare bestemmiare.

Lo statista di Arcore ci sta inkulando a sangue ancora, come nel 94, come nel 2001. Insomma, si fa sempre i kazzi suoi. Giusto per essere molto fini e chiari. Il resto e’ fuffa.

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5.30

Giugno 13, 2008 · Nessun Commento

Ce’ gia’ la luce.

Dai marciapiedi la spazzattura invade le strade .

Nello stabile di fronte arriva in montainbike il custode.

I semfaori sono tutti lampeggianti, l’unico acceso lo passo col rosso.

In Piazza Fontana si svegliano i primi che hanno dormito sulle panchine e fanno a turno alla fontana per lavarsi. 

Fa freddo, e’ tutto grigio.

Tra due settimane mi sposo.

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sabato mattina.

Giugno 12, 2008 · Nessun Commento

Cimitero, sala cremazioni, ciliege -scritto in rosso con la vernice - Il corteo gira a sinistra. Lo seguiamo. Ci saranno trenta gradi, si suda, l’umidita’ ti si appiccica dentro. Siamo tutti vestiti di scuro, facciamo tenerezza, siamo gli unici, con il nero sgualcito delle camicie, le polo grigie scure stinte dai lavaggi. I becchini, quei due ragazzi col pizzetto che stanno vicini alla Marca, portano la bara, catso non riesco neanche a scriverlo, coperta di splendide rose bianche. Nella sala circolare il rumore dell’aria condizionata sale sulle parole del Krukko. Il krukko e’ meraviglioso, legge una lettera d’amore. E’ struggente. Piangiamo tutti, e’ tremendo. Ma non e’ un film con i contenuti extra nel dvd, non si puo’ spegnere. Continua. Non c’e’ un cazzo da dire. un cazzo da fare. Un abbraccio. Una sigaretta, ci vuole una sigaretta anche se ho una sete pazzesca. Poi ripartiamo e siamo a casa del krukko, nel salotto delle seghe, sotto alla pergola dove gli ho spaccato la caviglia quando mi ha fregato il pk50 e non mi sono mai pentito. E si beve, un bicchiere, poi un altro, e il Krukko vuole bere assieme e beviamo e alla fine siamo anche ubriachi e si parla di pompini e il cioz ride e anche il Krukko ride. E fa ancora caldo ma sta per piovere. E ascoltiamo l’inno tedesco, e chi l’ha composto, Bekenbauer? E andiamo via storti e fa male a me, e penso al krukko e alla mutti,  al dolore che sta provando, a quel senso di vuoto nell’altra parte del letto. Ci vuole un calcetto sotto al diluvio, una partita che sai di non poter perdere. Ed e’ quasi sera.

Una vespa gialla barcolla rumorosa verso jesolo. Si spegne, va messa la riserva.

Per Cortellazzo bisogna seguire l’argine, fino in fondo.

 

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Giugno 11, 2008 · Nessun Commento

   

              UFFICIO STAMPA

 

Roma, 11 giugno 2008

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Il Consiglio dei Ministri  è convocato per venerdì 13 giugno 2008 alle ore 9,00 a Palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno:

 

 

- DECRETO-LEGGE PER L’INTRODUZIONE DEL REATO DI MASTURBAZIONE CLANDESTINA

 

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Giugno 11, 2008 · Nessun Commento

 

 

sssss…siamo intercettati.

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